Tifone Fung-wong colpisce le Filippine: 8 vittime e 1,4 milioni di sfollati in un disastro senza precedenti

Manila, 10 novembre 2025 – La furia del tifone Fung-wong si è abbattuta con forza sulle regioni nord-occidentali delle Filippine, lasciando dietro di sé almeno otto morti e costringendo più di 1,4 milioni di persone a fuggire dalle proprie case. Nella notte tra domenica e lunedì, venti che hanno raggiunto i 185 chilometri orari hanno scatenato inondazioni, frane e blackout in diverse province. Le autorità locali hanno dovuto ordinare evacuazioni di massa e cancellare molti voli, sia nazionali che internazionali. Dopo aver devastato la provincia di Aurora, il tifone si è diretto verso Taiwan, lasciando un pesante conto di danni e disagi.

Sfollati, strade bloccate e scuole trasformate in rifugi

Il Consiglio nazionale filippino per la gestione dei disastri (NDRRMC) parla di oltre 300.000 persone ancora accampate nei centri di evacuazione allestiti nelle scuole e nelle palestre. Le immagini che arrivano dalla TV mostrano scene di emergenza: materassi sistemati alla buona, bambini che si muovono tra scatoloni di aiuti e volontari che distribuiscono pasti caldi. “Non ci fermiamo un attimo per aiutare chi ha perso tutto”, ha detto Mark Timbal, portavoce del NDRRMC, spiegando che le operazioni sono complicate da strade bloccate e mancanza di elettricità nelle zone più isolate.

Le province più colpite sono Aurora, Ilocos Norte e Cagayan, dove le piogge hanno fatto uscire dai letti fiumi e torrenti. A Baler e Tuguegarao, i residenti raccontano di aver visto l’acqua salire velocemente fino al primo piano delle case. “Abbiamo lasciato tutto senza nemmeno un minuto per salvare qualcosa”, ha raccontato una donna a una radio locale.

Luce spenta e trasporti paralizzati

Il passaggio del tifone Fung-wong ha fatto saltare la corrente in decine di comuni. Le squadre tecniche stanno lavorando per sistemare i guasti, ma in alcune aree i danni alle linee elettriche sono pesanti. “Ci vorranno giorni prima di tornare alla normalità”, ha ammesso un responsabile della compagnia Meralco. Anche i trasporti sono in tilt: molti voli dall’aeroporto internazionale Ninoy Aquino di Manila sono stati cancellati o ritardati, mentre strade provinciali restano chiuse per alberi caduti e frane.

Le autorità hanno lanciato un appello chiaro: non tornate nelle case finché non sarà sicuro. “La priorità è la sicurezza della gente”, ha ribadito il governatore di Aurora, Christian Noveras, durante una conferenza stampa all’alba.

Un Paese sotto assedio dal clima

Questo disastro arriva appena pochi giorni dopo il passaggio del tifone Kalmaegi, che aveva già devastato le Filippine, causando oltre 220 morti e danni per centinaia di milioni di euro. Gli esperti dell’agenzia meteorologica Pagasa segnalano un aumento sia nella frequenza che nella violenza di questi eventi. “Negli ultimi anni, i tifoni sono diventati più numerosi e più forti”, spiega la climatologa Esperanza Cayanan.

Le Filippine sono nel cuore della cosiddetta “cintura dei tifoni” del Pacifico occidentale: ogni anno, tra giugno e novembre, il Paese deve affrontare circa venti tempeste tropicali. “Ci siamo abituati a convivere con queste calamità”, dice un residente di Laoag, “ma ogni volta sembra di dover ricominciare da zero”.

Aiuti internazionali e nuove sfide

Dopo le prime notizie sui danni del tifone Fung-wong, sono arrivate le offerte di aiuto dalle Nazioni Unite e dalla Croce Rossa Internazionale. L’ambasciata americana a Manila ha annunciato fondi per un sostegno immediato. Anche Taiwan si è detto pronto a dare una mano con supporto logistico e sanitario.

Nel frattempo, mentre il tifone si allontana verso nord-ovest, le autorità filippine devono affrontare una nuova emergenza: evitare epidemie nelle zone allagate e assicurare acqua pulita agli sfollati. “La situazione è ancora molto delicata”, ha ammesso il ministro della Salute, Teodoro Herbosa. “Stiamo tenendo sotto controllo possibili focolai di malattie nei centri di accoglienza”.

Il bilancio delle vittime potrebbe purtroppo aumentare nelle prossime ore, mentre si continua a cercare chi manca all’appello tra le macerie delle case travolte dalle frane. Ma tra chi ha perso tutto, c’è chi non si arrende. “Ricominceremo anche questa volta”, dice un vecchio pescatore guardando il mare agitato lungo la costa di Baler.

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