Agrigento, 28 febbraio 2026 – La mattina di ieri, nella tranquilla zona di Punta Bianca-contrada Drasy, lungo la costa di Agrigento, è stata turbata da una scoperta inquietante: un cadavere in avanzato stato di decomposizione. A trovarlo, intorno alle 10.30, è stato un turista tedesco, appassionato di fotografia naturalistica, che stava esplorando la famosa scogliera di marna bianca. L’uomo, a pochi passi dalla battigia, ha notato qualcosa di strano tra le onde e ha subito chiamato le forze dell’ordine.
Il recupero del corpo tra rocce e onde
Sul posto sono arrivati subito i carabinieri della compagnia di Agrigento e i vigili del fuoco, che si sono messi al lavoro per recuperare la salma. Dai primi rilievi è emerso che si tratta della parte inferiore di un corpo umano, ormai in avanzata decomposizione. L’operazione è durata più di un’ora, con i soccorritori che hanno faticato tra le rocce e la risacca per tirare fuori i resti dall’acqua.
Al momento, spiegano gli investigatori, non è ancora possibile dire chi sia la vittima né come sia morta. “Aspettiamo i risultati degli esami medico-legali”, ha detto un ufficiale dei carabinieri presente sul posto. Solo allora si potrà capire se si tratta di uno dei tanti migranti dispersi durante le traversate del Mediterraneo.
Resti umani ritrovati spesso sulle coste siciliane
Purtroppo, non è un caso isolato trovare resti umani lungo le coste siciliane. Negli ultimi giorni sono stati segnalati diversi ritrovamenti simili, da Pachino nel Siracusano a Pantelleria, fino a Custonaci nel Trapanese. In tutti questi casi, i corpi avevano segni che indicano una lunga permanenza in mare.
Secondo le forze dell’ordine, il tratto di costa tra Agrigento e Licata è spesso teatro di sbarchi irregolari e naufragi. “La corrente porta qui tutto quello che il mare restituisce”, ha raccontato un pescatore locale, indicando la frastagliata linea di scogliera. Spesso però è difficile risalire all’identità delle vittime: i documenti si perdono in acqua e i volti sono ormai irriconoscibili.
Ong in allarme: oltre mille migranti scomparsi nel Mediterraneo
Le organizzazioni umanitarie che lavorano tra Tunisia e Sicilia lanciano un grido d’allarme. Secondo alcune stime raccolte da Ong tunisine, sono oltre mille i migranti dispersi nelle ultime settimane. Molti hanno tentato la traversata proprio durante il passaggio del ciclone Harry, che ha sferzato il Mediterraneo centrale con venti forti e onde alte fino a cinque metri.
“Abbiamo ricevuto decine di segnalazioni da famiglie senza più notizie dei loro cari”, racconta un volontario di Alarm Phone, una ong tunisina. Le condizioni meteo proibitive non hanno fermato le partenze. “Chi parte lo fa perché non ha scelta”, aggiunge il volontario, “anche sapendo che rischia la vita”.
Indagini aperte, si attende l’identificazione
La procura di Agrigento ha avviato le indagini per capire le cause della morte e cercare di identificare la vittima. Fondamentali saranno gli esami del DNA e il confronto con le denunce di scomparsa arrivate in questi giorni. Nel frattempo, la zona di Punta Bianca è sorvegliata con attenzione. “Non escludiamo che il mare possa restituire altri corpi nei prossimi giorni”, ammette un agente della polizia locale.
Intanto, tra i residenti cresce la preoccupazione. “Non è la prima volta che succede”, confida una donna che vive vicino alla scogliera. “Ogni volta è come riaprire una ferita”. La costa agrigentina si trova ancora una volta a fare i conti con il dramma silenzioso delle migrazioni forzate e delle vite spezzate in mare.