Una barca senza nome: il toccante omaggio alle vittime del mare a Ortì

Una comunità si è riunita il 2 giugno scorso attorno a un simbolo di memoria e speranza. Nel piazzale del Monastero della Visitazione di Ortì, a Reggio Calabria, una barca restaurata riporta alla mente le storie di coloro che hanno perso la vita nel mare, un elemento cruciale per la città ma anche teatro di tragedie inimmaginabili. Questo scafo, appartenuto a Fortunato Scopelliti, un pescatore scomparso il 30 agosto 2022, è diventato un faro di ricordo per tutti coloro che, come lui, hanno attraversato le acque senza mai ritornare.

Fortunato Scopelliti era un uomo profondamente legato al mare e alla sua famiglia. Ogni anno, prima dell’estate, si dedicava alla manutenzione della sua barca, lunga poco più di cinque metri, preparandosi per le uscite di pesca. Dopo la sua scomparsa, lo scafo è rimasto fermo, ma la memoria di Fortunato è rimasta viva tra i suoi cari. «Per l’anniversario della sua morte, abbiamo organizzato una piccola cerimonia davanti alla barca», racconta Francesca, la figlia di Fortunato. «Era il nostro modo per continuare a sentirlo vicino».

un memoriale per le vittime del mare

L’idea di esporre la barca nel monastero è nata da una proposta di suor Francesca Giovanna, madre superiora della comunità. «Quando ci hanno contattati, inizialmente pensavamo fosse uno scherzo», prosegue Francesca. «Ma suor Francesca parlava con una convinzione profonda. Volevano che quella barca diventasse un memoriale per chi nel mare ha perso tutto, persino il nome». Questo gesto non è solo un tributo a Fortunato, ma un riconoscimento delle vittime del mare, molte delle quali, purtroppo, rimangono senza identità.

La barca è stata restaurata grazie al lavoro di Consolato e di altri due volontari, un’operazione che ha richiesto impegno e dedizione. L’inaugurazione è avvenuta il 6 aprile 2025, giorno del compleanno di Fortunato. «Vederla lì, di nuovo bella e fiera, ci ha commossi profondamente. È come se papà fosse tornato a guardarci dal mare», racconta Francesca con un sorriso nostalgico.

un gesto di comunità

Durante la cerimonia di inaugurazione, la Messa è stata officiata da monsignor Giuseppe Morosini, vescovo emerito, e da don Nino Iannò, parroco di Santa Maria e i XII Apostoli di Bagnara. La nipote Carla ha letto una lettera toccante dedicata al nonno, esprimendo la sua gratitudine e il suo amore. La comunità ha partecipato attivamente, dimostrando un forte legame con la memoria di Fortunato e con tutti coloro che hanno perso la vita in mare.

L’iniziativa di dedicare la barca alla Madonna della Consolazione è un gesto significativo, voluto su richiesta della figlia di uno dei restauratori. Questo omaggio rappresenta non solo il riconoscimento del lavoro di Consolato, ma anche una connessione profonda con la tradizione religiosa della zona. La Madonna della Consolazione è una figura venerata per la sua capacità di offrire conforto e speranza, e la dedica della barca a lei è un simbolo di fede e di comunità.

un messaggio per il futuro

L’idea di trasformare un oggetto di vita quotidiana in un simbolo di memoria è potente. La barca, che per anni ha servito come strumento di lavoro e sostentamento per Fortunato, ora rappresenta un legame emotivo e spirituale con il passato. La comunità di Ortì, attraverso questo gesto, esprime il suo desiderio di non dimenticare le vittime del mare, di onorare le loro storie e di creare un legame visibile tra il monastero e il mare che circonda Reggio Calabria.

Questo progetto non è solo un tributo alle vite perdute, ma anche un monito per il futuro. La crisi migratoria che colpisce il Mediterraneo è una realtà drammatica che continua a mietere vittime. La barca di Fortunato diventa quindi un simbolo di attenzione e responsabilità, un invito a riflettere sulla condizione di chi cerca una vita migliore, spesso affrontando pericoli inimmaginabili in mare.

La riflessione sulle ingiustizie sociali e sulle disuguaglianze che caratterizzano la nostra società è essenziale. I giovani, in particolare, possono diventare protagonisti attivi del cambiamento. La loro voce è fondamentale per sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica su temi cruciali come la giustizia sociale e i diritti umani. L’impegno di una comunità come quella di Ortì dimostra che, attraverso gesti simbolici e azioni concrete, è possibile creare un impatto duraturo.

Il dialogo intergenerazionale è altrettanto importante. Gli anziani, con la loro saggezza e le loro esperienze, possono trasmettere valori fondamentali ai più giovani, aiutandoli a comprendere l’importanza della memoria e del rispetto per le vite umane. In un contesto in cui l’indifferenza sembra prevalere, la barca di Fortunato Scopelliti si erge come un faro di speranza, un richiamo alla responsabilità collettiva e alla solidarietà.

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