Il mare di Trieste ha ospitato una delle regate più iconiche e affollate del mondo, la Barcolana, che ha visto la partecipazione di oltre 15.000 concorrenti su più di 1.800 barche. Quest’anno, la 57esima edizione ha visto il trionfo di Arca, il maxi yacht diretto da Furio Benussi, che ha conquistato il podio per la terza volta consecutiva. Un risultato straordinario che non solo celebra la maestria velica, ma mette in luce anche un importante impegno verso la sostenibilità ambientale.
La Barcolana si è svolta in una giornata di sole splendente e venti leggeri, creando un’atmosfera quasi magica per i partecipanti e i numerosi spettatori presenti lungo le rive. In questo contesto, la famiglia Benussi ha letteralmente dominato la scena: Arca ha tagliato il traguardo in un tempo di un’ora, 43 minuti e 42 secondi, precedendo di dieci minuti la barca Marta 07, timonata proprio dalla figlia di Furio, Marta, con il supporto del fratello Gabriele. Questi due equipaggi di famiglia hanno confermato la loro superiorità, posizionandosi al primo e al secondo posto, seguiti dal terzo classificato, Prosecco Doc, un altro maxi yacht che ha dimostrato grande competitività.
la sostenibilità al centro della competizione
La regata è stata un evento di grande richiamo non solo per gli appassionati di vela, ma anche per personalità di spicco del mondo della nautica. Tra di loro, il neozelandese Dean Barker, ex timoniere della Coppa America, ha partecipato con un RC44, concludendo la regata al 17esimo posto. Anche Wendy Schmidt, ex moglie di uno dei fondatori di Google, ha preso parte alla competizione, sebbene con una barca di dimensioni inferiori, il che ha limitato le sue possibilità di competere con i leader della regata.
Ma oltre alle performance sportive, ciò che ha reso la Barcolana di quest’anno particolarmente significativa è stato l’impegno per la sostenibilità. Arca non è solo un vincitore di trofei, ma è anche un pioniere nel campo della nautica sostenibile. Infatti, è la prima barca al mondo a ricevere sia la certificazione ESG (Environmental, Social and Governance) che la EPD (Environmental Product Declaration) dal RINA, l’ente di certificazione nautica. Questa innovazione rappresenta un passo significativo verso un futuro più verde per la vela, combinando prestazioni eccellenti con un forte impegno per la sostenibilità ambientale.
il progetto arca e l’economia circolare
Il progetto Arca si basa sul recupero e la trasformazione di un relitto, dimostrando come l’economia circolare possa essere applicata anche nel settore nautico. Utilizzando energie rinnovabili e materiali ecocompatibili, Arca diventa un simbolo di come la vela possa contribuire a un futuro più sostenibile. Questo approccio ha attratto l’attenzione di sponsor di rilievo, tra cui glo, un brand di BAT, che ha fornito supporto tecnico e finanziario per l’equipaggio. La presenza di due barche, Arca e Marta 07, con i colori di glo e Velo, rappresenta un impegno tangibile verso la sostenibilità e l’innovazione.
Furio Benussi ha espresso la sua soddisfazione non solo per il successo in regata, ma anche per l’opportunità di far parte di un progetto che trascende la competizione sportiva. “La nostra partnership con BAT Italia è una dimostrazione di fiducia in un progetto che va oltre la semplice regata, abbracciando i principi di sostenibilità e i valori cruciali per il futuro della nostra città e del Friuli Venezia Giulia,” ha dichiarato Benussi, sottolineando l’importanza di unire sport e responsabilità sociale.
Mentre la Barcolana continua a crescere in popolarità e partecipazione, il messaggio di sostenibilità e innovazione rappresentato da Arca e dagli altri concorrenti sta diventando sempre più centrale nel panorama velico. L’evento non è solo una celebrazione della vela, ma anche un palcoscenico per discutere questioni fondamentali legate all’ambiente e al futuro dei nostri mari.
La presenza di equipaggi come quello di Marta 07, con un mix di giovani talenti e veterani, dimostra che la vela è un ambiente inclusivo che incoraggia la partecipazione di diverse generazioni. L’innovazione, in questo contesto, non è solo tecnologica, ma anche sociale, promuovendo la collaborazione e il lavoro di squadra tra velisti di ogni età e provenienza.
In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una priorità globale, la Barcolana si posiziona come un modello da seguire. Con la sua combinazione di sport, passione e responsabilità, l’evento di Trieste non è solo una regata, ma un movimento verso un futuro più sostenibile per tutti gli sport acquatici.