Venezia, 15 novembre 2025 – Da questa mattina presto, nelle acque del Bacino San Marco, si stanno svolgendo delicate operazioni per provare a riportare un delfino nel mare aperto. L’animale, che da settimane nuota tra i canali di Venezia, ha catturato l’attenzione di residenti e turisti, ma ha anche acceso la preoccupazione di autorità e esperti di fauna marina.
In campo forze dell’ordine e soccorritori per salvare il delfino
Dalle 7.30 circa, una piccola flotta di barche della guardia costiera, della guardia costiera ausiliaria, dei vigili del fuoco, della guardia di finanza e della protezione civile si è radunata vicino a Riva degli Schiavoni. A coordinare il tutto è la Capitaneria di Porto, che sottolinea come “la priorità sia la sicurezza dell’animale e delle persone coinvolte”. Gli operatori, armati di reti leggere e strumenti acustici, stanno cercando di guidare il delfino verso l’imboccatura del Lido, dove l’acqua si fa più profonda e si apre sull’Adriatico.
Un ospite fuori dal comune nei canali di Venezia
Secondo alcuni pescatori, il delfino è stato notato per la prima volta all’inizio di novembre vicino all’isola di San Giorgio Maggiore. Da allora si è spostato lungo i canali principali, arrivando fino a Piazzale Roma e al Canale della Giudecca. “Non è raro che un cetaceo si avventuri in laguna”, spiega il biologo marino Andrea Rizzi dell’Università Ca’ Foscari, “ma restare a lungo in un ambiente così non è certo salutare per lui”.
Perché si è deciso di intervenire
Le autorità sono scese in campo dopo che, negli ultimi giorni, il delfino è sembrato più lento e meno reattivo. Alcuni cittadini hanno raccontato di comportamenti strani, come fermarsi vicino alle rive affollate o tentare di avvicinarsi alle barche turistiche. “Temiamo che lo stress e la mancanza di cibo possano aggravare la sua situazione”, confida un volontario della protezione civile. Restare troppo a lungo in laguna espone il delfino ai rischi dell’inquinamento e del traffico intenso di barche.
Tra curiosità e tensione, un’operazione delicata
Sulle fondamenta si sono radunate decine di persone per seguire le manovre delle imbarcazioni. Alcuni residenti hanno raccontato di aver visto il delfino saltare vicino a Punta della Dogana, mentre altri non nascondono l’ansia per il risultato dell’operazione. “Speriamo che riescano a riportarlo in mare senza fargli del male”, dice una signora di Campo San Zaccaria. Intanto, gli operatori procedono con grande cautela: ogni mossa è studiata per non spaventare o ferire l’animale.
Casi simili in passato e possibili scenari
Non è la prima volta che un delfino deve essere accompagnato fuori dalla laguna. Nel 2019, un altro esemplare era stato soccorso vicino all’isola di Murano e portato oltre il Lido grazie alla collaborazione tra enti locali e associazioni ambientaliste. “La speranza è che anche stavolta tutto vada per il meglio”, dice il comandante della guardia costiera ausiliaria. Se il delfino non dovesse seguire le barche, è pronta una soluzione alternativa: sedarlo per facilitare il trasferimento.
L’attesa continua: il delfino è ancora nel Bacino San Marco
Alle 11.30, la Capitaneria riferisce che il delfino si trova ancora nel Bacino San Marco e segue a distanza le imbarcazioni guida. Le operazioni potrebbero durare ore: gli esperti preferiscono non forzare la situazione e lasciare che l’animale si orienti verso il mare da solo. “Serve molta pazienza”, ripete uno dei biologi sul posto. Nel frattempo, la città osserva in silenzio. Tra i riflessi sull’acqua e il rumore dei motori, tutti sperano che il delfino possa presto tornare dove davvero appartiene.