Port Angeles, 16 febbraio 2026 – Nonostante le tensioni politiche tra Stati Uniti e Canada restino sullo sfondo, la piccola città americana di Port Angeles si prepara ancora una volta ad accogliere i vicini di Victoria con una festa all’insegna della tradizione canadese. L’appuntamento è per il 19 febbraio, quando il traghetto MV Coho compirà la sua prima traversata stagionale, ripristinando quel collegamento storico tra le due sponde dello stretto di Juan de Fuca. Un gesto semplice, ma dal forte significato: ribadire che i legami di buon vicinato contano, anche quando la politica sembra remare contro.
Un ponte tra due comunità, malgrado i venti contrari
La cerimonia di benvenuto, organizzata dal Port Angeles Waterfront District e guidata dal direttore esecutivo Sam Grello, rinfresca una tradizione nata lo scorso anno. Allora, la città aveva reagito così alle minacce di nuovi dazi commerciali lanciate dall’allora presidente Donald Trump e alle sue uscite sulla possibilità di trasformare il Canada nel “51° stato americano”. “Speravamo fosse solo confusione del momento”, ha detto Grello. Eppure, a dodici mesi di distanza, il clima non è cambiato: le tensioni sono tornate a salire dopo l’ultima minaccia di Trump di bloccare l’apertura del nuovo Gordie Howe International Bridge tra Windsor e Detroit.
Turismo in calo: i numeri della crisi
I segni della crisi si vedono anche nel turismo locale. Secondo i dati della Black Ball Ferry Line, nel 2025 il traffico veicolare sul Coho è sceso del 18%, mentre il numero dei passeggeri ha perso il 15%. “La ragione principale? Meno canadesi hanno scelto di scendere a sud per vacanze o gite giornaliere”, ha spiegato Jessica Wiersma, responsabile marketing della compagnia. Una tendenza che il Waterfront District e l’ente turistico Destination Greater Victoria avevano già previsto all’inizio dell’anno scorso. “Era chiaro a tutti che il 2025 non sarebbe stato un anno brillante per il turismo tra le due comunità”, ha ammesso Grello.
Strategie alternative e nostalgia dei vicini
Di fronte al calo dei visitatori canadesi, Port Angeles ha dovuto rivedere le sue mosse, puntando soprattutto sui turisti locali. “Abbiamo comunque avuto un buon anno”, racconta Grello, “ma i canadesi ci mancano”. Dall’altra parte dello stretto, Victoria ha invece vissuto una delle migliori stagioni turistiche dell’ultimo decennio, sostenuta da un clima “elbows up, Canada strong”, come dicono gli operatori locali. Nonostante questo, la nostalgia per i rapporti di vicinato resta forte.
Un messaggio che va oltre la politica
La festa di accoglienza per i passeggeri del Coho non è una protesta contro Washington né un invito a spendere oltreconfine. “Non è il momento e sarebbe fuori luogo”, ha chiarito Grello. L’obiettivo è rassicurare gli amici di Victoria: la comunità americana teme che le tensioni politiche lascino ferite profonde e cambino per sempre le abitudini di viaggio. “Se questa situazione dura altri tre anni”, ha detto Grello, “potremmo davvero cambiare il modo in cui ci vediamo e ci frequentiamo”.
Musica, sorrisi e piccoli gesti per tenere vivo il legame
La giornata sarà animata da musica dal vivo, cartelli ironici e uno stand “Ask an American”, dove i visitatori potranno scambiare due parole con i residenti. Non mancheranno la banda del liceo e rappresentanti istituzionali sia di Port Angeles che di Victoria. Un’atmosfera informale, quasi familiare. “Non possiamo cambiare la politica nazionale”, ha concluso Grello, “ma con piccoli gesti come questo possiamo far sentire la nostra voce e dimostrare che ci teniamo davvero”.
In fondo, tra le bandiere canadesi che sventolano con orgoglio e le note della banda, resta la speranza che la rotta del Coho continui a unire due comunità divise solo da una sottile linea d’acqua – non da muri invisibili fatti di diffidenza o rancore.