Madrid, 25 novembre 2025 – Il volo diretto tra Madrid e Caracas si ferma da lunedì, lasciando a terra migliaia di passeggeri. È l’ennesimo segnale delle tensioni crescenti tra Europa, America Latina e Venezuela. La decisione arriva dopo una serie di cancellazioni da parte di compagnie europee e venezuelane, in un clima di crescente attenzione sulla sicurezza dello spazio aereo venezuelano, soprattutto dopo gli allarmi degli Stati Uniti.
Compagnie aeree sospendono i voli: passeggeri bloccati
Lunedì mattina, Air Europa ha annunciato la sospensione dei voli verso il Venezuela “fino a quando le condizioni non saranno sicure”. Poco dopo, anche le compagnie venezuelane Estelar e Laser hanno cancellato o spostato i voli sulla tratta Madrid-Caracas. Le motivazioni ufficiali parlano di “motivi operativi”, ma la coincidenza con il peggioramento delle tensioni geopolitiche e l’allerta lanciata da Washington è evidente.
Secondo fonti interne alle compagnie, la decisione è stata presa nel fine settimana, dopo che la Federal Aviation Administration (Faa) degli Stati Uniti ha invitato i piloti a volare con “la massima cautela” nello spazio aereo venezuelano. “Le condizioni sono cambiate molto in fretta, non possiamo correre rischi”, ha spiegato un dirigente europeo sotto anonimato.
Effetto domino: stop anche per Iberia, TAP, Avianca e Turkish Airlines
La sospensione non riguarda solo le compagnie spagnole o venezuelane. Negli ultimi giorni, anche Iberia, TAP, Avianca, Latam, Gol, Caribbean Airlines e Turkish Airlines hanno ridotto o fermato i voli sulla stessa rotta. Estelar ha cancellato i voli del 24, 26 e 28 novembre a causa di problemi con il fornitore spagnolo Iberojet, mentre Laser ha annunciato via Instagram che riprogrammerà i voli da lunedì a giovedì, senza spiegare altro.
Marisela de Loaiza, presidente dell’Associazione delle compagnie aeree venezuelane (Alav), ha confermato che la sospensione sarà “a tempo indeterminato” per vettori come TAP, Latam, Avianca, Iberia, Gol e Caribbean. Turkish Airlines ha fermato i voli dal 24 al 28 novembre.
Allarme sicurezza: la Faa suona il campanello d’allarme
Venerdì scorso la Faa ha diffuso un avviso chiaro per i piloti: “Massima prudenza nello spazio aereo venezuelano”. Secondo gli Stati Uniti, la situazione è peggiorata a causa di un aumento delle attività militari intorno al Venezuela. Questo rappresenta un rischio per qualunque aereo, “a qualsiasi quota o fase del volo”. Anche le operazioni a terra sono considerate pericolose.
Questo allarme ha subito influenzato le decisioni delle compagnie. “Non possiamo ignorare i segnali che arrivano dalle autorità internazionali”, ha detto un portavoce di una compagnia sudamericana. Nel frattempo, il governo venezuelano non ha rilasciato commenti ufficiali.
Viaggiatori senza vie d’uscita tra Europa e Sudamerica
Le ripercussioni si vedono subito. All’aeroporto di Barajas a Madrid, lunedì sono stati cancellati tutti i voli diretti per il Venezuela. Un duro colpo per Iberia, che effettuava cinque voli settimanali sulla rotta Madrid-Caracas. I tabelloni mostrano una lunga serie di cancellazioni, mentre nelle sale d’attesa si formano lunghe file di passeggeri in cerca di informazioni.
In Colombia, circa 1.500 persone si sono ritrovate senza alternative dopo la cancellazione dei voli Bogotà-Caracas da parte di Latam e Avianca. L’Aeronautica civile colombiana ha spiegato che le compagnie hanno agito per “proteggere la sicurezza dei passeggeri”. Altre compagnie come Satena e Wingo continuano a volare regolarmente. L’autorità colombiana ha intensificato i controlli e convocato un tavolo urgente con vettori e istituzioni locali per cercare soluzioni.
Crisi dello spazio aereo venezuelano: un duro colpo a mobilità e commercio
Con il traffico aereo bloccato e centinaia di passeggeri costretti a cercare rotte alternative, spesso con scali a Lisbona o Panama City, la crisi del cielo venezuelano si fa sentire in tutta la regione. La situazione mostra quanto le tensioni militari e diplomatiche tra Washington e Caracas stiano mettendo in difficoltà la mobilità internazionale e le operazioni commerciali.
“Non sappiamo quando potremo ripartire”, racconta Ana Maria, bloccata a Madrid con la famiglia. “Ci hanno detto solo di aspettare notizie”. Al momento, non si vede una soluzione chiara. E il rischio è che l’interruzione duri ancora a lungo.