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Milano, 16 febbraio 2026 – Mattinata difficile per molti utenti: tra le 8.30 e le 10.15, diversi siti e servizi online sono diventati improvvisamente inaccessibili. Al loro posto, compariva un messaggio di errore con la scritta “403 – Forbidden” e una schermata bianca. A saltare sono stati portali istituzionali, piattaforme di e-commerce e testate giornalistiche. Dietro il blocco, dicono le prime verifiche, ci sarebbe un problema nei sistemi di accesso, anche se non si esclude un possibile attacco hacker.

403 – Forbidden: cosa vuol dire e chi è stato colpito

Il codice 403 – Forbidden segnala che il server ha riconosciuto la richiesta, ma ha negato l’accesso alla pagina. È come bussare a una porta chiusa a chiave, spiega Luca Ferri, esperto di sicurezza informatica al Politecnico di Milano. Tra i siti bloccati ci sono il portale del Comune di Milano, alcune pagine della Regione Lombardia e servizi bancari online. Anche testate come Il Giorno e MilanoToday hanno avuto problemi a far accedere i propri archivi digitali.

Errore tecnico o attacco? Le ipotesi sul blocco

Fonti di una società di hosting coinvolta parlano di un “errore nella configurazione dei permessi” durante un aggiornamento fatto nella notte. Ma la coincidenza con episodi simili in Europa – come il blocco dei servizi digitali del Comune di Parigi nelle settimane scorse – ha acceso qualche campanello d’allarme. La Polizia Postale lombarda tiene tutte le ipotesi aperte. “Stiamo controllando i log, non escludiamo nulla”, ha detto un portavoce.

Gli utenti protestano, le prime risposte

Su X (ex Twitter) è esploso il dibattito con l’hashtag #403forbidden. Molti raccontano di tentativi falliti di accesso e di disservizi anche nelle app collegate. “Ho provato a pagare la tassa sui rifiuti, ma il sito non mi fa entrare”, scrive un cittadino di Sesto San Giovanni. In risposta, enti pubblici e istituzioni hanno messo messaggi temporanei sulle homepage, invitando a riprovare più tardi o a usare altri canali.

Il blocco che ha bloccato anche le pratiche urgenti

Il problema ha creato disagi soprattutto a chi doveva fare operazioni importanti: richieste di certificati, pagamenti online, consultazione di referti medici. Negli uffici comunali di via Larga e piazza Cordusio sono aumentate le code già dalle 9.30. “Abbiamo dovuto spiegare che la colpa non era nostra”, racconta una dipendente del Comune di Milano. Anche alcune aziende private hanno segnalato rallentamenti nei loro sistemi collegati al cloud.

Il lavoro dei tecnici e le previsioni di ripartenza

Durante la mattina, i tecnici hanno lavorato per sistemare i permessi sui server. Intorno alle 10.30, la maggior parte dei siti è tornata accessibile, anche se qualche problema isolato è proseguito fino alle 11. Il team IT della Regione Lombardia ha assicurato di monitorare la situazione per evitare altri disagi. Nel frattempo, la Polizia Postale ha avviato gli accertamenti per escludere intrusioni o malware.

Non è la prima volta: cosa consigliano gli esperti

Non è la prima volta che un errore 403 – Forbidden blocca così tanti utenti. Nel 2024 e nel 2025 si sono già verificati casi simili, spesso legati a aggiornamenti o a misure di sicurezza dopo tentativi di attacco. Gli esperti raccomandano di non insistere con tentativi di accesso forzati e di controllare sempre che i siti siano autentici prima di inserire dati personali. “Se c’è qualche dubbio, meglio aspettare i comunicati ufficiali”, suggerisce Ferri.

Solo nel pomeriggio si capirà se dietro il blackout di oggi c’è stata solo una svista o qualcosa di più serio. Nel frattempo, il consiglio resta: attenzione ai dati personali e segnalate subito ogni stranezza alle autorità.

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