Ancona punta a diventare capitale del mare: un viaggio in barca dal porto a Numana

Ancona, 22 gennaio 2026 – Ieri, a Palazzo degli Anziani, Ancona ha svelato i 139 progetti con cui si candida a diventare Capitale Italiana del Mare 2026. Un riconoscimento nazionale che mette sotto i riflettori le città di mare più attente e innovative nel rapporto tra territorio e costa. Dietro questa iniziativa c’è un lavoro coordinato dall’amministrazione comunale insieme alla società Marchingegno, con il coinvolgimento di enti pubblici, associazioni, imprese e realtà culturali. L’obiettivo è chiaro: rilanciare Ancona come punto di incontro per esperienze, ricerca e turismo legati all’Adriatico.

139 progetti, la sfida per il titolo di Capitale del Mare

Tutto è partito il 22 dicembre, quando il Comune ha ricevuto il via libera per partecipare al concorso. «Abbiamo messo in moto subito un percorso condiviso», ha detto l’assessore al Turismo, Daniele Berardinelli, sottolineando la risposta veloce e corale della città. Il dossier, battezzato “Da mare a mare: ecologie delle coesistenze. Dove il mare diventa città”, è stato consegnato solo due giorni fa. Dentro ci sono proposte che vanno dal turismo alla ricerca scientifica, dalla cura delle spiagge urbane fino al restyling di piazze storiche.

Tra le idee più interessanti spicca la nascita di una linea marittima turistica che collegherà il porto antico con il Passetto, Portonovo e Numana, per poi tornare ai piedi del colle Guasco. Un progetto pensato per unire le spiagge di Palombina Vecchia e Nuova e offrire un modo nuovo di vivere il litorale anconetano. Non mancano proposte di gemellaggio con città simbolo del mare, come Venezia e Siracusa, segno della voglia di creare reti solide a livello nazionale e internazionale.

13,5 milioni per dare slancio alla città

Il sindaco, Daniele Silvetti, ha spiegato che su 150 progetti arrivati da 118 soggetti, ne sono stati scelti 87, a cui si aggiungono i 52 messi a punto direttamente dal Comune. «Alcuni lavori sono già iniziati», ha ricordato Silvetti, citando il restyling di piazza della Repubblica e di piazza Dante. Berardinelli ha aggiunto anche la realizzazione di un info point turistico ai piedi di Palazzo degli Anziani.

Il budget complessivo è di 13,5 milioni di euro. L’assessore ha precisato che questa cifra sarà necessaria solo se tutti i progetti vedranno la luce. Di questi, 7,7 milioni sono già stanziati per infrastrutture programmate, mentre circa un milione dovrà essere trovato con investimenti extra. Se Ancona vincerà, ci sarà anche un premio da 1 milione di euro e si potrà contare su sponsorizzazioni private.

Il mare al centro di un progetto che coinvolge tutti

La candidatura si basa su una visione ampia e condivisa del mare come fulcro della vita cittadina. «Vogliamo far capire le potenzialità di Ancona», ha detto Silvetti, «che si pone come protagonista, consapevole delle sfide e delle fragilità». Il mare qui è visto da tanti punti di vista: infrastrutture, cultura, ambiente, innovazione e blue economy si intrecciano in un mosaico che coinvolge tutta la comunità dorica.

L’architetto Alessandra Panzini, che coordina i progetti per Marchingegno, ha spiegato la divisione in tre gruppi: “Molo” per le infrastrutture, “Bussola” per la ricerca scientifica e “Bitta” per i legami tra le comunità. Un lavoro che ha visto attive istituzioni pubbliche, fondazioni, imprese e realtà del terzo settore.

Attesa per il verdetto: tutti gli occhi sul Ministero

Il prossimo passaggio decisivo è il 1° febbraio, quando sarà consegnata la graduatoria al Ministero competente. «Speriamo che la proclamazione arrivi subito dopo», ha confidato Berardinelli. Nel frattempo, la città guarda avanti con fiducia. «Il mare è per noi un’infrastruttura culturale, ecologica e simbolica», ha concluso Silvetti.

La sfida è aperta. Ancona punta a diventare Capitale Italiana del Mare 2026 non solo per rilanciare il suo waterfront, ma per riaffermare una vocazione storica che guarda al futuro.

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