Ancona si candida a Capitale della cultura 2028: il mare come fulcro culturale

Ancona, 26 febbraio 2026 – Oggi Ancona ha varcato la soglia del Ministero della Cultura a Roma per la prova decisiva: è tra le dieci finaliste nella corsa a Capitale italiana della cultura 2028. Un momento importante, che la curatrice del dossier, Anghela Alò, ha invitato a leggere con un’immagine chiara: “Bisogna guardare la città dal mare per capirla davvero”. La città marchigiana ha scelto di raccontarsi proprio partendo da lì, dalle sue radici legate al mare, mescolando storia, paesaggi e innovazione in un progetto che vuole coinvolgere tutta la regione.

Il mare, cuore pulsante della città

Durante la presentazione, la Alò ha ricordato che Ancona è cresciuta “in mezzo a un sistema di rotte”, tra reti da pesca e barche, con il Duomo sul colle Guasco e l’arco di Traiano come punti fermi nel paesaggio. “Solo da lì, dal mare, si capisce davvero cosa è questa città”, ha rimarcato davanti alla commissione ministeriale. Un’immagine che prende vita nei dettagli: le reti che si allungano nel porto, il profilo del Monumento ai Caduti, la vista sulla città che si apre dall’alto e, soprattutto, dal mare.

Un progetto concreto, lontano da autocelebrazioni

Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha voluto chiarire subito cosa c’è dietro il dossier: “Non è una lista di eventi o una celebrazione di noi stessi. È un piano di lavoro per i prossimi tre anni, che unisce cultura, rigenerazione urbana e politiche per i giovani”. Silvetti ha sottolineato la responsabilità che va oltre i confini cittadini: “Vogliamo portare crescita economica, sociale e politica a tutta la regione”. Il progetto ha il sostegno della Regione Marche, di Anci Marche e dell’Università Politecnica delle Marche (Univpm).

Quattro pilastri per guardare avanti

A spiegare i dettagli è stata l’assessora comunale alla Cultura, Marta Paraventi. Ha snocciolato i quattro punti fondamentali del dossier: ‘questo mare’, ‘via maestra’, ‘adesso parco’ e ‘mare culturale’. “Il mare è il filo che tiene insieme tutto – ha detto Paraventi –. Vogliamo creare il museo della civiltà del mare Adriatico, mettere in rete i musei nel cuore della città e valorizzare il parco del Conero, dove natura e cultura si incontrano”. Nel progetto c’è spazio anche per eventi contemporanei, con linguaggi freschi e sperimentali: “Abbiamo bisogno dell’energia dei giovani”, ha aggiunto l’assessora.

Istituzioni in campo e buoni segnali dalla giuria

All’audizione erano presenti anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il sindaco di Ascoli Piceno e presidente di Anci Marche, Marco Fioravanti, e il rettore dell’Univpm, Enrico Quagliarini. La giuria ha rivolto quattro domande ai rappresentanti di Ancona, mostrando interesse per la proposta. Secondo chi c’era, sono arrivati apprezzamenti per la chiarezza della presentazione e la coerenza del progetto.

La sfida è aperta, lo sguardo è al futuro

La candidatura di Ancona a Capitale italiana della cultura 2028 si gioca in un campo affollato: dieci città in gara, tutte in questi giorni a Roma per le audizioni. Il dossier di Ancona punta a unire porto e parco del Conero, università e territorio, con l’obiettivo di mescolare tradizione e innovazione. “Non vogliamo raccontare solo chi siamo stati – ha spiegato Silvetti – ma soprattutto chi vogliamo diventare”.

La scelta finale arriverà nelle prossime settimane. Intanto, ad Ancona cresce l’attesa, tra cittadini e istituzioni. Una partita che si gioca tra passato e futuro, con lo sguardo – ancora una volta – rivolto al mare.

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