Ascoltare il mare: il primo sistema europeo che ne cattura la voce

Catania, 17 novembre 2025 – È partito nel Mar Mediterraneo un nuovo sistema per il monitoraggio acustico della fauna ittica, pensato per raccogliere dati preziosi a tutela della biodiversità marina. Si chiama VONGOLA (Visual and nOise-eNhanced AI Analysis for Marine Biodiversity MonitorinG, Observation and LeArning) ed è un progetto coordinato dal Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia (CSFNSM), in collaborazione con l’Università di Catania, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e la società Nadyr Byte. La sperimentazione è cominciata da poche settimane e coinvolge tre zone strategiche: il porto di Catania, lo Stretto di Messina e l’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa.

Una rete sottomarina lunga 40 chilometri

Al centro del progetto c’è una rete di sensori acustici e video, collegati da circa 40 chilometri di cavi che arrivano fino a 2.100 metri di profondità. È la prima installazione di questo tipo in Europa nel Mediterraneo e anche il primo idrofono cablato nello Stretto di Messina. I sensori sono così sensibili da riuscire a captare il crepitio dei gamberetti, un rumore molto debole ma che indica la presenza di vita sui fondali, e al tempo stesso sentire il passaggio delle grandi navi che solcano le rotte commerciali a chilometri di distanza.

Gli ingegneri spiegano che la tecnologia permette di fare due cose insieme: da una parte seguire la vita marina, dall’altra misurare l’impatto dell’uomo sull’ecosistema. “Il Mar Mediterraneo è come un grande laboratorio per il monitoraggio sottomarino”, ha detto la professoressa Alessia Tricomi, direttrice del CSFNSM e coordinatrice del progetto. “Qui possiamo fare ricerca avanzata e mettere a punto tecnologie nuove che servono all’ambiente”.

Scienza e intelligenza artificiale a braccetto

Dietro VONGOLA c’è un team di oltre 30 ricercatori e tecnici, tra fisici, ingegneri e biologi marini. Il sistema combina sensori acustici, telecamere subacquee e algoritmi di intelligenza artificiale che analizzano in tempo reale i dati raccolti lungo la dorsale jonica. Questi dati servono a riconoscere le specie, a seguire i loro movimenti e a capire come cambia il rumore del mare per colpa del traffico navale.

Nelle prime settimane di prova, i ricercatori hanno già captato segnali diversi: dal delicato crepitio dei gamberetti – quasi impercettibile all’orecchio umano – fino al rombo delle eliche delle navi mercantili che attraversano lo Stretto. Secondo il team, questi dati sono fondamentali per capire come l’uomo stia modificando gli equilibri naturali del mare.

Un aiuto concreto per la biodiversità

L’obiettivo è chiaro: dare strumenti utili per proteggere la biodiversità marina e per gestire in modo sostenibile le risorse ittiche. I dati raccolti saranno messi a disposizione delle autorità ambientali e della comunità scientifica, con la speranza di aiutare a mettere in campo politiche più efficaci contro l’inquinamento acustico e la pesca eccessiva.

“Solo ascoltando il mare possiamo capire davvero cosa succede sotto la superficie”, ha raccontato uno dei biologi sul campo. “Ogni rumore parla: dalla presenza di una specie, al passaggio di una nave, fino ai segnali dei cambiamenti climatici che modificano il comportamento degli animali”.

Guardando avanti: un modello da diffondere

Il sistema VONGOLA è un esempio concreto di come la ricerca possa rispondere alle esigenze del territorio. Le installazioni vicino al porto di Catania e nell’Area Marina Protetta del Plemmirio, due zone particolarmente delicate per l’ambiente, garantiscono un controllo costante e dettagliato. Le prime analisi, attese nei prossimi mesi, saranno decisive per capire se il sistema funziona davvero e per segnalare eventuali problemi.

Gli organizzatori sperano che questo modello possa essere copiato in altre parti del Mediterraneo e, in futuro, anche in altri mari europei. “Abbiamo bisogno di dati chiari per difendere il nostro mare”, ha ribadito la professoressa Tricomi. “Solo così potremo assicurare un futuro alle specie che lo abitano e alle comunità che ne vivono”.

In attesa dei risultati completi, il progetto VONGOLA si prepara a diventare un punto di riferimento per la ricerca ambientale in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Un ascolto silenzioso ma costante, pronto a far parlare gli equilibri nascosti del mare.

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