Los Angeles, 20 febbraio 2026 – I Giochi Olimpici del 2026 sono ancora in pieno svolgimento, ma alcuni atleti hanno già lo sguardo rivolto avanti: la prossima sfida è Los Angeles 2028. Tra loro c’è Markus Edegran, kiteboarder della nazionale statunitense, che ha deciso di anticipare tutti. Da settimane vive in un furgone parcheggiato a due passi dall’oceano, proprio dove tra due anni si terranno le regate olimpiche. “Siamo qui con largo anticipo”, ha raccontato Edegran, indicando il suo “California vehicle” con un sorriso che tradisce più determinazione che voglia di avventura.
Prepararsi per l’oro: la tattica degli atleti
Non è un caso che Edegran sia qui. Ogni giorno passa ore in acqua, a studiare vento, onde e correnti della costa californiana. “Lavoriamo all’aperto, dipendiamo dalla natura”, ha spiegato il giovane atleta. “Ogni posto ha le sue caratteristiche, e chi vuole vincere deve impararle in fretta”. Non basta allenarsi fisicamente: qui si gioca d’anticipo, cercando di cogliere ogni dettaglio che possa fare la differenza quando, nel 2028, ci sarà da lottare per l’oro.
Un richiamo mondiale: atleti da ogni angolo a caccia di vantaggi
Non è solo la squadra americana a frequentare le spiagge di Los Angeles. Da mesi, sulle stesse onde si incrociano vele e accenti da tutto il mondo. Tra loro c’è anche Zoe Thomson, velista australiana, che ha attraversato quasi 15.000 chilometri per allenarsi qui. “Cerchiamo di fare più esperienza possibile nelle condizioni di Los Angeles”, ha spiegato Thomson. Quest’anno lei e la sua squadra hanno organizzato due lunghi periodi di allenamento in California: “Passeremo probabilmente otto o nove settimane, divise in due tranche”.
Vita da atleta: la routine lontano da casa
Per molti appassionati, questa preparazione anticipata passa inosservata. E invece, come racconta Thomson, è una delle chiavi per arrivare pronti alle gare olimpiche. “Per Parigi 2024 siamo arrivati in Francia già nel 2021 e ci siamo sistemati in un container”, ha ricordato la velista. “Abbiamo passato lì tutto il tempo possibile”. Non si tratta solo di acqua e vento: anche la vita di tutti i giorni conta. “Abbiamo già trovato il nostro posto per i tacos e una caffetteria dove prendere il caffè”, ha sorriso Thomson. “Gli atleti sono abitudinari: serve avere delle routine”.
Diventare “di casa”: il trucco per sentirsi pronti
Anche Markus Edegran segue la stessa strada. “Sto cercando di diventare un locale per questi Giochi”, ha ammesso, parlando della sua vita semplice tra spiaggia e furgone. Ma la cosa più importante resta una sola: accumulare esperienza giorno dopo giorno. In acqua, ogni piccolo dettaglio conta – dalla direzione della brezza del mattino al comportamento delle correnti con l’alta marea.
Los Angeles 2028: la sfida è già iniziata
Mancano due anni alle Olimpiadi, ma sulle coste californiane la gara è già partita. Gli atleti si preparano con cura, tra gesti ripetuti e osservazioni attente. “Tutti vogliono guadagnare anche solo un secondo”, ha spiegato Edegran. In palio non c’è solo una medaglia: c’è la possibilità di entrare nella storia dello sport. E per farlo, spesso bisogna partire prima degli altri – magari vivendo in un furgone a pochi passi dall’oceano, con il vento come unico compagno.