Avventure e sfide: otto italiani affrontano la Transat Café L’Or tra tempeste e leggende della vela

Le Havre, 28 ottobre 2025 – Domenica 26 ottobre, otto velisti italiani hanno lasciato il porto di Le Havre, in Francia, per prendere il via alla nuova edizione della Transat Café L’Or. La storica traversata atlantica cambia nome e sponsor, ma resta una delle regate oceaniche più dure e seguite al mondo. La meta è Fort-de-France, in Martinica, dopo un viaggio che per alcuni supererà le seimila miglia. Tra tempeste, strategie e notti in bianco, si mette alla prova la resistenza, la tecnica e i nervi di chi è in mare.

Transat Café L’Or, tradizione che non molla

Sono 74 gli equipaggi partiti alle 13:30 di domenica dal bacino di Le Havre. Il porto si è animato di bandiere al vento, famiglie che salutavano, tecnici e qualche abbraccio più lungo del solito. La regata, che fino allo scorso anno si chiamava Transat Jacques Vabre, si presenta con un nuovo nome, ma lo spirito resta quello di sempre: attraversare l’Atlantico in doppio, senza scali obbligati, affrontando il meteo e le insidie dell’oceano aperto.

Le barche si dividono in quattro gruppi principali: gli enormi Ultim, catamarani da 32 metri capaci di coprire oltre 6.200 miglia; gli Ocean Fifty, monoscafi di 15 metri su una rotta di 4.600 miglia; gli Imoca 60, monoscafi da 60 piedi che navigano per 4.350 miglia; infine i più piccoli Class40, impegnati su una tratta diretta di 3.750 miglia attraverso le Azzorre. “Ogni categoria ha le sue difficoltà”, dice Ambrogio Beccaria, uno dei protagonisti italiani. “Ma l’Atlantico non fa sconti a nessuno”.

Italia in mare aperto: veterani e nuovi volti

La squadra italiana è varia. Ci sono chi ha già affrontato l’oceano più volte e chi si gioca il debutto in questa regata. Tra i nomi di punta c’è Ambrogio Beccaria, a bordo dell’Imoca “Alla Grande Mapei” insieme al francese Thomas Ruyant. Poi Francesca Clapcich, sull’Open 60 “11th Hour Racing” con Will Harris. Nei Class40, la pattuglia azzurra è folta: Luca Rosetti e Matteo Sericano su “Maccaferri Futura”, Andrea Fornaro e Alessandro Torresani su “Influence2”, Alberto Riva con Benoit Sineau su “Ekinox”, Pietro Luciani con William Mathelin-Moreaux su “Les Invincibles 2”.

“Portare i colori italiani in una regata così dura è sempre un onore”, ha detto Clapcich poco prima di partire. Negli ultimi anni, gli equipaggi italiani si sono fatti notare per la preparazione e la capacità di adattarsi alle condizioni più estreme.

Maltempo nel Golfo di Biscaglia: Class40 bloccati a La Coruña

Non sono passate 24 ore dalla partenza che il meteo ha già deciso il suo gioco. Nel pomeriggio del 27 ottobre, una forte perturbazione ha colpito il Golfo di Biscaglia. Il comitato di regata ha ordinato ai Class40 di fermarsi a La Coruña, in Spagna, per evitare una burrasca in arrivo. Una scelta dettata dalla necessità di “garantire la sicurezza degli equipaggi”, ha spiegato l’organizzazione in una nota diffusa alle 18:00.

Gli altri concorrenti – Imoca, Ultim e Ocean Fifty – hanno invece proseguito verso sud-ovest, approfittando di una finestra meteo più favorevole. Ma la tensione resta alta. “Con queste condizioni basta poco per finire nei guai”, ha ammesso Rosetti via radio.

Arrivi attesi dal 5 novembre, ma il meteo resta un’incognita

Secondo le previsioni, i primi arrivi a Fort-de-France potrebbero essere intorno al 5 novembre. Ma l’Atlantico centrale è ancora incerto, e questo potrebbe allungare i tempi di navigazione. Gli appassionati possono seguire la regata in tempo reale sul sito ufficiale www.transatcafelor.org, dove sono disponibili mappe aggiornate e le posizioni delle barche.

Per gli italiani – veterani o esordienti – questa Transat Café L’Or è una prova vera. Una sfida tra onde alte, turni di sonno corti e decisioni da prendere al volo. E come ha detto Beccaria prima di lasciare il porto: “Qui si vede chi ama davvero il mare”.

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