Avventure estive: soccorsi a pagamento tra sentieri e mare in allerta

Genova, 8 gennaio 2026 – Da oggi chi si avventura in mare o in montagna senza le giuste precauzioni potrebbe dover pagare di tasca propria i costi del soccorso. È questa la novità introdotta dalla legge di Bilancio 2026, nei commi dal 726 al 730, pensata per frenare gli interventi sempre più frequenti causati da comportamenti imprudenti. Escursioni con le ciabatte o uscite in barca durante le allerte meteo sono tra i casi più comuni. L’obiettivo dichiarato è chiaro: far capire a chi si mette in pericolo che non può sempre contare sull’aiuto gratuito di chi interviene.

Soccorso a pagamento: cosa cambia davvero

La tutela della vita resta prioritaria, il diritto al soccorso non viene mai meno. Però la legge fa una distinzione netta: se ti metti nei guai per cause imprevedibili, nessun problema. Se invece agisci con colpa grave o in modo volontario, allora potresti dover rimborsare i costi dell’intervento. Il provvedimento riguarda sia gli interventi in mare – affidati a Capitaneria di Porto, Guardia Costiera e forze dell’ordine – sia quelli in montagna, dove operano Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia.

Il testo parla chiaro: si paga se la richiesta di soccorso è “immotivata o ingiustificata” oppure se emerge una “condotta gravemente imprudente, negligente, contraria alle norme di sicurezza o dovuta a imperizia”. Tradotto: se ti avventuri su sentieri pericolosi senza l’equipaggiamento giusto o ignori le allerte meteo, rischi di dover coprire le spese sostenute dallo Stato.

Esempi concreti: dalle ciabatte in montagna alle barche in tempesta

In Liguria, negli ultimi anni, non sono mancati episodi che hanno fatto discutere. Escursionisti beccati sul Monte Moro o sui sentieri di punta Manara con calzature inadeguate, turisti in mare nonostante il maltempo: situazioni che hanno costretto i soccorritori a intervenire, spesso mettendo a rischio anche loro stessi. “Abbiamo visto persone salire in infradito su tratti scoscesi”, racconta un volontario del Soccorso Alpino ligure. “In certi giorni siamo dovuti tornare più volte”.

I dati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico parlano chiaro: nel 2025 in Liguria ci sono stati più di 1.200 interventi, molti legati all’imprudenza o alla sottovalutazione dei rischi. In mare, la Guardia Costiera registra un aumento delle chiamate durante le allerte arancioni e rosse, spesso per imbarcazioni sorprese dal maltempo.

Come si calcoleranno i costi del soccorso

Il rimborso non sarà una cifra fissa, ma varierà in base a quanto è stato necessario per intervenire. La legge dice che il pagamento sarà “su base oraria o forfettaria”, considerando i costi del personale, dei mezzi – elicotteri, motovedette, ambulanze – e delle attrezzature usate. Il versamento andrà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il mare, mentre in montagna la competenza resta alle amministrazioni locali.

Un funzionario della Capitaneria di Porto di Genova spiega: “Non si tratta di una multa automatica. Ogni caso sarà valutato singolarmente. Solo se emerge una responsabilità chiara scatterà il rimborso”. Chi non è d’accordo potrà fare ricorso.

Le prime reazioni

La novità ha già acceso dibattiti. Le associazioni dei soccorritori la vedono di buon occhio: “Non vogliamo che nessuno si fermi a chiedere aiuto”, dice il presidente del Soccorso Alpino nazionale. “Ma serve responsabilità: rischiamo troppo spesso per errori evitabili”. Più critici alcuni gruppi di escursionisti e appassionati di sport all’aria aperta, che temono possibili abusi nell’applicazione della norma.

Nel frattempo, nelle località turistiche liguri e lungo le coste italiane si moltiplicano le campagne informative. Cartelli lungo i sentieri e nelle spiagge ricordano le nuove regole. “Meglio pensarci due volte prima di partire impreparati”, avverte un bagnino di Sestri Levante.

Un passo avanti per la sicurezza

Le istituzioni sperano che questa nuova legge aiuti a ridurre gli incidenti causati dall’imprudenza. “Non vogliamo colpevolizzare nessuno”, ha detto ieri il sottosegretario ai Trasporti in conferenza stampa a Roma. “Ma chi mette a rischio se stesso e gli altri per negligenza deve prendersi le proprie responsabilità”.

Solo il tempo dirà se la misura funzionerà davvero. Intanto, per chi ama il mare o la montagna, il consiglio è uno: informarsi bene prima di partire e rispettare sempre le regole di sicurezza.

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