Ayahuasca: perché la Spagna attrae più viaggiatori del Sud America

Barcellona, 9 febbraio 2026 – In una radura tra gli alberi, poco fuori dal cuore di Barcellona, il medico tradizionale Taita Isaías Muñoz Macanilla conduce una cerimonia di ayahuasca per un gruppo di europei. È sera, l’aria è fresca e, nonostante l’atmosfera richiami l’Amazzonia, tutto si svolge in un boutique hotel catalano. Un dettaglio che racconta molto sul nuovo volto del turismo spirituale: sempre più persone scelgono la Spagna – e il vicino Portogallo – per vivere esperienze che fino a pochi anni fa sembravano possibili solo in Sud America.

Ayahuasca in Europa: il confine tra benessere e legge

Negli ultimi anni, la ayahuasca – bevanda psicoattiva fatta con piante amazzoniche – ha guadagnato popolarità in Occidente. Il decotto, che contiene dimetiltriptamina (DMT), è noto per provocare visioni intense e profonde esperienze interiori. Ma proprio per la presenza di questa sostanza, la sua assunzione è vietata nella maggior parte dei Paesi europei. Uniche eccezioni sono la Spagna e il Portogallo, dove le leggi più permissive hanno dato il via a numerosi ritiri dedicati.

Secondo Alejandro Carbó, fondatore dei ritiri Avalon, “la domanda è salita grazie al dibattito su salute mentale e spiritualità, ma anche all’interesse crescente delle celebrità per le sostanze psichedeliche”. I suoi programmi mettono in contatto i partecipanti con praticanti tradizionali, ma si tengono in contesti europei, spesso in strutture con tutti i comfort.

Perché Spagna e Portogallo sono la nuova meta del benessere

I motivi che spingono tanti a scegliere la Spagna o il Portogallo sono diversi. “I tempi e i costi di viaggio più bassi rendono questi ritiri molto più accessibili”, spiega Carbó. “In più, gli standard europei per alloggio, cibo e igiene offrono il livello di comodità che molti si aspettano”. Nei ritiri Avalon, per esempio, sono sempre presenti medici e psicologi. Un elemento che tranquillizza soprattutto chi si avvicina per la prima volta a queste esperienze.

Conoscere la cultura locale abbassa anche la barriera psicologica. “C’è più fiducia, perché si sa dove si sta andando e quali regole valgono”, aggiunge Carbó. E non è tutto: spesso i ritiri combinano la cerimonia con yoga, arteterapia e meditazione, per adattare l’esperienza ai gusti occidentali.

Ayahuasca: una zona grigia tra permessi e rischi

La situazione legale resta però complicata. In Spagna e Portogallo, l’ayahuasca non è inserita chiaramente tra le sostanze vietate. Sta quindi in una sorta di “zona grigia”, come spiega Carbó: “Non è proibita esplicitamente, ma non ha nemmeno una protezione legale chiara”. In Spagna, i tribunali tendono a distinguere tra uso privato e traffico illegale; in Portogallo, dal 2001 il possesso per uso personale non è più un reato.

“Questa situazione è fragile”, avverte Carbó. “Dipende da come le autorità decidono di interpretare le regole e può cambiare in fretta, soprattutto se arrivano pressioni politiche o casi spiacevoli”. Non mancano le preoccupazioni: da un lato la sicurezza di chi partecipa – alcuni episodi di malessere hanno fatto discutere – dall’altro il rischio di sfruttamento e banalizzazione di una cultura indigena.

Tra tradizione e adattamento occidentale

Il dibattito sull’ayahuasca in Europa passa anche per il rapporto con le tradizioni native. Carbó sottolinea che chi organizza questi ritiri dovrebbe fare da ponte tra due mondi: “Serve collaborazione con le comunità amazzoniche, vere custodi di questa saggezza antica. Allo stesso tempo, bisogna adattare il rito alle esigenze di chi arriva dall’Occidente”.

Molti centri cercano di trovare questo equilibrio, coinvolgendo praticanti indigeni e proponendo percorsi di integrazione psicologica dopo la cerimonia. Ma alcune associazioni indigene sudamericane mettono in guardia: il rischio di banalizzare resta alto.

Un fenomeno in crescita ma ancora incerto

Il boom dei ritiri di ayahuasca in Europa racconta di una crescente voglia di esperienze spirituali alternative e di un interesse rinnovato verso pratiche tradizionali. Ma le leggi sono ancora confuse e le questioni etiche lontane dall’essere risolte. Per ora, Spagna e Portogallo restano le porte d’ingresso principali a questo mondo sospeso tra benessere, legge e tradizione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser