Bagnoli riabbraccia il mare: addio al pontile ex Italsider per l’America’s Cup

Napoli, 10 dicembre 2025 – A Bagnoli è partita la demolizione del pontile ex Italsider, un momento decisivo per il quartiere flegreo. Il cantiere, aperto ufficialmente in questi giorni, è il primo passo verso il nuovo waterfront di Napoli, pensato in vista della 38ª America’s Cup del 2026. I lavori sono affidati a un consorzio internazionale guidato da DEME, insieme a Savarese Costruzioni e Iterga Costruzioni Generali. E, sorpresa, si procede con largo anticipo rispetto ai piani: oltre due anni in meno, per lasciare il campo di regata libero e pronto alla grande gara.

Demolizione e bonifiche: il cantiere prende vita

Il primo a cadere è la Sala Pompe, una struttura enorme in cemento armato, a più di trecento metri dalla riva. Ogni giorno lavorano oltre duecento operai, senza pause, fino a fine febbraio. “Il cantiere è in piena attività – spiega il sindaco e commissario straordinario per Bagnoli, Gaetano Manfredi – rispetteremo i tempi e restituiremo il mare ai cittadini”. Tutti i materiali sono trasportati via mare, grazie a un’intesa con il porto di Napoli. Così si evita di intasare le strade e si tagliano i costi di trasporto.

Sicurezza ambientale al centro dell’intervento

Nel cuore dell’operazione c’è la questione della sicurezza ambientale. L’area marina davanti al cantiere sarà protetta con un sistema di capping, che coprirà la cosiddetta colmata: un enorme ammasso di materiali di riporto, che le autorità tecniche definiscono “quasi totalmente inerti”. “Rimuoverla sarebbe stato impossibile – ammette Manfredi – stiamo parlando di circa un milione e mezzo di metri cubi”. La scelta è stata quella di mettere in sicurezza i fondali senza stravolgere l’equilibrio raggiunto dopo anni di bonifiche.

1,7 miliardi per rifare Bagnoli

Il risanamento di Bagnoli è uno dei più grandi progetti pubblici di rigenerazione urbana in Italia. Il budget supera i 1,7 miliardi di euro, destinati a bonifiche, infrastrutture e sistemazioni del territorio. Circa un miliardo andrà alla messa in sicurezza di suoli e fondali, 270 milioni per nuove infrastrutture primarie, mentre 430 milioni serviranno a riqualificare gli spazi urbani, l’edilizia pubblica e le aree verdi. A queste cifre si aggiungeranno investimenti privati legati al futuro del waterfront. “È una sfida complessa – dice un tecnico del Comune – ma in gioco c’è la rinascita di tutta l’area metropolitana”.

America’s Cup: la spinta decisiva

Nel 2026, sulla colmata nascerà una piattaforma temporanea di venti ettari. Qui si allestiranno le strutture per i team che gareggeranno nella America’s Cup. Finita la manifestazione, tutte le installazioni saranno smantellate e l’area tornerà libera per la città. A quel punto si completerà l’ultimo intervento sui fondali, per permettere finalmente la balneazione. “Vogliamo regalare ai napoletani un lungomare accessibile e multifunzionale”, spiegano dal Comune.

Borgo Coroglio, tra case e diritti sociali

Resta però aperta una questione delicata: il futuro di Borgo Coroglio. Il Comune sta lavorando a una proposta che garantisca soluzioni abitative dignitose per chi ci vive e per i locatari, con indennizzi e canoni calmierati. “Non vogliamo che si perda la continuità sociale del quartiere”, assicura Manfredi durante un sopralluogo. Il tema resta al centro del confronto con i comitati locali.

Nuove infrastrutture in arrivo

Mentre si procede con la demolizione delle ultime strutture industriali nel futuro Parco urbano, vanno avanti le indagini ambientali nel Parco dello Sport. Il nuovo Piano delle Infrastrutture prevede una rete idrica più efficiente, una condotta sottomarina, un collettore rinnovato, strade interne con servizi interrati e una pista ciclabile ad anello. Tra le novità più attese, la nuova fermata della Linea 2 della metropolitana, pensata per servire l’area.

Bagnoli, un nuovo inizio per Napoli

Tra accelerazioni, rallentamenti e tensioni politiche, Bagnoli è oggi a un punto di svolta. Da ferita industriale a waterfront pubblico e produttivo, pronto a riconnettere Napoli con il suo mare. L’America’s Cup è la molla che spinge questa trasformazione. “Dopo anni di promesse senza seguito – conclude Manfredi – questa volta si fa sul serio. Napoli manterrà i suoi impegni”.

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