Bali, 20 novembre 2025 – Il governatore di Bali, I Wayan Koster, ha presentato il 17 novembre ai legislatori locali un nuovo regolamento che punta a vietare le spiagge private entro la fine del 2025. L’obiettivo è chiaro: garantire a tutti l’accesso al litorale dell’isola. Una risposta alle proteste che da anni si susseguono tra i residenti, stanchi di vedere sempre più tratti di costa chiusi da hotel, ville e beach club, nonostante la legge nazionale indonesiana vieti già la privatizzazione delle spiagge.
Spiagge libere, una questione che tocca il cuore della comunità
Il tema dell’accesso libero alle spiagge di Bali non riguarda solo i turisti. È un problema che coinvolge profondamente le comunità locali. Le cerimonie induiste in riva al mare – come Segara Kerthi e Pakelem – sono parte integrante della tradizione balinese e hanno bisogno di spazi aperti e accessibili a tutti. “L’accesso per i nostri rituali si sta riducendo”, ha detto Koster durante la presentazione del regolamento, denunciando come alcune strutture “si comportino come se la spiaggia e il mare fossero di loro proprietà”, mentre in realtà il loro diritto si limita alla terra dietro.
Negli ultimi anni non sono mancati episodi di residenti e turisti allontanati dalle spiagge, che hanno fatto il giro dei social e dei media locali. Nel 2023, per esempio, un turista è stato invitato a lasciare la spiaggia di Geger, a Nusa Dua, per non rovinare la vista agli ospiti di un hotel. A Sanur, una madre balinese con suo figlio sono stati allontanati dal tratto di costa dietro un resort. Situazioni simili si sono verificate anche a Buleleng, dove alcuni turisti che avevano affittato ville sul mare hanno impedito ai residenti di fare il bagno.
Regole più strette per hotel e beach club: cosa prevede il nuovo regolamento
Il regolamento, che deve ancora essere discusso e approvato dal parlamento regionale entro il 2025, ribadisce che il litorale è un bene pubblico. L’intento è chiaro: colmare le falle nell’applicazione della legge nazionale, spesso ignorata o interpretata in modo diverso a seconda dei casi. “Serve chiarezza”, ha spiegato Koster, invitando i legislatori a muoversi in fretta per evitare che il confronto tra operatori turistici e comunità locali si faccia ancora più teso.
Secondo il Jakarta Post, il provvedimento limiterà le restrizioni che hotel e ville impongono all’accesso alle spiagge e introdurrà multe per chi blocca il passaggio. Non solo: sarà rafforzata la sorveglianza lungo la costa per assicurarsi che i percorsi pubblici restino aperti. Le autorità hanno già iniziato a mappare i tratti di litorale più contesi, concentrandosi in particolare sulle zone più frequentate dai turisti.
Turismo sotto controllo: nuove misure per gestire la crescita
La proposta sulle spiagge pubbliche fa parte di una strategia più ampia per gestire il boom turistico degli ultimi anni. Bali ha introdotto una tassa d’ingresso di 150.000 rupie (circa 9 euro) e ha emanato regole per il comportamento dei visitatori nei siti sacri: dall’obbligo di indossare abiti rispettosi al divieto di scattare foto considerate inappropriate.
Le autorità hanno anche bloccato i permessi per nuovi hotel nelle zone già sovraffollate, cercando di frenare lo sviluppo edilizio selvaggio. All’inizio del 2025, alcuni funzionari hanno parlato di una possibile tassa giornaliera, simile alla Sustainable Development Fee del Bhutan, con l’obiettivo di limitare il sovraffollamento e attrarre turisti più consapevoli.
Tra speranze e dubbi: le reazioni di residenti e operatori
La stretta sulle spiagge private ha trovato il favore della maggior parte dei residenti, che da tempo chiedono più tutele per i loro spazi. “Non possiamo perdere il legame con il mare”, ha detto Ketut, pescatore di Jimbaran, preoccupato per il futuro delle cerimonie tradizionali. Più cauti, invece, gli operatori turistici. Alcuni temono che regole troppo rigide possano mettere a rischio gli investimenti e limitare l’offerta di servizi esclusivi.
I numeri parlano chiaro: secondo il governo locale, i visitatori continuano ad aumentare – nel 2024 hanno superato i 6 milioni – mentre l’accesso pubblico al mare si fa sempre più difficile da garantire. Solo col tempo si vedrà se la nuova legge riuscirà a trovare un equilibrio tra sviluppo economico e rispetto delle tradizioni di Bali.
Per ora, la discussione resta aperta. Sulle spiagge dell’isola degli dei si attende una decisione che potrebbe cambiare il volto del turismo nei prossimi anni.