Riccione, 2 marzo 2026 – Riccione vuole diventare la Capitale italiana del Mare 2026 con il progetto “RIC26: un tuffo nel sogno”. Un percorso che unisce ricordi, innovazione e attenzione all’ambiente. La città romagnola, già premiata con la Bandiera Blu 2025 dalla Foundation for Environmental Education, conferma così la sua vocazione europea, puntando tutto sulla tutela dell’ambiente e sul coinvolgimento della comunità.
Bandiera Blu 2025: la conferma della qualità delle acque
Anche quest’anno, Riccione si conferma Bandiera Blu, il riconoscimento che attesta l’eccellenza delle sue acque e il rispetto di regole rigide sulla sostenibilità ambientale. Il premio, assegnato dalla Fee, è un punto di riferimento per chi abita e lavora qui. “È il frutto di un impegno continuo – ha detto il sindaco Daniela Angelini – che coinvolge amministrazione, operatori turistici e cittadini”. La Bandiera Blu non è solo un simbolo: assicura servizi di qualità, una buona gestione dei rifiuti e una corretta educazione ambientale.
L’Adriatico nascosto raccontato dall’Associazione Blennius Riccione
Dietro la candidatura a Capitale del Mare c’è anche il lavoro silenzioso ma importante dell’Associazione Blennius Riccione. Da anni, i suoi volontari studiano e raccontano la biodiversità dei fondali dell’Adriatico, spesso poco conosciuta anche da chi vive qui. Fotografie, video e immersioni mostrano un mondo fatto di specie rare, barriere sommerse e processi naturali che convivono con l’intervento umano. “Abbiamo cominciato osservando le barriere artificiali contro l’erosione – ricorda il presidente Marco Fabbri – e ci siamo trovati davanti a un ecosistema sorprendente”.
Scienza e divulgazione per coinvolgere tutti
Nel 2026, Blennius Riccione proporrà un calendario ricco di iniziative per tutte le età. Escursioni in snorkeling, immersioni con autorespiratore e in apnea permetteranno di vedere da vicino le barriere sommerse, i Reef Ball e le strutture WMesh. L’obiettivo è doppio: tenere sotto controllo lo stato dei fondali e avvicinare cittadini e turisti al mare. Non mancheranno incontri, passeggiate sulla battigia e proiezioni di immagini subacquee. “Solo così – spiega Fabbri – si può costruire una cultura della tutela che parta dalla gente”.
Tecnologia e ambiente: il mare sotto controllo
Accanto alle attività pratiche, l’associazione userà tecnologie avanzate per monitorare i fondali. Postazioni per raccogliere dati e immagini in tempo reale, droni subacquei e sistemi di osservazione aiuteranno a studiare l’ambiente anche quando il meteo non permette di immergersi. Un metodo che combina esperienza diretta, dati scientifici e tecnologia. “La sfida – dice Fabbri – è far sentire tutti parte della ricchezza del nostro mare, senza barriere”.
Sostenibilità e partecipazione: il futuro di Riccione
La candidatura di Riccione a Capitale italiana del Mare 2026 si basa su una visione che unisce sostenibilità, sicurezza e inclusione. L’integrazione tra attività educative, ricerca e tecnologia punta a un uso consapevole del mare. “Vogliamo che Riccione sia un esempio – sottolinea il sindaco Angelini – dove il turismo cresce insieme alla tutela dell’ambiente”. Un cammino che passa dalla collaborazione tra enti pubblici e privati, dal controllo costante della costa alla lotta contro l’erosione.
Un mare vivo tra storia e futuro
In questo quadro, Riccione si presenta come una città del mare non solo per le sue spiagge, ma per la capacità di valorizzare ciò che si nasconde sotto la superficie. Un mare vivo, ricco di biodiversità, capace di trovare un equilibrio tra natura e intervento umano. Un sogno che si costruisce giorno dopo giorno, tra dati, esperienze e una comunità sempre più consapevole del valore del proprio territorio.