Cape Canaveral, 14 novembre 2025 – Blue Origin ha fatto un salto importante nell’esplorazione dello spazio con il lancio, giovedì mattina, del razzo New Glenn che portava a bordo le due sonde gemelle Escapade della NASA. Il decollo, avvenuto alle 10:36 ora locale dalla storica rampa LC-36 in Florida, segna un momento cruciale per l’azienda di Jeff Bezos e apre una nuova fase nella collaborazione tra pubblico e privato nella corsa verso Marte.
New Glenn parte tra maltempo e tensione
Dopo giorni di rinvii per il maltempo – pioggia intensa e venti forti lungo la costa atlantica – il razzo New Glenn, alto quasi cento metri, è finalmente decollato tra nuvole basse, sotto gli occhi attenti di una squadra di tecnici in tuta blu. “Non è stato facile, ma la sicurezza viene prima di tutto”, ha detto un portavoce di Blue Origin pochi minuti dopo il lancio. Come previsto, il primo stadio è tornato sulla Terra atterrando in verticale su una piattaforma in mezzo all’oceano. È la prima volta che la compagnia tenta questa manovra con questo razzo. Gli ingegneri al centro di controllo l’hanno definita “una prova della solidità del progetto”.
Escapade, il lungo viaggio verso Marte
A bordo del New Glenn c’erano le due sonde gemelle Escapade (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers), pronte a uno dei viaggi più lunghi e delicati degli ultimi anni. Dopo circa un anno passato in orbita attorno alla Terra – una sorta di “sosta tecnica” per sistemare la traiettoria – le sonde partiranno nel 2025 verso Marte, con arrivo previsto nel 2027 secondo i calcoli NASA. “Abbiamo scelto questo momento perché è il più conveniente dal punto di vista energetico”, ha spiegato Robert Lillis, responsabile scientifico della missione all’Università della California, Berkeley.
Cosa studieranno le sonde: atmosfera e magnetismo di Marte
Il cuore della missione Escapade è capire meglio l’alta atmosfera marziana e i suoi campi magnetici. Le due sonde, che lavoreranno insieme ma su orbite diverse, raccoglieranno dati sulle interazioni tra il vento solare e la sottile atmosfera del pianeta rosso. Secondo gli scienziati della NASA, questi dati potrebbero aiutare a capire come Marte ha perso acqua e gas nel corso dei millenni. “Vogliamo scoprire come mai Marte è diventato così arido”, ha detto Lillis durante una conferenza stampa a Berkeley. Le informazioni saranno fondamentali anche per le future missioni con equipaggio umano.
Una missione a basso costo guidata dall’università
A differenza di altre spedizioni marziane, Escapade si distingue per un budget contenuto: meno di 80 milioni di dollari, secondo i documenti ufficiali NASA. La gestione operativa è nelle mani dell’Università della California, Berkeley, che coordina un gruppo internazionale di ricercatori e studenti. “È un’occasione unica per formare la nuova generazione di scienziati planetari”, ha spiegato la professoressa Janet Luhmann, coinvolta fin dall’inizio nel progetto. Affidare la guida scientifica a un’università riflette una tendenza sempre più diffusa negli Stati Uniti: coinvolgere il mondo accademico nelle grandi sfide spaziali.
Blue Origin punta in alto nel mercato dei lanci commerciali
Per Blue Origin, questo lancio è una tappa importante nella sfida con SpaceX e altri operatori privati. Il razzo New Glenn, con la sua capacità di portare carichi pesanti e il primo stadio riutilizzabile, mira a conquistare una fetta più grande del mercato dei lanci commerciali. “Siamo solo all’inizio”, ha detto un ingegnere della compagnia mentre i monitor mostravano il rientro controllato sulla piattaforma in mezzo all’oceano. La collaborazione con la NASA su una missione interplanetaria rafforza il ruolo di Blue Origin nello spazio a livello globale.
Il futuro: preparativi e attesa per Marte
Nei prossimi mesi le sonde Escapade rimarranno in orbita terrestre, sottoposte a test e controlli da remoto dal centro operativo di Berkeley. Solo nel 2025 inizieranno il viaggio definitivo verso Marte, coprendo più di 400 milioni di chilometri. Gli scienziati attendono con prudenza i primi dati, consapevoli delle difficoltà tecniche ma anche delle grandi possibilità che questa missione offre. “Ogni passo verso Marte è una scommessa sul futuro”, ha concluso Lillis davanti ai giornalisti collegati in streaming dalla California.