Livorno, 20 febbraio 2026 – Questa mattina, poco dopo le 7, è stata trovata la carcassa di un capodoglio in una delle calette di Castiglioncello, località balneare a sud di Livorno. A dare l’allarme sono stati alcuni residenti che stavano passeggiando sulla spiaggia di Santa Lucia. L’animale, lungo più di dieci metri secondo le prime stime, ha subito attirato l’attenzione. La zona, solitamente vuota in inverno ma molto frequentata d’estate, si è presto riempita di curiosi e di forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati la polizia municipale, la Capitaneria di porto e i tecnici dell’Arpat, chiamati a capire cosa abbia causato la morte del cetaceo.
Il viaggio del capodoglio tra correnti e mareggiate
Gli agenti presenti spiegano che le forti mareggiate degli ultimi giorni, insieme alle correnti, hanno probabilmente trasportato il corpo del capodoglio fino alla spiaggia di Santa Lucia. “La segnalazione è arrivata intorno alle 7.30”, racconta un operatore della Capitaneria, “e abbiamo subito delimitato l’area per iniziare i rilievi”. Chi ha visto la scena parla di un’immagine insolita: il grande animale sdraiato sulla sabbia, con il muso rivolto al mare e alcune abrasioni sul fianco destro. Non si notano, almeno a prima vista, ferite da elica.
Morte naturale o incidente? Il mistero resta
Gli esperti dell’Arpat hanno cominciato a indagare per capire se il capodoglio sia morto per un impatto con una barca o per cause naturali. “Non escludiamo nessuna ipotesi”, dicono i biologi. La presenza di questi giganti del mare davanti a Livorno non è una novità. L’area rientra nel Santuario Pelagos, dove si trovano spesso balenottere, delfini e capodogli. “Negli ultimi anni – aggiunge il biologo – gli avvistamenti sono aumentati, ma anche i casi di spiaggiamento”.
Non è la prima volta sulla costa toscana
Questo non è un episodio isolato. Nel settembre 2025 un altro capodoglio era finito sulla Terrazza Mascagni, nel centro di Livorno. In quel caso, rimuovere la carcassa è stato un lavoro lungo, con mezzi speciali e sotto gli occhi di molti cittadini e turisti. Ancora prima, nel luglio 2024, una balenottera si era smarrita nel porto di Talamone, restando intrappolata tra le barche fino alla morte. Nel 2011, davanti alla riserva di San Rossore, una balena era stata rimessa in mare e ancorata per studiare il comportamento dei pesci “spazzini”.
Rimozione delicata, attenzione all’ambiente
La rimozione della carcassa è già in corso di organizzazione. Prima di tutto si aspetta il via libera delle autorità sanitarie per poter portare l’animale in un centro specializzato, dove sarà effettuata l’analisi necroscopica. “È un’operazione delicata”, spiega un funzionario della Capitaneria, “per le dimensioni del capodoglio e per le caratteristiche della spiaggia”. In situazioni simili, la carcassa viene spesso smaltita in impianti autorizzati o usata per studi scientifici.
Santuario Pelagos: un rifugio sotto pressione
Il mare che bagna Toscana, Liguria, Francia e Principato di Monaco è tutelato dal Santuario Pelagos, un’area protetta dedicata ai mammiferi marini. Secondo l’Istituto Tethys, ogni anno tra Livorno e l’Arcipelago Toscano si contano decine di avvistamenti. Ma l’aumento del traffico navale e delle attività umane mette sempre più a rischio questi animali. “Serve più attenzione”, avverte il biologo dell’Arpat, “sia da parte delle istituzioni sia da parte dei cittadini”.
La reazione dei residenti: stupore e riflessione
Questa mattina diversi abitanti si sono fermati a guardare il capodoglio. “Non avevo mai visto un animale così da vicino”, racconta una signora che vive vicino alla spiaggia. C’è chi ha scattato foto, chi invece si è allontanato senza dire una parola. Per molti, la presenza del cetaceo è un campanello d’allarme sulla fragilità del nostro mare.
Le indagini andranno avanti nei prossimi giorni. Solo allora si potrà capire con certezza cosa ha causato la morte dell’animale e valutare eventuali rischi per la salute pubblica e per l’ambiente.