Milano, 26 febbraio 2026 – Accesso negato, pagine bloccate: questa mattina molti utenti hanno trovato la porta chiusa davanti a diversi siti web, tra cui portali istituzionali e piattaforme di servizi digitali. Dalle 8.30 circa, su computer e smartphone è apparso il messaggio “403 – Forbidden. Access to this page is forbidden”, lasciando molti senza spiegazioni immediate. Il problema ha colpito soprattutto la zona di Milano, ma segnalazioni simili sono arrivate anche da altre città italiane, come riportato da alanews.it.
Errore 403, cosa vuol dire davvero
Il codice 403 – Forbidden non è un errore qualsiasi, come il più comune “404 Not Found”. Significa che il server ha ricevuto la richiesta ma non permette all’utente di entrare. In pratica, manca il permesso per vedere quella pagina. “Può succedere per un problema nei permessi sul server, oppure perché è stata attivata una misura di sicurezza per proteggere dati sensibili”, spiega Luca Ferri, esperto di sicurezza informatica al Politecnico di Milano. A volte, aggiunge Ferri, il blocco è temporaneo, legato a tentativi sospetti di accesso o a lavori in corso sul sito.
Chi ne ha pagato le conseguenze
I disagi non si sono fatti attendere. Molti utenti non sono riusciti a entrare nei loro profili su portali della pubblica amministrazione, come SPID o servizi anagrafici online. “Stavo provando a scaricare un certificato per la scuola di mio figlio – racconta Giulia Riva, che abita ai Navigli – ma la pagina dava sempre errore. Ho provato da più dispositivi senza successo”. Problemi anche per alcune aziende che lavorano con piattaforme cloud per i documenti: “Abbiamo dovuto spostare alcune scadenze interne”, ammette un responsabile IT di una società in via Melchiorre Gioia.
Le prime ipotesi sul blocco
Dalle prime verifiche, non sembra un attacco hacker su larga scala. Fonti della Polizia Postale spiegano che “al momento non ci sono segnalazioni di intrusioni o tentativi di phishing legati agli errori 403”. Più probabile che si tratti di un aggiornamento dei sistemi o di una modifica nelle regole di accesso ai server. “Spesso basta un errore nella configurazione dei file .htaccess o nei permessi delle cartelle per bloccare intere sezioni di un sito”, precisa Ferri.
Le reazioni ufficiali
Nel corso della mattinata, alcuni enti coinvolti hanno pubblicato brevi messaggi sui social. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha scritto su X (ex Twitter): “Siamo a conoscenza delle difficoltà di accesso a certi servizi online. I tecnici sono al lavoro per tornare alla normalità”. Nessuna stima su quando sarà tutto risolto, almeno fino alle 11.30. Nel frattempo, gli utenti hanno continuato a segnalare il problema su forum e gruppi Telegram dedicati all’assistenza digitale.
Cosa fare se compare il 403
Gli esperti suggeriscono qualche controllo semplice prima di preoccuparsi troppo. “Conviene svuotare la cache del browser e ricaricare la pagina – consiglia Ferri – oppure provare con un’altra rete o dispositivo”. Se l’errore resta, è un blocco dal lato server e non si può far altro che aspettare i tecnici. La Polizia Postale raccomanda di non inserire dati sensibili su siti che mostrano messaggi strani o sospetti.
Aggiornamenti e precauzioni
Alle 13, secondo alanews.it, la maggior parte dei siti coinvolti era di nuovo raggiungibile. Restano però alcune segnalazioni isolate in Lombardia e Piemonte. Le autorità invitano alla cautela: “Se il problema dovesse tornare nelle prossime ore – avvertono dall’Agenzia per l’Italia Digitale – aggiorneremo subito i cittadini”. Per ora, nessun danno ai dati degli utenti è stato rilevato.
Questa vicenda ricorda quanto sia fragile il bilanciamento tra sicurezza informatica e accesso ai servizi digitali. Un equilibrio che, come dimostra quanto successo oggi, può saltare per colpa anche di una riga di codice fuori posto.