Cagliari, 22 gennaio 2026 – Tombe antiche, anfore e vasi sono riapparsi dalla sabbia lungo la costa di Domus De Maria, nel Sud-Ovest della Sardegna, dopo le violente mareggiate che hanno colpito l’isola negli ultimi giorni. Il ritrovamento, avvenuto in una delle spiagge del Comune che comprende anche la famosa località di Chia, ha subito attirato l’attenzione delle autorità e degli esperti. Secondo le prime valutazioni, i reperti risalirebbero all’epoca fenicia, aggiungendo un nuovo pezzo alla storia millenaria di questo tratto di mare.
Mareggiate che scavano e riportano alla luce il passato
Il maltempo che ha investito la Sardegna tra venerdì e domenica non ha portato solo disagi. Su una spiaggia poco lontano dal centro di Domus De Maria, tra le 8 e le 9 di lunedì mattina, alcuni residenti hanno notato frammenti di ceramica e resti affiorare dalla sabbia. “Abbiamo visto delle forme strane, sembravano vasi rotti”, racconta un pescatore del posto, indicando la zona dove le onde avevano scavato un solco profondo quasi mezzo metro.
Poco dopo sono arrivati i carabinieri della stazione locale, che hanno delimitato l’area e chiamato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Gli archeologi, giunti nel primo pomeriggio, hanno fatto un sopralluogo per capire lo stato dei reperti e la sicurezza del sito. “Dalle prime osservazioni – spiegano i militari – i materiali sembrano risalire all’epoca fenicia, tra il IX e il VI secolo avanti Cristo”.
Sulla costa di Chia riaffiora un sito fenicio
Non è la prima volta che Domus De Maria regala testimonianze del passato. La zona di Chia, con le sue dune e le acque limpide, era già nota per insediamenti punici e romani. Ma questa volta il ritrovamento di due tombe e di numerosi oggetti – tra cui almeno tre anfore integre e diversi vasi decorati – fa pensare a una necropoli o a un piccolo insediamento legato ai traffici marittimi.
“Questi ritrovamenti confermano quanto la Sardegna fosse al centro delle rotte nel Mediterraneo di allora”, spiega un funzionario della Soprintendenza, che preferisce restare anonimo finché non saranno concluse le indagini preliminari. “Solo con gli scavi potremo capire meglio che tipo di sito è e come si collegava agli altri centri fenici dell’isola”.
Spiaggia off-limits in attesa degli scavi
Per proteggere il patrimonio e garantire la sicurezza, l’accesso alla spiaggia interessata è stato subito vietato. Un nastro bianco e rosso delimita ora l’area, sorvegliata giorno e notte da due pattuglie dei carabinieri. Nei prossimi giorni – probabilmente già da mercoledì mattina – partiranno gli scavi scientifici, coordinati dalla Soprintendenza con l’aiuto di archeologi specializzati.
“Si tratta di reperti molto fragili, esposti al mare e al vento”, sottolinea uno degli esperti sul posto. “Ogni intervento dovrà essere fatto con estrema cautela, per evitare danni irreparabili”. I materiali trovati saranno portati nei laboratori della Soprintendenza a Cagliari, dove verranno analizzati e restaurati.
La comunità osserva con curiosità e rispetto
Nel piccolo centro di Domus De Maria la notizia si è sparsa in fretta. Alcuni abitanti si sono avvicinati alla spiaggia per guardare da lontano i lavori degli archeologi, altri hanno preferito mantenersi a distanza. “Siamo abituati a convivere con la storia”, racconta una donna che gestisce un chiosco poco distante. “Ma vedere queste tombe emergere così, all’improvviso, fa sempre un certo effetto”.
Le autorità locali assicurano che non ci sono rischi per la sicurezza pubblica. Il Comune però invita cittadini e turisti a rispettare le indicazioni delle forze dell’ordine e a non avvicinarsi all’area recintata. Solo al termine degli scavi si potrà forse raccontare di più sulla vita – e sulla morte – degli antichi abitanti di questa costa sarda.
Per ora resta la sorpresa di un passato che torna a galla, portato dalle onde e custodito dalla sabbia.