Ravenna: la corsa per diventare la capitale italiana del mare nel 2026

Ravenna, 22 gennaio 2026 – Ravenna si candida ufficialmente a Capitale italiana del Mare 2026, mettendo in campo una rete solida di istituzioni, enti e realtà locali. Il bando, promosso dal Dipartimento Politiche del Mare e chiuso il 20 gennaio, ha dato il via a un percorso condiviso, con la nascita di un Tavolo del mare che riunisce i protagonisti del territorio. Un’iniziativa pensata per valorizzare il ruolo strategico della città nella cosiddetta “crescita blu” e per rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato.

Il Tavolo del mare: il cuore della candidatura

Al centro del progetto c’è il lavoro del Tavolo del mare, nato subito dopo la chiusura del bando. Tra i partecipanti ci sono l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, la Regione Emilia-Romagna, la Camera di commercio Ferrara Ravenna, la Provincia di Ravenna, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, l’Università di Bologna, l’Istituto Nullo Baldini, il CESTHA Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e molte altre realtà, tra cui associazioni sportive e operatori portuali.

A coordinare il gruppo è stata Emanuela Medeghini, responsabile dell’unità Politiche Europee del Comune. “È stato un lavoro entusiasmante”, ha raccontato Medeghini, sottolineando come la collaborazione tra pubblico e privato abbia permesso di mettere a fuoco “uno stato dell’arte utilissimo” e di restituire “l’immagine di una comunità del mare coesa, innovativa e aperta”.

Una visione condivisa per guardare avanti

Per Roberto Cantagalli, responsabile Cultura e Turismo del Comune, questa candidatura ha fatto emergere “obiettivi comuni” e ha tracciato “un sistema di governance partecipata destinato a durare”. Cantagalli ha precisato che non si tratta di dimostrare superiorità, ma di “creare le condizioni per migliorare costantemente”, puntando su una visione condivisa da tutti gli attori coinvolti.

Il sindaco Alessandro Barattoni ha messo in luce il valore simbolico di questa iniziativa: “Come città da sempre legata all’acqua, accogliamo con entusiasmo l’istituzione della Capitale italiana del Mare”. Per Barattoni, la candidatura è un’opportunità per “creare una rete più solida tra chi opera nel settore marittimo”, evidenziando come il vero risultato sia stato “dare forma a una rete istituzionale di attori locali” che continuerà a collaborare, a prescindere dall’esito della selezione.

Porto, rigenerazione e sostenibilità al centro

Ravenna porta in dote una storia millenaria e uno sguardo rivolto al futuro, grazie anche al suo porto internazionale. Tra le sfide principali c’è la rigenerazione delle aree della Darsena, che il Comune vuole far diventare un modello di sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Un altro tema chiave è l’equilibrio tra la qualità della vita dei residenti e il lavoro portuale: ogni giorno, dal porto di Ravenna passano milioni di tonnellate di merci dirette in tutto il mondo.

Con il nuovo Terminal Crociere Home Port a Porto Corsini, la città punta a diventare un hub moderno e multifunzionale per le navi da crociera, offrendo servizi di qualità a turisti, operatori e cittadini. Il Comune ha anche annunciato la creazione, nei prossimi anni, della prima area protetta in ambiente marino con fondali sabbiosi tra Lido di Dante e Lido di Classe.

Economia blu, innovazione e futuro

Il presidente della Camera di commercio Ferrara Ravenna, Giorgio Guberti, ha ricordato come “il mare sia per Ravenna una fonte inesauribile di opportunità”. Secondo i dati della Camera di commercio, la blue economy locale vale 936,4 milioni di euro, conta quasi 16mila occupati e oltre 2.500 imprese. Guberti ha sottolineato che oggi l’economia del mare non riguarda più solo i settori tradizionali – cantieristica, pesca, turismo – ma include anche energie rinnovabili marine, biotecnologie, logistica avanzata e ricerca.

“Connessioni, collegamenti, infrastrutture sono fondamentali per far crescere questa economia”, ha detto Guberti, indicando nella Zona Logistica Semplificata e nei nuovi progetti portuali due leve chiave per il futuro. La Camera di commercio ha confermato il pieno sostegno alla candidatura e la disponibilità a collaborare nella cabina di regia, se la selezione darà esito positivo.

Ravenna, una comunità del mare aperta al Paese

La candidatura di Ravenna a Capitale italiana del Mare 2026 vuole mettere in luce la città e le sue eccellenze marittime, promuovendo una governance che coinvolga cittadini, imprese e istituzioni. “A Ravenna siamo abituati a fare rete”, ha concluso il sindaco Barattoni. Una tradizione che oggi si trasforma in un progetto condiviso, capace di unire storia, innovazione e attenzione all’ambiente in una prospettiva che guarda al Paese e all’Europa.

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