Trieste, 10 novembre 2025 – Francesca Clapcich e il britannico Will Harris si sono piazzati secondi nella Transat Jacques Vabre, la storica regata transatlantica partita da Le Havre e arrivata a Fort de France, in Martinica. Un risultato che non si vedeva da vent’anni: è il miglior piazzamento femminile dal 2005, quando Ellen MacArthur arrivò seconda insieme a Roland Jourdain. “Sono cresciuta ammirandola, aver il mio nome accanto al suo è un onore che non avrei mai immaginato”, ha detto Clapcich, triestina classe 1988, subito dopo l’arrivo.
Clapcich e Harris, un secondo posto che fa storia
La barca 11th Hour Racing, guidata dalla coppia italo-britannica, ha completato la traversata in 12 giorni, 1 ora e 32 minuti, tagliando il traguardo circa sei ore dopo i vincitori, i francesi Jérémie Beyou e Morgan Lagravière a bordo di Charal. Un risultato di grande valore, specie considerando la partecipazione record di otto velisti italiani, ma con una sola donna in gara. “Non pensavo di arrivare così in alto, è stata una regata dura fino all’ultimo”, ha raccontato la skipper, che vive nello Utah ma non ha mai tagliato i legami con Trieste.
Il sorpasso decisivo nelle ultime miglia
I francesi hanno mantenuto salda la leadership per buona parte della regata. Ma proprio quando sembrava tutto deciso, 11th Hour Racing ha trovato la mossa giusta. A circa 450 miglia dall’arrivo è iniziato un duello serrato con Macif Santé Prévoyance, guidata da Sam Goodchild e Loïs Berrehar. Le due barche si sono inseguite, strambate e cambi di rotta continui. Poi un errore tattico dei francesi, che hanno lasciato spazio a sud, ha permesso a Clapcich e Harris di superare gli avversari. “La pressione si sentiva, ma non ci siamo mai arresi”, ha raccontato Harris.
Beccaria quarto, tra soddisfazioni e qualche rimpianto
Nella stessa classe Imoca 60, il milanese Ambrogio Beccaria, in coppia con il francese Thomas Ruyant su Allagrande Mapei, ha chiuso al quarto posto. Un esordio importante, anche se con qualche rimpianto. “Sono un po’ deluso, non era il risultato che volevamo”, ha ammesso Beccaria. “Abbiamo avuto qualche problema tecnico che ci ha rallentato, ma vedo questa regata come l’inizio di un percorso con Allagrande Mapei”. Il suo obiettivo resta il giro del mondo in solitaria tra tre anni, e proprio Clapcich sarà una delle rivali da tenere d’occhio.
Una regata combattuta fino all’ultimo metro
La Transat Jacques Vabre si conferma una delle regate più dure della stagione velica internazionale. Quattro classi, percorsi diversi e condizioni meteo in continuo cambiamento hanno reso la traversata imprevedibile fino alla fine. Gli Ultim, i multiscafi da 32 metri, hanno chiuso per primi: il favorito SVR Lazartigue di Tom Laperche e Frank Cammas ha tagliato il traguardo dopo 10 giorni, 13 ore e 3 minuti, staccando di tre ore e mezza Sodebo di Thomas Coville e Benjamin Schwartz.
Gli altri italiani ancora in gara
Tra i Class 40, la sfida è ancora aperta. Alla mezzanotte di ieri, Andrea Fornaro e Alessandro Torresani (Influence 2) erano sesti, a circa 200 miglia dai leader Douguet-Trehin. Pietro Luciani (Les Invincibles) occupava la decima posizione, seguito da Luca Rosetti e Matteo Sericano (Maccaferri Futura). Alberto Riva (Ekinox) era diciassettesimo. Il vento debole sta rallentando la flotta e, secondo le previsioni, l’arrivo in Martinica potrebbe slittare a metà settimana.
Un’edizione da ricordare per la vela italiana
Con otto italiani al via e un podio conquistato da una triestina, questa Transat Jacques Vabre rappresenta un passo avanti per la vela oceanica italiana. “Siamo cresciuti molto come movimento”, ha sottolineato Clapcich. E il suo secondo posto – il migliore per una donna dal 2005 – è un segnale forte per tutto il settore.