Come affrontare un volo cancellato o in ritardo a causa dello shutdown negli USA

New York, 10 novembre 2025 – Negli Stati Uniti la crisi del traffico aereo ha toccato un nuovo picco domenica, con quasi 3.000 voli cancellati e oltre 10.000 in ritardo in tutto il Paese. Migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati negli aeroporti, mentre lo shutdown del governo federale entra nella sua sesta settimana. La situazione si fa ancora più delicata a pochi giorni dal Giorno del Ringraziamento, uno dei momenti più caotici dell’anno per i viaggi.

Shutdown e traffico aereo: numeri che preoccupano

La Federal Aviation Administration (FAA) ha imposto un taglio del 4% dei voli in 40 grandi aeroporti americani già la scorsa settimana. Martedì questa percentuale salirà al 6% e il 14 novembre potrebbe arrivare al 10%. Tutto a causa della mancanza di personale nei centri di controllo del traffico aereo, un problema nato dallo stop ai finanziamenti federali. Il segretario ai Trasporti, Sean Duffy, ha detto alla CNN che mancano tra i 1.000 e i 2.000 controllori per far funzionare tutto come si deve. “I pensionamenti sono passati da circa quattro al giorno prima del 1° ottobre a 15-20 al giorno da quando è iniziato lo shutdown”, ha spiegato Duffy.

Le compagnie aeree rispondono con rimborsi e flessibilità

Le grandi compagnie – Delta, United, American Airlines e Southwest – hanno messo in campo misure più flessibili per aiutare i passeggeri. Tutte offrono rimborsi completi, anche per i biglietti che normalmente non si potrebbero rimborsare, e cancellano le penali per cambiare volo. “Contatteremo direttamente i clienti colpiti”, ha detto un portavoce di American Airlines, che sta cancellando più di 200 voli al giorno ma continua a garantire i collegamenti tra gli hub principali e le tratte più lunghe.

Delta Air Lines ha esteso l’avviso a tutti i 40 aeroporti coinvolti: chi ha un biglietto tra il 7 e il 14 novembre può spostare il viaggio fino al 21 senza pagare di più, anche con la tariffa Basic Economy. United Airlines ha adottato una regola simile per i voli da dieci aeroporti, compreso l’Hong Kong International Airport: si può riprenotare entro sei giorni dalla data prevista o chiedere il rimborso totale. United prevede circa 4.000 voli al giorno, ma martedì potrebbero esserci fino a 269 cancellazioni.

Southwest Airlines, che ha già cancellato più di 100 voli in 34 aeroporti, sposta automaticamente i passeggeri dei voli soppressi e permette rimborsi o cambi senza penali per chi vola tra il 7 e il 12 novembre. Anche Alaska Air Group, che gestisce Alaska Airlines e Hawaiian Airlines, ha reso più flessibili le prenotazioni: chi vola tra il 7 e il 14 novembre può spostare il viaggio fino al 21 senza costi extra.

Cosa dice la legge sui diritti dei passeggeri

Negli Stati Uniti, se un volo viene cancellato – per qualunque motivo – la compagnia deve rimborsare completamente il biglietto, compresi eventuali extra come bagagli o upgrade non usati. Però, a differenza dell’Europa, qui non c’è l’obbligo di pagare indennizzi aggiuntivi o coprire spese per alloggio e pasti per chi resta bloccato. Ogni compagnia ha le sue regole, ma il Dipartimento dei Trasporti USA pubblica online gli impegni di ciascun vettore in caso di ritardi o cancellazioni.

Come muoversi in caso di ritardi o cancellazioni

Prima di andare in aeroporto, è meglio controllare lo stato del volo sull’app o sul sito della compagnia. Anche la FAA aggiorna in tempo reale i ritardi sul suo portale. Se siete già in aeroporto, conviene mettersi in fila al servizio clienti, ma anche provare a contattare la compagnia per telefono o via social: molte rispondono velocemente su X (ex Twitter). “Più lo shutdown dura, più sarà dura per le compagnie mantenere gli orari”, ha detto Kyle Potter di Thrifty Traveller. In alternativa, conviene valutare treni, autobus o noleggio auto.

Il costo del caos e cosa ci aspetta

Secondo Airlines for America, dall’inizio di ottobre oltre quattro milioni di passeggeri hanno visto saltare i propri piani a causa dello shutdown. Il disordine potrebbe costare agli Stati Uniti circa 500 milioni di euro al giorno se la situazione resta così durante la settimana del Ringraziamento, quando milioni di persone si muovono per raggiungere famiglie e amici.

Domenica sera il Senato ha votato per far avanzare un disegno di legge che potrebbe mettere fine allo shutdown. Ma il segretario Duffy ha avvertito: ci vorrà tempo prima che il sistema di controllo del traffico aereo torni normale. Ritardi e cancellazioni potrebbero durare ancora diversi giorni. Nel frattempo, le compagnie cercano di limitare i disagi con politiche più morbide e assistenza ai passeggeri, ma la pressione resta altissima.

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