Belgica II: il ritorno in mare dopo 18 mesi di contenzioso

Bruxelles, 10 novembre 2025 – Dopo 18 mesi di stop, la nave di ricerca Belgica II tornerà in mare nella primavera del 2026. A darne notizia oggi è stata la ministra della Politica Scientifica belga, Vanessa Matz, che ha confermato la fine della lunga disputa tra il governo federale e la compagnia francese di navigazione Genavir. Il blocco, partito a giugno 2024, aveva fermato una delle principali piattaforme scientifiche del Belgio, bloccando progetti e monitoraggi ambientali nel Mar del Nord.

Accordo trovato dopo mesi di tensione

La battaglia ruotava intorno a fatture non saldate e alla posizione lavorativa di alcuni membri dell’equipaggio, in particolare cittadini lettoni. Genavir, che gestiva la nave per conto del governo belga, aveva subito un divieto di navigazione e poi aveva deciso di rompere il contratto da sola. “Abbiamo raggiunto un compromesso che va bene sia sul piano economico che legale”, ha detto la ministra Matz, spiegando che l’intesa chiarisce anche la situazione contrattuale dell’equipaggio. Le cause ancora aperte verranno messe in pausa almeno fino a quando la nave tornerà a lavorare.

Manutenzione invernale e ritorno in mare nel 2026

Prima di ripartire, la Belgica II sarà sottoposta a lavori di manutenzione nel bacino di carenaggio durante l’inverno 2025-26. “Contiamo di riprendere le missioni entro marzo 2026”, ha detto Michel Van Camp, direttore del Royal Belgian Institute of Natural Sciences (RBINS), in un’intervista al quotidiano De Standaard. Il calendario è già pieno: le campagne di ricerca sono prenotate fino al 2027, un segno chiaro di quanto la nave sia fondamentale per la comunità scientifica e per le politiche ambientali del paese.

Un ruolo centrale per ricerca e ambiente

La Belgica II è uno strumento indispensabile per il monitoraggio degli ecosistemi marini e per studiare l’impatto delle attività umane nel Mar del Nord. Le sue missioni coprono dall’analisi degli effetti dei parchi eolici offshore all’estrazione di sabbia e alle operazioni di dragaggio. L’assenza della nave ha rallentato la raccolta di dati essenziali, mettendo in difficoltà sia la ricerca accademica che i progetti applicati. Con il nuovo accordo, le giornate di navigazione passeranno da 160 a 240 all’anno, permettendo spedizioni più lunghe e più lontane.

Collaborazione con la Difesa e formazione

Non solo ricerca: la Belgica II servirà anche alla Marina belga. La nave sarà usata per l’addestramento dei marinai e per controllare attività sospette nelle acque territoriali. Il Ministero della Difesa finanzierà direttamente 100 giorni di navigazione all’anno, così da integrare le missioni civili con quelle militari. “Un chiaro esempio di cooperazione tra ricerca e sicurezza nazionale”, ha commentato un portavoce della Difesa.

La nave: storia e caratteristiche

Varata nel 2022 e battezzata dalla principessa ereditaria Elisabetta, la Belgica II offre 400 metri quadrati di laboratori scientifici e può ospitare fino a 28 ricercatori. La sua autonomia copre dal Mar del Nord fino alle acque artiche. È la terza nave a portare il nome reso famoso dall’esploratore Adrien de Gerlache, un simbolo della tradizione oceanografica belga.

Uno sguardo al futuro della ricerca marina belga

Il ritorno della Belgica II è una svolta attesa da tutta la comunità scientifica. “Abbiamo perso tempo prezioso, ma ora si può guardare avanti”, ha ammesso Van Camp. Le prenotazioni fino al 2027 confermano la crescente domanda di dati marini affidabili, sia per la ricerca pura sia per le politiche ambientali europee. A Gand, dove la nave è ormeggiata, si respira un cauto ottimismo: con il primo viaggio del 2026 si potrà davvero chiudere un capitolo lungo mesi di incertezze e tensioni.

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