Genova, 5 gennaio 2026 – Dal 1° gennaio 2026 scatta l’obbligo per tutte le navi che trasportano container di segnalare subito la perdita di container in mare. Una novità che coinvolge armatori, operatori logistici, assicurazioni e autorità pubbliche. La misura, varata dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) con gli emendamenti al capitolo V della convenzione Solas, punta a rendere più sicura la navigazione, tutelare l’ambiente e garantire trasparenza lungo tutta la filiera del trasporto marittimo.
Segnalare subito la perdita: cosa cambia per la logistica marittima
Al centro della nuova norma c’è l’obbligo di notifica immediata ogni volta che un container finisce in mare o viene visto alla deriva. La responsabilità principale spetta al comandante della nave, che deve informare senza perdere tempo le navi vicine, lo Stato costiero più vicino e lo Stato di bandiera. Se il comandante non può farlo, tocca alla compagnia di navigazione, come previsto dal sistema di gestione della sicurezza ISM. L’obbligo vale per tutte le navi con container a bordo, senza distinzioni di bandiera o zona di navigazione.
Per gli operatori logistici, questa norma introduce un livello in più di tracciabilità sugli incidenti che riguardano il carico. La segnalazione deve contenere dati precisi: nome della nave, luogo esatto dell’incidente, data e ora in UTC, numero di container persi e caratteristiche del carico. Se si tratta di merci pericolose, va indicato anche il numero UN. “Ora dobbiamo raccogliere informazioni con molta più cura”, spiega un responsabile operativo di un terminal genovese.
Segnalazioni a tappe e impatto sui sistemi informativi
La legge ammette che, subito dopo l’incidente, non sempre si ha un quadro completo. Si può quindi inviare una prima comunicazione con dati parziali, seguita da aggiornamenti fino al rapporto finale, basato su ispezioni e conteggi precisi dei container persi. Questo sistema a tappe richiede agli operatori logistici di affiancare le compagnie nella raccolta e trasmissione delle informazioni lungo tutta la catena.
Sul fronte dei sistemi informativi, la standardizzazione è fondamentale. A novembre 2025 l’IMO ha approvato la circolare CCC.1 Circ.7, che introduce un modello unico per segnalare la perdita di container. In attesa che venga sviluppato un modulo dedicato all’interno del sistema GISIS, gli Stati di bandiera sono invitati a usare questo modello per garantire dati uniformi e confrontabili in tutto il mondo. “Dovremo aggiornare i nostri sistemi digitali per comunicare al meglio con armatori e assicuratori”, ammette un manager di una compagnia logistica internazionale.
Numeri, cause e zone critiche delle perdite in mare
Secondo il World Shipping Council, negli ultimi 15 anni il numero di container persi in mare è oscillato molto: picchi nel 2013 e tra il 2020 e il 2021, minimi storici nel 2023 (221 unità) e una ripresa nel 2024 (576 unità). Su circa 250 milioni di container movimentati ogni anno nel mondo, le perdite rappresentano lo 0,0002%. Ma anche un solo episodio può avere conseguenze pesanti su sicurezza, ambiente e costi.
Il caso del Capo di Buona Speranza è emblematico: nel 2024 sono andati persi circa 200 container in quella zona, pari al 35% del totale mondiale. Un dato legato all’aumento del traffico sulla rotta africana (+191% rispetto al 2023), causato dalla crisi nel Mar Rosso e dalle deviazioni dovute agli attacchi Houthi. Rotte più lunghe e condizioni meteo difficili hanno messo a dura prova la stabilità delle navi e la sicurezza del carico.
Perdita di container: un problema ambientale e nuove responsabilità
La perdita dei container non è più solo un problema di navigazione. Eventi recenti, come quello del dicembre 2025 nel Solent, Regno Unito, hanno dimostrato come il contenuto possa disperdersi rapidamente, creando rifiuti plastici e microplastiche che danneggiano gli ecosistemi costieri. Per la logistica questo significa più attenzione alle regole: dall’imballaggio corretto alla tracciabilità dei flussi, fino alla gestione delle responsabilità in caso di danni all’ambiente.
Sicurezza del carico e costi che pesano
Questa nuova norma si inserisce in un quadro più ampio di regole più severe sulla sicurezza del carico. Dal 1° luglio 2025 sono attivi anche i nuovi requisiti dell’International Association of Classification Societies sui sistemi di fissaggio dei container per le navi nuove. A questo si aggiungono iniziative come il progetto TopTier, che ha identificato tra le cause principali delle perdite il cattivo stivaggio, il maltempo e la dichiarazione errata del peso.
Sul piano economico e assicurativo, perdere container significa spese che superano il valore della merce. Secondo alcune stime, le perdite totali possono arrivare a 370 miliardi di dollari nel mondo, tra recuperi, bonifiche ambientali e interruzioni operative. L’obbligo di segnalazione porta più trasparenza nella gestione dei sinistri, ma aumenta anche la pressione sugli operatori logistici, chiamati a dimostrare di seguire tutte le regole lungo la filiera.
Mara Gambetta