Roma, 5 gennaio 2026 – Ryanair ha annunciato nelle ultime settimane una serie di tagli alle rotte che, a partire dal 2026, interesseranno diversi Paesi europei, tra cui Francia, Belgio, Germania, Spagna e Portogallo. La compagnia irlandese low cost, guidata da Michael O’Leary, spiega che l’aumento dei costi aeroportuali e delle tasse sull’aviazione sta mettendo in crisi la competitività del settore e rischia di isolare molte città minori.
Germania: nove aeroporti nel mirino dei tagli
A ottobre 2025, Ryanair ha annunciato che taglierà 24 rotte da e per la Germania nel prossimo inverno, cancellando circa 800.000 posti. Il colpo riguarda nove aeroporti, tra cui Amburgo, Berlino, Colonia, Memmingen, Francoforte-Hahn, Dresda, Dortmund e Lipsia. Le operazioni rimarranno sospese anche nel 2026 a Lipsia, Dresda e Dortmund. La compagnia punta il dito contro i costi alti del controllo del traffico aereo e le tasse sull’aviazione introdotte dal governo tedesco. “I costi per volare in Germania sono alle stelle, molto più alti che in Paesi come Irlanda, Spagna e Polonia”, si legge in una nota. Ryanair accusa anche Berlino di aver fatto marcia indietro sulle promesse di ridurre le tasse. “La Germania resta uno dei mercati meno ripresi in Europa, all’88% dei livelli pre-Covid”, ha detto un portavoce.
Spagna: stop alle rotte nelle Asturie e tagli alle Canarie
In Spagna, dopo aver già eliminato circa un milione di posti per l’inverno 2025, Ryanair ridurrà ulteriormente la capacità nell’estate 2026, con 1,2 milioni di posti in meno. Tutti i voli per le Asturie e per Vigo saranno sospesi, mentre chiuderà la base di Santiago di Compostela. Su Santander e Saragozza si ridurranno le frequenze. I collegamenti con le Canarie, soprattutto su Tenerife Nord, sono già fermi per questa stagione e non riprenderanno nel 2026. Dietro queste scelte ci sono i contrasti con il gestore aeroportuale Aena, che ha aumentato le tariffe e introdotto nuove regole sul bagaglio a mano. “L’approccio monopolistico di Aena sui prezzi danneggia i piccoli aeroporti regionali”, ha detto Ryanair. La compagnia sposterà quindi i voli verso aeroporti più grandi come Madrid e Barcellona, e verso altri Paesi come Croazia e Marocco.
Francia: rotte sospese, ma qualche ritorno
La situazione in Francia resta incerta. Dopo aver tagliato 750.000 posti e 25 rotte nell’inverno 2025 – tra cui tutte quelle su Bergerac, Brive e Strasburgo – Ryanair ha annunciato a dicembre che riprenderà i voli per Bergerac nell’estate 2026. Restano però sospesi i collegamenti con Brive e Strasburgo. “Ryanair lascerà gli aeroporti regionali francesi nell’estate 2026”, ha detto Jason McGuinness, chief commercial officer, al magazine Challenges. Il motivo principale è l’aumento delle tasse aeree deciso da Parigi. Non sono stati diffusi dettagli su altri scali coinvolti.
Belgio: venti rotte cancellate da Bruxelles e Charleroi
In Belgio, Ryanair eliminerà 20 rotte e circa un milione di posti dagli aeroporti di Bruxelles Zaventem e Charleroi per l’inverno 2026/27. Il motivo è una nuova tassa sull’aviazione che raddoppierà il costo a dieci euro per passeggero. “Se il governo vuole rilanciare l’economia del Belgio dovrebbe togliere questa tassa dannosa”, ha detto Ryanair. Tra le destinazioni colpite ci sono Milano-Bergamo, Barcellona, Lisbona, Roma-Ciampino, Cracovia e Maiorca. Cinque aerei saranno ritirati dalle basi belghe.
Portogallo: addio alle Azzorre
Il Portogallo perderà tutte le sei rotte da e per le Azzorre dalla fine di marzo 2026. Una decisione che riguarda circa 400.000 viaggiatori all’anno e il 22% della capacità Ryanair nel Paese. La compagnia accusa l’aumento delle tariffe del controllo del traffico aereo imposto dal gestore ANA (Vinci) e nuove imposte ambientali europee sui voli a corto raggio. “ANA non ha alcun piano per sviluppare i collegamenti low cost con le Azzorre”, ha spiegato Ryanair. ANA ha respinto le accuse, assicurando che le tariffe restano tra le più basse.
Balcani: anche qui si taglia
Tagli anche nei Balcani: in Bosnia saranno ridotte sei partenze settimanali da Banja Luka verso Vienna, Memmingen e Baden-Baden. A Niš, in Serbia, spariranno due voli settimanali per Vienna e Malta. La ragione? Ryanair vuole spostare risorse verso mercati estivi più vivaci come la Croazia.
Le reazioni: passeggeri in ansia, rivali pronte a sfruttare le occasioni
Le mosse di Ryanair hanno fatto discutere. Molti passeggeri temono di perdere collegamenti diretti, soprattutto nelle città più piccole. Intanto, compagnie rivali come Vueling, Binter, Iberia e Wizz Air hanno già annunciato nuove rotte per coprire quelle lasciate libere dall’irlandese. Nel settore si teme una riduzione della concorrenza nei piccoli aeroporti e un aumento dei prezzi sulle tratte principali.
Ryanair ha lasciato aperta la porta a un possibile ripensamento, se i governi interverranno su tasse e tariffe aeroportuali. Per ora, però, tra rincari e tensioni con i gestori, il 2026 si profila come un anno difficile per chi vola low cost in Europa.