Genova, 12 febbraio 2026 – Scontro tra due barche a vela durante una regata locale ha scatenato un acceso confronto tra equipaggi e giudici. Tutto è iniziato con una richiesta di redress – una specie di compensazione per un danno subito – presentata da uno degli equipaggi e poi respinta, seguendo le regole internazionali della vela. Protagoniste dell’incidente due barche di 25 piedi, chiamate PL e PW, impegnate in una manovra con vento intorno ai 15 nodi, senza spinnaker issato.
Collisione in regata: cosa è successo davvero
Dalle ricostruzioni del comitato di regata, entrambe le imbarcazioni erano su mura a sinistra e navigavano in andatura larga. A un certo punto, PW ha strambato, passando su mura a dritta, lasciando a PL il tempo per fare la stessa manovra e mantenere la distanza di sicurezza. Ma subito dopo, PL ha deciso di orzare per cercare di passare a poppa di PW. Ed è lì che la prua di PL ha colpito la poppa di PW sul lato dritto.
Il colpo ha causato un danno visibile: una falla nello scafo di PW che ha rallentato la barca e compromesso la sua gara. PL ha subito annunciato di voler fare un giro di penalità, ma PW non ha risposto. In seguito, PL ha sostenuto che PW non le avesse lasciato abbastanza spazio per manovrare, come previsto dalla regola 15 (“Acquiring Right of Way”).
Redress negato: la decisione del comitato
Dopo l’incidente, PW ha chiesto ufficialmente il redress al comitato proteste, sostenendo di non aver colpa e che il danno subito aveva rovinato la sua posizione in classifica.
Il comitato, riunito nel pomeriggio allo Yacht Club, ha ascoltato le testimonianze e analizzato i fatti. Secondo la regola 61.4(b), il redress può essere concesso solo se la barca che ha causato il danno ha infranto una regola e ha accettato o subito una penalità.
Nel caso in questione, PL aveva violato la regola 10 (“On Opposite Tacks”) perché le due barche erano su mura opposte al momento dell’impatto. Però, PL non aveva preso nessuna penalità formale né era stata punita dal comitato, visto che PW non aveva presentato una protesta ufficiale, che richiede la segnalazione verbale “Protest!” e l’esposizione della bandiera rossa.
Nessuna protesta, nessun risarcimento
Il presidente del comitato delle proteste ha spiegato: “Le regole sono chiare: per ottenere il redress serve che la barca colpevole sia stata penalizzata o abbia fatto una penalità. Senza una protesta formale da parte di PW, non possiamo procedere”.
L’episodio ha acceso il dibattito tra gli equipaggi sulle procedure da seguire dopo una collisione. “Molti regatanti non danno il giusto peso alla protesta formale”, ha raccontato un giudice federale presente all’udienza. “È l’unico modo per proteggere il proprio risultato”.
Un monito per i regatanti: attenzione alle regole e alle procedure
Il comitato ha respinto la richiesta di redress, ma dietro a questa decisione c’è un punto fondamentale: senza protesta ufficiale e senza penalità, non si può ottenere alcuna compensazione. Un dettaglio che, come ricordano gli esperti della Federazione Italiana Vela, può fare la differenza tra perdere o recuperare posizioni in classifica.
Questo episodio è un promemoria per tutti i velisti: conoscere bene le regole della vela e seguire le procedure dopo un incidente non è solo questione di buonsenso, ma di rispetto per la gara e per la sicurezza in acqua.