Genova, 12 febbraio 2026 – Il futuro del porto di Genova passa anche dalla nuova diga foranea, un’opera fondamentale per la sicurezza e lo sviluppo dello scalo ligure. Ma il cammino verso il suo completamento è segnato da sfide, sia tecniche che legate al clima. A fare il punto sui lavori è stato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli, che ha risposto alle domande sulle tempistiche e le difficoltà emerse negli ultimi mesi.
Diga foranea, i lavori tra intoppi e speranze
Negli ultimi giorni, alcune foto sui social hanno mostrato la diga ferma, senza operai o macchinari in azione. Questo ha acceso qualche dubbio tra operatori e cittadini, preoccupati per possibili ritardi. Paroli ha spiegato che il maltempo invernale ha rallentato le attività: “Siamo in un bacino protetto, il Mediterraneo, ma anche qui l’inverno si fa sentire. Basta un’onda sopra i 50 centimetri per bloccare fasi delicate come l’infissione delle colonne di ghiaia per i basamenti. In quei momenti, i mezzi non possono lavorare”.
Il presidente assicura che queste difficoltà erano già state messe in conto nel calendario dei lavori. “Con la bella stagione – ha aggiunto – contiamo di recuperare il tempo perso. Le previsioni dicono che gli eventi meteorologici più duri diminuiranno e quindi il ritardo si potrà assorbire”. Un altro punto importante riguarda la produzione dei cassoni: “L’impresa sta rivedendo il processo per superare i problemi degli ultimi mesi”.
Dicembre 2027, la scadenza resta ferma
La fine dei lavori è ancora prevista per la fine del 2027. Paroli non ha dubbi: “Sì, dicembre 2027”. Nonostante le difficoltà, il programma resta invariato. Il commissario straordinario, il sindaco Marco Bucci, segue da vicino l’andamento del cantiere. “Ne ho parlato proprio ieri sera con Bucci – dice Paroli – e l’attenzione sui tempi è massima”.
La nuova diga foranea è un pezzo chiave per l’espansione del terminal Psa a Pra’ e per aumentare gli spazi dedicati ai rotabili nel porto. L’opera, finanziata con fondi pubblici e privati, è vista come strategica per mantenere alta la competitività dello scalo nel Mediterraneo.
La Torre Piloti pronta al collaudo
Un altro capitolo riguarda la nuova Torre Piloti, simbolo della rinascita portuale dopo la tragedia del 2013. Paroli conferma: il collaudo è previsto per marzo 2026. “Quando sono arrivato a giugno 2025 – ricorda – mi avevano già detto che il collaudo sarebbe stato a marzo 2026. La data è confermata, quindi presto potremo consegnare la struttura alla corporazione dei Piloti”.
La Torre, pensata con criteri di sicurezza e innovazione, dovrebbe entrare in funzione poco dopo il collaudo. Nel 2024, anche il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, aveva visitato il cantiere, sottolineando l’importanza dell’opera per la sicurezza della navigazione.
Genova tra porto e sfide sociali
Il porto resta il cuore pulsante di una città che si misura con problemi di crescita e demografia. Tra i residenti si sente un misto di orgoglio e preoccupazione. Luigi Leone, per esempio, dice: “Amo i vicoli e i suoi pericoli, ma penso che dovrò andarmene”. Una voce che racconta chi vede nella trasformazione portuale una speranza, ma anche un’incognita.
La corsa per completare le grandi opere si intreccia con le dinamiche sociali di Genova. Nei prossimi mesi sapremo se il cronoprogramma della diga sarà rispettato e se le nuove infrastrutture riusciranno davvero a rilanciare lo scalo ligure. Per ora, la parola d’ordine è una sola: tenere d’occhio i tempi e non perdere di vista l’obiettivo finale.