Discovering South Korea’s hidden maritime gems

Tongyeong, 27 dicembre 2025 – Tra le scogliere frastagliate della penisola di Goseong e l’isola di Mireuk, si stende la città portuale di Tongyeong, nella provincia sudcoreana di South Gyeongsang. Nel tempo, è stata ribattezzata la “Napoli di Corea”. Un nome che qui si sente proprio, passeggiando tra le viuzze strette e le case dai colori pastello affacciate sul mare. Ogni mattina, l’aria si riempie del profumo del pesce fresco, mentre i pescherecci rientrano in porto poco dopo l’alba.

Il porto: cuore pulsante della città

A Tongyeong, tutto ruota intorno al porto. È il centro della vita economica e sociale. Alle sette di mattina, il mercato del pesce di Jungang-dong si anima subito: le bancarelle traboccano di granchi blu, ricci di mare e alghe, attirando sia i residenti sia i turisti. “Non inizia mai una giornata senza una visita qui”, dice la signora Kim, 62 anni, mentre sistema le reti. “Il mare ci dà tutto quello che abbiamo”.

Con poco più di 130 mila abitanti, la città è famosa anche per la produzione di madreperla e per una tradizione che non si perde: la pesca con le barche a vela. Una pratica antica, che resiste nonostante i tempi moderni. “L’abbiamo imparata dai nostri padri”, racconta il giovane pescatore Lee Min-ho, “e non vogliamo lasciarla andare”.

Napoli di Corea: il fascino che conquista

Il soprannome di “Napoli di Corea” non è un caso. Le colline intorno a Tongyeong ricordano quelle partenopee, così come le case, strette le une alle altre, che sembrano arrampicarsi verso il cielo. Dal parco di Dongpirang, soprattutto al tramonto, si aprono panorami che sorprendono chi li vede per la prima volta. Tra murales colorati e caffè accoglienti, si respira un’aria rilassata, vera.

Nel 2024, secondo l’ente del turismo locale, oltre 2 milioni di persone hanno scelto Tongyeong per una fuga dalla frenesia della città. La maggior parte arriva da Busan o Seul, attratta dal clima mite anche in inverno e dai piatti a base di pesce fresco. “Torniamo ogni anno”, racconta una coppia di turisti di Daejeon, “perché qui ci sembra di staccare davvero da tutto”.

Tradizione che guarda avanti

Nonostante l’attaccamento al passato, Tongyeong non sta ferma. Negli ultimi anni sono partiti diversi progetti per far emergere il valore culturale e naturale del territorio. Il festival internazionale di musica dedicato a Yun Isang – compositore nato proprio qui – porta artisti da ogni parte del mondo. “È un modo per far conoscere la nostra città oltre i confini”, spiega il direttore artistico Park Ji-hoon.

Anche la tutela dell’ambiente è diventata centrale. Il Comune ha messo in campo iniziative per limitare l’impatto della pesca e promuovere un turismo più consapevole. “Vogliamo proteggere il nostro mare”, ha detto il sindaco Kim Dong-jin in una recente conferenza stampa. “Solo così potremo vivere in armonia con la natura”.

Un ponte tra isole, natura e storia

La posizione di Tongyeong, tra penisola e isole, ha favorito per secoli scambi di merci e culture. Il ponte che unisce la città all’isola di Mireuk è ormai un simbolo locale: attraversarlo vuol dire immergersi in paesaggi dove il tempo sembra rallentare. Qui si trovano templi antichi come il Mireuksa e sentieri che si snodano tra pini marittimi e scogliere.

Gli storici locali ricordano che Tongyeong fu anche base navale durante le guerre Imjin del XVI secolo. Le tracce di quel passato si vedono ancora nella fortezza di Hansando e nei racconti degli anziani. “Ogni pietra qui racconta una storia”, dice il custode del museo cittadino.

Sapori e vita di tutti i giorni

La cucina è uno degli aspetti più vivi dell’identità di Tongyeong. Piatti come il chungmu gimbap – riso avvolto in alghe e accompagnato da calamari piccanti – sono ormai simbolo della città. Nei piccoli ristoranti sul porto, le ricette passano di generazione in generazione. “Non cambiamo mai gli ingredienti”, assicura la cuoca Park Sun-hee, “perché vogliamo che chi viene qui ritrovi sempre gli stessi sapori”.

Tongyeong resta così: un luogo dove passato e presente si intrecciano, tra maree che salgono e scendono e storie che si raccontano ogni giorno sulle banchine del porto.

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