Cagliari, 21 novembre 2025 – Il futuro dei porti sardi si gioca su innovazione, sostenibilità e formazione. Lo ha spiegato chiaramente Domenico Bagalà, neo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, in una recente intervista. Insediatosi da poche settimane, Bagalà ha messo in luce come la transizione energetica e digitale sia la vera sfida per rilanciare l’economia e il lavoro negli scali isolani. Serve, ha detto, un lavoro di squadra tra istituzioni, imprese e scuole.
Energia e digitale: le sfide che aspettano i porti sardi
“Non si può pensare a far crescere i porti e l’occupazione senza tener conto della transizione energetica”, ha detto Bagalà, parlando anche in Commissione parlamentare sui problemi dell’insularità. Il presidente ha ricordato che l’ETS, il sistema europeo per lo scambio delle emissioni, spinge a cambiare in fretta infrastrutture e flotte. “I porti italiani si stanno aggiornando in fretta, ma il problema resta il naviglio, spesso vecchio”, ha ammesso, sottolineando quanto sia urgente rinnovare le navi con modelli a emissioni zero.
Per questo, l’AdSP sta lavorando sodo sull’elettrificazione delle banchine, un intervento che, secondo Bagalà, sarà pronto entro metà 2026. Un passo concreto per tagliare le emissioni quando le navi sono ferme. A Porto Torres, poi, si sta testando “Millepiedi”, un sistema che usa il moto ondoso grazie a una tecnologia a colonna d’acqua oscillante (OWC) per produrre energia. “Se tutto va bene, potremo portare questa tecnologia anche in altri porti”, ha aggiunto il presidente.
Hub energetici e materiali da riutilizzare
L’attenzione dell’AdSP è anche rivolta alla creazione di hub energetici per il GNL e altri carburanti alternativi. “Cercheremo strade nuove per gestire i materiali di escavo”, ha detto Bagalà, spiegando che quelli meno inquinati potranno tornare utili per riparare le coste o in altri progetti legati all’economia circolare. L’obiettivo è uno solo: far crescere i porti senza danneggiare l’ambiente, seguendo le linee guida europee sulla decarbonizzazione.
Formazione: il vero motore del cambiamento
Per Bagalà, la rivoluzione nei porti non può partire senza una formazione adeguata. “Non si può cambiare senza capire come si fa”, ha detto. Per questo punta a coinvolgere Università e Scuole Secondarie per creare corsi specializzati sulla portualità e il mare. “Serve preparare figure professionali pronte a guidare la crescita del sistema portuale”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di lauree e master su misura.
Blue Economy: la nautica da diporto spinge la Sardegna
Secondo gli ultimi dati sulla Blue Economy, la Sardegna è al terzo posto in Italia per occupati diretti nel settore. A trainare è soprattutto la nautica da diporto, con più di 22 mila posti barca sull’isola – 3 mila sotto il controllo dell’AdSP – e 51 cantieri nautici attivi nella zona demaniale marittima. “Questo settore genera un giro d’affari di oltre 403 milioni di euro e 2.250 posti di lavoro diretti”, ha ricordato Bagalà, sottolineando che ogni lavoro nel settore crea altri sei nell’indotto.
La strategia del presidente punta a far lavorare insieme i vari porti sardi e a potenziare la cantieristica, specialmente a Olbia e Cagliari, per trasformarli in punti di riferimento nel Mediterraneo per l’assistenza a mega e giga yacht. “C’è ancora molto da fare”, ha ammesso Bagalà, confermando il sostegno dell’AdSP a tutte le iniziative imprenditoriali che vogliono far crescere la nautica e l’economia dell’isola.
Un settore in movimento: innovazione e rispetto dell’ambiente
Il quadro disegnato dal nuovo presidente parla di un settore che sta cambiando. Tecnologie nuove, digitale e attenzione all’ambiente si intrecciano con le esigenze del territorio. Ora la sfida è trasformare queste idee in fatti concreti, per far crescere davvero i porti sardi e tutta l’economia isolana.