Marsiglia, 17 dicembre 2025 – Un equipaggio tutto al femminile, guidato dalla skipper Alexia Barrier, è partito dal porto di Brest il 1° dicembre con un obiettivo preciso: superare il record del giro del mondo a vela stabilito nel 2017 da Francis Joyon a bordo di IDEC SPORT. La sfida si svolge a bordo del maxi trimarano Famous Project CIC, con l’ambizione di chiudere il giro in meno di 40 giorni, 23 ore e 30 minuti, il tempo da battere per il Trofeo Jules Verne.
Sfida in rosa: l’equipaggio che punta al record
A bordo del Famous Project CIC, un trimarano di 31,50 metri di lunghezza e 22,50 di larghezza, con un peso di 15 tonnellate, si alternano otto veliste provenienti da diversi Paesi. Oltre ad Alexia Barrier, compongono l’equipaggio Dee Caffari, Rebecca Gmür Hornell, Stacey Jackson, Tamara Echegoyen, Deborah Blair, Annemieke Bes e Molly LaPointe. Barrier ha spiegato prima della partenza: “Vogliamo dimostrare che la vela oceanica non è una questione di genere e che la determinazione può portarti ovunque”.
Il percorso è lo stesso di tutte le sfide per il Trofeo Jules Verne: partenza e arrivo a Brest, con la circumnavigazione del globo passando per i tre grandi capi – Buona Speranza, Leeuwin e Horn. Sono circa 21.600 miglia nautiche da affrontare, spesso sotto venti forti e temperature rigide.
La barca, una macchina da corsa sull’acqua
Il Famous Project CIC è costruito per correre e resistere. L’albero arriva a 33,50 metri di altezza, il pescaggio a 5,50 metri. La vela è enorme: 400 metri quadrati a bolina e quasi 700 a poppa. Lo scafo è in sandwich carbonio-nomex, un materiale leggero ma robusto, pensato per resistere anche alle condizioni più dure.
Secondo il team tecnico, la barca può superare i 40 nodi di velocità massima. “Abbiamo curato ogni dettaglio, sia tecnico che fisico”, ha raccontato Dee Caffari prima della partenza. “Quando navighi per settimane senza fermarti, ogni piccolo particolare conta”.
Mare, vento e controllo in tempo reale
La partenza da Brest è stata all’alba del 1° dicembre, con un meteo favorevole e una temperatura intorno ai 7 gradi. Da quel momento, l’equipaggio ha affrontato l’Atlantico settentrionale alternando turni di quattro ore in coperta e altrettante di riposo. “Le prime notti sono sempre le più dure”, ha detto Annemieke Bes via radio. “Ma l’adrenalina tiene alta la concentrazione”.
Chi vuole può seguire la navigazione in tempo reale grazie al tracking online messo a disposizione dal team. Ogni giorno vengono pubblicati aggiornamenti sulla posizione, la velocità media – che deve restare sopra i 22 nodi per battere il record – e le condizioni a bordo. Le ultime rilevazioni segnalano che il trimarano ha già superato le Canarie e punta verso l’Equatore.
Oltre la sfida: un messaggio per la vela di domani
Il tentativo del Famous Project CIC non è solo una corsa contro il tempo, ma anche un segnale chiaro di inclusione. Alexia Barrier ha voluto sottolineare come “un equipaggio tutto al femminile sia un messaggio forte per le nuove generazioni”. Nel mondo delle regate oceaniche, infatti, le donne sono ancora poche.
Il record da battere – i 40 giorni, 23 ore e 30 minuti di Joyon – resta un obiettivo difficile. Ma tra le onde dell’oceano e le notti senza luna, l’equipaggio del Famous Project CIC non molla. Insegue il sogno, con la forza di chi sa che ogni miglio conta davvero.