Norfolk, 7 novembre 2025 – Cinque velisti sono stati salvati ieri, 6 novembre, dalla Guardia Costiera statunitense dopo che il loro catamarano ha cominciato a imbarcare acqua a circa 260 miglia nautiche da Cape Hatteras, al largo della Carolina del Nord. L’operazione, durata ore, ha visto anche l’intervento della Marina militare: un elicottero della Guardia Costiera ha effettuato un rifornimento in volo sulla portaerei USS George H.W. Bush, permettendo così il recupero dei naufraghi.
La chiamata disperata e la prima risposta
Tutto è partito nella tarda mattinata di mercoledì, quando la sala operativa della Guardia Costiera della North Carolina ha ricevuto una richiesta di aiuto dal catamarano “Magic Bus”, una barca a vela di 58 piedi usata per charter. I cinque a bordo hanno segnalato che la barca stava rapidamente imbarcando acqua e sono stati costretti ad abbandonarla, rifugiandosi su una zattera di salvataggio. “Abbiamo sentito la voce agitata del comandante, si capiva che la situazione stava precipitando”, ha raccontato un operatore della sala radio.
Un intervento a lunga distanza
Essendo a oltre 480 chilometri dalla costa, è servito un intervento coordinato. La Guardia Costiera ha inviato subito il cutter “Angela McShan”, una nave di 154 piedi della classe Sentinel, e ha fatto decollare un aereo HC-130 Hercules e un elicottero MH-60 Jayhawk dalla base di Elizabeth City. È stato l’Hercules a individuare per primo la zattera: “Abbiamo preso contatto via radio e verificato che tutti fossero vivi e in condizioni stabili”, ha spiegato il pilota.
Il rifornimento in volo sulla portaerei, una manovra decisiva
La grande distanza ha imposto una soluzione fuori dal comune: per garantire all’elicottero Jayhawk l’autonomia necessaria, la Guardia Costiera ha chiesto aiuto alla portaerei USS George H.W. Bush, impegnata in esercitazioni nell’Atlantico. L’elicottero è atterrato sul ponte della nave per un rapido rifornimento. “È stata una manovra delicata, ma fondamentale per portare a casa la missione”, ha detto un ufficiale della Marina.
Recupero in mare e ritorno a terra
Intorno alle 15 locali, l’elicottero Jayhawk è arrivato sopra la zattera. I cinque naufraghi sono stati issati a bordo uno a uno, tutti in buone condizioni. “Erano infreddoliti ma lucidi, hanno collaborato senza perdere la calma”, ha raccontato uno dei soccorritori. Il Magic Bus è affondato poco dopo che l’equipaggio ha lasciato la barca.
Dopo il recupero, l’elicottero ha fatto un secondo rifornimento sulla USS George H.W. Bush, poi ha preso la rotta verso la base di Elizabeth City, dove i naufraghi sono stati presi in carico dai sanitari. Nessuno ha riportato ferite gravi.
I retroscena e le reazioni
Il comandante della Guardia Costiera locale ha sottolineato la difficoltà dell’operazione: “La distanza dalla costa e il meteo avverso hanno complicato tutto. Solo lavorando insieme alla Marina siamo riusciti a salvare queste persone”. I cinque velisti – tre uomini e due donne – erano partiti da Norfolk due giorni prima per una traversata verso le Bahamas.
Le prime indagini parlano di una falla improvvisa nello scafo, che avrebbe causato l’allagamento del Magic Bus. Le autorità stanno valutando se inviare una squadra per recuperare eventuali detriti o prevenire inquinamenti.
Per i naufraghi, solo gratitudine: “Non dimenticheremo mai chi ci ha salvati”, ha detto uno di loro ai soccorritori, poco dopo l’atterraggio a Elizabeth City.