Dramma al porto di Livorno: due uomini in mare, uno perde la vita e l’altro risulta disperso

Livorno, 10 giugno 2024 – Nella notte tra domenica e lunedì, due giovani di origine nordafricana, probabilmente tunisini, si sono lanciati in mare dal cargo “Stena Shipper”, fermo nel porto di Livorno tra il varco Zara e la calata Bengasi. Pochi attimi dopo, uno di loro è stato tragicamente risucchiato dall’elica del traghetto “Eco Napoli” della compagnia Grimaldi, che stava passando proprio in quel momento. Dell’altro non si hanno ancora notizie: le ricerche continuano senza sosta.

Disperazione e fuga nel cuore del porto

I due erano stati trovati nascosti in un container arrivato da Rades, Tunisia, durante le operazioni di sbarco. Dopo l’identificazione della polizia di frontiera marittima, erano stati messi sotto la custodia del comandante del cargo, in attesa del rimpatrio, come da prassi. Gli agenti raccontano che i ragazzi erano chiusi in una cabina sorvegliata. Ma poco dopo le 22, approfittando di un momento di distrazione dell’equipaggio, sono riusciti a forzare la serratura e si sono gettati in acqua.

Un operaio portuale che lavorava lì vicino ha raccontato: “Ho sentito delle urla e poi ho visto uno dei ragazzi sparire sotto la nave. È successo tutto in un attimo”. Solo in quel momento ci si è resi conto della gravità della situazione.

Soccorsi immediati, ricerche durate tutta la notte

Appena l’allarme è scattato, la Capitaneria di porto ha subito messo in campo motovedette, sommozzatori dei vigili del fuoco e unità della guardia di finanza. Sul posto sono arrivati anche i sanitari del 118 e la polizia scientifica. Le ricerche si sono concentrate tra la calata Bengasi e il varco Zara, una zona con correnti particolarmente pericolose.

Le condizioni meteo non hanno dato una mano: vento forte da nord-ovest e acqua fredda, intorno ai 17 gradi, hanno complicato le operazioni. “Stiamo facendo tutto il possibile – ha detto il comandante della Capitaneria, Marco Rossi – ma la visibilità è scarsa e la corrente molto forte”. Intorno alle 23.30 è stato recuperato il corpo senza vita del primo giovane, rimasto incastrato nell’elica del traghetto Grimaldi. Le ricerche del secondo sono proseguite tutta la notte e sono riprese all’alba.

Indagini sulle misure di sicurezza a bordo

Mentre si continuano le ricerche, la polizia di frontiera e la Capitaneria hanno avviato un’indagine per capire come sia potuta accadere la fuga. Gli investigatori stanno verificando se la Stena Shipper avesse adottato tutte le precauzioni richieste per chi è sotto custodia. “Dobbiamo capire come abbiano fatto a forzare la cabina e arrivare fino al ponte senza essere fermati”, ha spiegato un funzionario della Prefettura.

Secondo fonti del porto, tentativi di fuga da parte di migranti durante il rimpatrio non sono una novità. Ma un episodio così drammatico non si vedeva da anni nello scalo livornese. La compagnia armatrice è stata convocata per chiarire le modalità di custodia degli ospiti irregolari.

Una tragedia che riapre il dibattito

Questa tragedia riporta sotto i riflettori le condizioni dei migranti nei porti italiani e le procedure di rimpatrio. “Non possiamo permettere che succedano ancora queste cose”, ha detto un rappresentante della comunità tunisina locale. Intanto la Prefettura sta valutando di rafforzare i controlli sulle navi in arrivo dal Nord Africa.

Nel frattempo, il porto procede a ritmo ridotto nell’area dell’incidente. I familiari delle vittime non sono ancora stati rintracciati. La comunità portuale segue con ansia l’evolversi delle ricerche: ogni ora che passa cala la speranza di trovare vivo il giovane ancora disperso nelle acque gelide del Tirreno.

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