Rimini, 28 novembre 2025 – Questa mattina, alla sede della Camera di Commercio della Romagna, è stato presentato il nuovo Report sull’Economia del Mare dell’Emilia-Romagna. Un’analisi che fa il punto sullo stato del settore nei 24 comuni che si affacciano sulla costa regionale. I dati raccontano una situazione a due facce: crescono il valore aggiunto e l’occupazione, ma diminuiscono le imprese attive e le esportazioni.
Valore aggiunto e posti di lavoro in aumento
La notizia più importante emersa fin da subito riguarda l’aumento del valore aggiunto prodotto dall’Economia del Mare. Nel 2024 il comparto ha fatturato circa 2,1 miliardi di euro, con un +3,8% rispetto all’anno precedente. Un segnale che, come ha detto il presidente della Camera di Commercio, Alberto Zambianchi, “dimostra quanto la costa sia un motore fondamentale per lo sviluppo della regione”.
Anche l’occupazione va in salita: gli addetti sono arrivati a quota 37.500, con un aumento del 2,5% rispetto al 2023. “Il turismo balneare rimane il traino principale – ha spiegato Zambianchi – ma crescono anche i servizi legati alla nautica e alla pesca”.
Imprese in calo, soffrono soprattutto le piccole
Nonostante la crescita economica, il numero delle imprese attive è sceso. A fine settembre 2025 se ne contavano 6.480, circa 120 in meno rispetto all’anno scorso. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le micro e piccole aziende, spesso a conduzione familiare, messe in difficoltà dall’aumento dei costi di energia e materie prime.
“Molti imprenditori segnalano problemi nell’accesso al credito e nel gestire i rincari”, ha raccontato una rappresentante di Confesercenti Rimini presente alla presentazione. Il rischio, secondo gli esperti, è che questo trend impoverisca il tessuto produttivo locale, soprattutto nei centri più piccoli come Cesenatico e Gatteo a Mare.
Esportazioni in calo: pesa la crisi internazionale
Un altro dato preoccupante riguarda le esportazioni. Nel primo semestre del 2025, il valore delle vendite all’estero di prodotti legati al mare (dalla cantieristica alla pesca) è sceso a 410 milioni di euro, con un calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2024. A pesare sono soprattutto i mercati internazionali in difficoltà, in particolare Germania e Francia, che sono i principali sbocchi per la nautica regionale.
“Il rallentamento globale si fa sentire anche qui”, ha ammesso Marco Fabbri, direttore dell’Osservatorio Economico della Camera di Commercio. “Le imprese più strutturate stanno cercando nuovi mercati, ma non è facile”.
Turismo balneare, ancora il cuore dell’economia
Nonostante le difficoltà, il turismo balneare resta il pilastro dell’Economia del Mare in Emilia-Romagna. Nel periodo estivo appena passato, i dati di Unioncamere parlano di oltre 18 milioni di presenze nelle strutture della costa, con un +2% rispetto al 2024. Rimini, Riccione e Cervia sono sempre le località più gettonate, ma anche posti più piccoli come Bellaria-Igea Marina hanno fatto segnare buoni risultati.
Gli operatori descrivono una stagione “positiva ma complicata”, segnata da un clima incerto e turisti sempre più esigenti. “Chiedono servizi di qualità e attenzione all’ambiente”, ha raccontato un albergatore di Milano Marittima.
Le sfide che ci aspettano: sostenibilità e innovazione
Guardando al futuro, il report indica alcune priorità per rafforzare il settore: investire in sostenibilità ambientale, migliorare i servizi digitali e puntare sulla formazione. “Solo con innovazione e qualità potremo tenere il passo e consolidare i risultati raggiunti”, ha concluso Zambianchi.
La presentazione si è chiusa poco dopo le 12:30, tra domande dei giornalisti e qualche scambio informale tra amministratori locali e imprenditori. Sullo sfondo resta chiaro che l’Economia del Mare è un pilastro fondamentale per l’Emilia-Romagna, ma la rotta va aggiustata per affrontare le sfide che verranno.