Roma, 28 novembre 2025 – L’Italia ha messo al centro dell’attenzione il legame sempre più stretto tra spazio e mare. A sottolinearlo è stato oggi il rappresentante della Marina Militare durante il 3° Forum Space&Blue, tenutosi nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro, iniziato alle 10.30 in via Veneto, ha riunito autorità civili e militari, esperti del settore e i principali protagonisti delle aziende italiane attive nell’aerospazio e nel mondo marittimo.
Il Mediterraneo: cuore pulsante di energia e infrastrutture
L’Ammiraglio di Divisione Fabio Gregori, Sotto Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ha spiegato l’importanza strategica del Mediterraneo per l’Europa: “Qui passa il 65% dell’energia che arriva in Europa e il 35% del traffico di petrolio”, ha detto davanti a una platea attenta. L’Italia, ha aggiunto, è l’unico Paese Ue da cui transitano ben cinque metanodotti, di cui tre attraversano il mare. Un dato che, secondo Gregori, “ci mette una grande responsabilità nel sorvegliare e difendere queste infrastrutture vitali”.
Proteggere i fondali, missione della Marina
Dal 2022 la Marina Militare porta avanti l’operazione “fondali sicuri”, un impegno costante per monitorare e proteggere le infrastrutture sottomarine del nostro Paese. L’operazione coinvolge navi specializzate, droni subacquei e personale altamente preparato. “Le infrastrutture sotto il mare sono fondamentali per l’Italia”, ha ribadito Gregori, ricordando che la sicurezza dei fondali è ormai una priorità per la Difesa. Solo nell’ultimo anno sono state fatte più di 120 missioni di controllo sulle principali reti energetiche sottomarine.
Lo spazio entra in gioco per la sicurezza marittima
La vera novità è l’uso crescente delle tecnologie spaziali per tenere sotto controllo il mare. “Dobbiamo avere un controllo capillare del Mediterraneo”, ha spiegato Gregori, “e qui lo spazio ci dà una mano con i satelliti che osservano la Terra”. I satelliti italiani, come Prisma e Cosmo-SkyMed, permettono di vedere in tempo reale movimenti sospetti, anomalie nei flussi marittimi e possibili minacce alle infrastrutture. Un aiuto che, secondo gli esperti presenti al forum, diventa sempre più indispensabile in un mondo segnato da tensioni geopolitiche e rischi per la sicurezza energetica.
Il mare come motore sociale ed economico
Il mare, ha ricordato ancora l’Ammiraglio Gregori, “è la base su cui si reggono tante cose importanti per l’Italia, dalla società all’economia fino alla cultura”. Non si tratta solo di energia o trasporti: il cluster marittimo italiano coinvolge oltre 200mila persone che lavorano in porti, pesca, cantieri navali e turismo. La Marina Militare si vede come parte integrante di questo sistema, con un ruolo chiave sia nella sicurezza sia nell’innovazione. “La Difesa ha un ruolo fondamentale”, ha detto Gregori, “per sostenere tutto il cluster marittimo”.
Guardando avanti: pubblico e privato uniti per il mare
Al forum si è parlato anche del futuro, con la collaborazione tra pubblico e privato al centro del dibattito. I rappresentanti di aziende come Leonardo, Fincantieri e Telespazio hanno sottolineato che unendo le competenze navali con le tecnologie spaziali si può rafforzare la posizione dell’Italia nel Mediterraneo. “Solo lavorando insieme”, ha detto un manager in sala, “riusciremo a proteggere davvero le nostre infrastrutture e a far crescere il valore del mare”.
Tra sicurezza e sviluppo, un equilibrio da mantenere
A chiudere il Forum Space&Blue è stato un messaggio chiaro: proteggere le infrastrutture marittime italiane passa sempre più dall’uso congiunto di metodi tradizionali e nuovi strumenti. Il Mediterraneo resta un terreno complesso, punto d’incontro di interessi economici, geopolitici e sociali. Ma, come hanno ricordato i relatori, solo un’azione unita tra spazio e mare può garantire all’Italia un ruolo di primo piano nei prossimi anni.