Roma, 10 gennaio 2026 – È partito oggi in decine di aeroporti e porti europei il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea, ma già arrivano segnalazioni di lunghe attese e ritardi pesanti per migliaia di passeggeri aerei. Le file ai controlli di frontiera, soprattutto negli scali con più traffico internazionale, stanno mettendo a dura prova la pazienza di chi viaggia e la gestione degli aeroporti. Questo sistema, pensato per aumentare la sicurezza alle frontiere esterne dell’UE, prevede la raccolta dei dati biometrici dei cittadini di Paesi terzi esentati dal visto, come Regno Unito e Stati Uniti.
Code fino a tre ore negli aeroporti più trafficati
Secondo Airports Council International (ACI) Europe, i tempi ai controlli sono schizzati fino al 70% in più durante le ore di punta. In alcuni casi, le attese hanno superato le tre ore. Già all’alba si sono viste lunghe file davanti ai chioschi elettronici dell’EES negli aeroporti di Fiumicino, Charles de Gaulle e Francoforte. “Non pensavo di dover aspettare così tanto – racconta Anna, passeggera britannica in partenza per Madrid –. Ho rischiato di perdere il volo, nessuno ci aveva detto delle nuove procedure”.
Il sistema era stato testato in ottobre, con solo il 10% dei cittadini extra-UE sottoposti alla registrazione. Da oggi la quota è salita al 35%, coinvolgendo molti più viaggiatori. Secondo le prime analisi, proprio questo aumento ha creato i disagi alle frontiere.
Turismo in allarme: serve un intervento rapido
L’associazione britannica del turismo ABTA chiede alle autorità europee di mettere in campo le misure d’emergenza previste dal regolamento EES per alleviare i problemi. “L’EES cambierà il modo di viaggiare da e per l’Europa. Se alla fine velocizzerà i controlli, all’inizio invece ci vorrà più tempo”, spiega Mark Tanzer, amministratore delegato di ABTA. L’esperienza dei passeggeri, aggiunge, è stata molto diversa da aeroporto a aeroporto: alcuni hanno gestito bene il passaggio al nuovo sistema, altri no, con code e attese troppo lunghe.
Tanzer ricorda che esistono strumenti per intervenire: “Le autorità possono sospendere temporaneamente il sistema o ridurre i controlli biometrici. Chiediamo che queste opzioni vengano usate quando serve, per evitare disagi inutili”. In alcune situazioni, dice, “molti problemi si sarebbero potuti evitare se si fosse agito prima”.
Cosa fare se si deve partire in questi giorni
Fino a quando la situazione non si normalizza, ABTA invita i viaggiatori a organizzarsi con attenzione. “Se partite dall’Europa – si legge in una nota – andate subito al controllo passaporti appena finite le operazioni di check-in e sicurezza. Così potrete affrontare prima i controlli EES”. Meglio seguire sempre le indicazioni della compagnia aerea o dell’agenzia di viaggio e arrivare in aeroporto con molto anticipo.
La regola delle due ore prima del volo per i voli europei resta valida, ma in questa fase conviene considerarla il minimo indispensabile. Alcune compagnie hanno già iniziato a consigliare ai passeggeri di arrivare prima, soprattutto nei giorni e orari più affollati.
Sicurezza sì, ma servono tempi più umani
Il nuovo EES nasce per rendere più sicure le frontiere esterne dell’UE e gestire meglio i flussi migratori. Ma questa fase iniziale sta mettendo in luce problemi che rischiano di rallentare i viaggi internazionali. Per ACI Europe servirà tempo per abituarsi, sia per i passeggeri sia per chi lavora negli aeroporti.
“Qualche difficoltà la immaginavamo – ammette un funzionario della Polizia di Frontiera a Fiumicino – ma con l’aumento al 35% delle registrazioni tutto è diventato più complicato. Stiamo cercando di ridurre i tempi e di informare meglio chi viaggia”. Solo nelle prossime settimane capiremo se le misure adottate basteranno a riportare ordine. Intanto, chi deve volare dall’Europa deve mettere in conto qualche attesa in più.