Empowering waves: Women boost confidence and skills at the Second Annual Women’s Sailing Camp

St. Thomas, 10 febbraio 2026 – Dodici donne, provenienti da vari stati americani e dalle Isole Vergini, si sono ritrovate tra il 25 e il 30 gennaio nelle acque di St. Thomas per la seconda edizione del Women’s Regatta Camp. Un’esperienza intensa di vela, organizzata dallo St. Thomas Sailing Center con il sostegno di Sailing World e Team One Newport. A guidare il gruppo, come head coach, c’era la velista olimpica e originaria dell’isola, Nikki Barnes, che ha messo in pausa la sua preparazione per i Giochi di Los Angeles 2028 per dedicarsi all’insegnamento.

Donne al timone: formazione e spirito di squadra

Il camp si è svolto in cinque giorni, alternando momenti in aula e in acqua. Le partecipanti hanno lavorato su barche IC24, una versione modificata delle J/24, e hanno avuto la possibilità di confrontarsi con coach di livello mondiale. Oltre a Barnes, c’erano anche Beka Schiff del College of Charleston e Martha Parker, una vera pioniera della vela professionistica con titoli nazionali e mondiali. “Le ragazze sono arrivate con tanta voglia di imparare”, ha raccontato Schiff. “Hanno fatto domande puntuali, hanno spinto l’insegnamento oltre i soliti limiti. Si parlava di partenze, manovre, lavoro di squadra. E nonostante le pause in spiaggia o una pizza in barca, l’entusiasmo non è mai calato”.

Dalla teoria alla pratica: progressi concreti

I primi due giorni sono stati dedicati alle lezioni in aula, poi si è passati alle esercitazioni in mare con coaching a bordo e analisi video ogni sera. “Non pensavo di dover prendere il timone in regata”, ha detto Donna Crocker, velista di Gloucester, Massachusetts. “Ma alla fine della settimana mi sentivo molto più sicura”. Donna aveva esperienza di vela, ma poca pratica in competizione: questo camp le ha dato la spinta per superare i timori e imparare cose nuove.

Secondo il direttore del centro, Bobby Brooks, il metodo ha funzionato alla grande: “Ho visto tante evoluzioni nella mia carriera, ma queste tre coach sono state fantastiche nel coinvolgere le partecipanti. Alla fine della settimana erano dieci volte più preparate”.

Esperienze condivise e nuove abilità

Non solo lezioni e regate. A metà settimana, durante la giornata di pausa, le partecipanti hanno provato a navigare su piccoli catamarani Hobie Waves per raggiungere la pizzeria galleggiante Pizza Pi, seguita da una cena sull’isola vicina di St. John. Un’occasione per rafforzare il gruppo e condividere momenti fuori dall’acqua.

Per molte, come Jennifer Brand, era la prima vera esperienza nella vela agonistica: “Avevo fatto solo un corso base l’estate scorsa. In una settimana ho imparato più di quanto immaginassi. Potrei rifare questo camp più volte e scoprire sempre qualcosa di nuovo”.

Regate finali e nuovi orizzonti

Il camp si è chiuso con due giorni di regate: prove tra le boe e brevi percorsi costieri per mettere alla prova quanto appreso. Alla cerimonia finale, volti sorridenti e tanta soddisfazione. “La cosa che mi ha dato più gioia è stata imparare a gestire lo spinnaker”, ha raccontato Linda Giles. “Prima mi spaventava solo l’idea di montare l’asta, ora mi sento sicura sia nelle manovre sia con le vele. È un sapere pratico che metterò subito in campo”.

Lo St. Thomas Sailing Center ora punta a migliorare ancora il format: “Stiamo pensando a eventi con uno o due giorni di clinic seguiti da regate”, ha spiegato Brooks. “A novembre organizzeremo anche una formula pro-am, con un giorno di allenamento e tre di gara”. L’obiettivo è chiaro: dare alle donne opportunità concrete per crescere nella vela, sia tecnicamente che personalmente.

In queste acque turchesi, tra vento costante e sorrisi condivisi, la vela al femminile apre nuovi spazi e guarda lontano.

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