Eruzione spettacolare del vulcano Sakurajima: una colonna di cenere avvolge Kagoshima

Kagoshima, 17 novembre 2025 – Il vulcano Sakurajima, nel sud-ovest del Giappone, è tornato a farsi sentire domenica. Il cratere Minamidake ha dato vita a una nuova eruzione, con una colonna di fumo e cenere che si è alzata per diversi chilometri sopra la cima, visibile anche da lontano, a decine di chilometri. È la prima eruzione importante dal cratere Minamidake da ottobre dello scorso anno.

Sakurajima si sveglia: eruzione e allerta cenere

L’eruzione è scattata intorno alle 14.30 ora locale e ha subito fatto scattare l’allerta nelle prefetture di Kumamoto, Kagoshima e Miyazaki. Le autorità hanno chiesto alla gente di fare attenzione alla caduta di cenere vulcanica, che potrebbe arrivare anche nelle zone abitate più lontane. “Abbiamo invitato i residenti a restare in casa e a proteggersi con mascherine o panni per il volto”, ha spiegato un funzionario della prefettura di Kagoshima, contattato nel pomeriggio. Alcuni abitanti hanno raccontato di aver visto il cielo oscurarsi per diversi minuti, mentre le strade si sono coperte di una sottile polvere grigia.

Sakurajima, uno dei vulcani più attivi del Giappone

Il Sakurajima si trova a circa 1.000 chilometri a sud-ovest di Tokyo, nella baia di Kagoshima. È uno dei vulcani più attivi del paese: negli ultimi decenni le sue eruzioni sono state frequenti, anche se quasi mai così forti da causare danni gravi. Il cratere Minamidake è sempre sotto la lente degli esperti dell’Agenzia meteorologica e di varie università. “Al momento non ci sono segnali particolari nei dati sismici”, ha detto il professor Hiroshi Tanaka dell’Università di Kyushu, “ma l’attività viene tenuta sotto stretto controllo”.

La storia e i rischi per chi vive qui

Il Sakurajima ha una storia segnata da eventi che hanno lasciato il segno nella memoria della zona. Nel 1914 una delle eruzioni più violente mai viste in Giappone causò 58 morti e cambiò per sempre il paesaggio: la colata lavica unì l’isola alla penisola di Osumi, trasformando Sakurajima in una vera e propria penisola. Oggi circa 4.000 persone vivono ancora sulle sue pendici, in piccoli villaggi abituati a convivere con il pericolo del vulcano. “Siamo pronti”, racconta un residente di Arimura, “ma ogni volta che vediamo la cenere salire ci chiediamo se sarà come al solito o qualcosa di più serio”.

Sicurezza e controllo continuo

Le autorità locali hanno messo in campo i piani di emergenza: scuole chiuse in alcune zone, trasporti pubblici sospesi temporaneamente, distribuzione di mascherine protettive. I tecnici dell’Agenzia meteorologica hanno installato nuove telecamere termiche e sensori sismici vicino al cratere, per captare subito qualsiasi cambiamento nel magma o nei gas che escono. “La sicurezza delle persone è la nostra priorità”, ha ribadito il sindaco di Kagoshima, Shintaro Maeda, durante una conferenza stampa alle 17.00.

La vita quotidiana si adatta all’eruzione

Nelle ultime ore a Kagoshima sono aumentate le richieste di informazioni ai centri di protezione civile. Alcuni negozianti dicono che la vendita di mascherine e occhiali protettivi è schizzata in alto dopo l’eruzione. “Ogni volta che succede cerchiamo di prepararci al meglio”, dice una farmacista del quartiere Tenmonkan. Gli esperti avvertono che l’attività del Sakurajima potrebbe continuare nei prossimi giorni con altre emissioni di cenere, ma per ora non si prevedono evacuazioni di massa.

Il vulcano resta sotto stretta osservazione, mentre chi vive qui si prepara ancora una volta a convivere con uno dei simboli più potenti e imprevedibili della natura giapponese.

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