Etna in fermento: le guide protestano contro le nuove restrizioni alle escursioni

Catania, 8 gennaio 2026 – Per la prima volta in decenni, le guide vulcanologiche dell’Etna hanno deciso di incrociare le braccia. La scintilla è scattata con le nuove restrizioni imposte dalle autorità locali dopo le recenti eruzioni. Mercoledì mattina, decine di guide si sono radunate davanti ai cancelli che danno accesso alle colate laviche, ai piedi del vulcano. La richiesta è chiara: rivedere le misure che, a loro dire, “annullano il ruolo delle guide e svuotano la loro funzione professionale”.

Escursioni sull’Etna: nuove regole, vecchie tensioni

Dalla Vigilia di Natale, l’Etna ha ripreso a eruttare. Le autorità di Catania hanno subito stretto le maglie, limitando o bloccando le visite alle colate. La motivazione ufficiale è la sicurezza. Il divieto ora vieta di avvicinarsi a meno di 200 metri dalla lava. Inoltre, ogni gruppo non può superare le dieci persone, e i droni sorvegliano dall’alto. Le escursioni sono permesse solo fino a un certo orario della sera.

La legge dice che sopra i 2.900 metri bisogna salire accompagnati da una guida abilitata. Ma con queste nuove restrizioni, quasi tutte le escursioni sono ferme. Le guide restano senza lavoro, i turisti senza la possibilità di esplorare il vulcano da vicino.

Protesta delle guide, turisti colti di sorpresa

“Con queste regole perdiamo ogni competenza e responsabilità”, ha detto il consiglio regionale delle guide in una nota. Mercoledì, davanti all’accesso principale, le guide si sono presentate con i loro giubbotti di riconoscimento. Alcuni hanno sottolineato che “le colate laviche sono lente e si possono osservare in sicurezza”, come già successo in passato.

Il blocco ha colpito subito i visitatori. Claudia Mancini, 32 anni, venuta da Palermo con un’escursione prenotata da settimane, ha raccontato: “Ci hanno appena comunicato che tutto è cancellato. Capisco le guide, ma questa situazione non fa felice nessuno”. Intanto, martedì sera, la Guardia forestale ha pattugliato le pendici del vulcano per far rispettare i divieti. Ventuno persone sono state segnalate per aver violato le nuove regole.

Vulcanologi: l’eruzione non è un pericolo imminente

Nonostante le misure prese, diversi esperti mettono in dubbio l’urgenza delle restrizioni. Boris Behncke, vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Catania, ha scritto su Facebook: “Questa è forse l’eruzione meno pericolosa degli ultimi anni”. E ha aggiunto: “Non capisco le ragioni dietro queste ordinanze così rigide”.

Secondo l’Ingv, la parte più avanzata della lava ha raggiunto i 1.360 metri sul livello del mare, fermandosi dopo circa 3,2 chilometri di cammino. Le colate si stanno raffreddando e non avanzano più. Dario Teri, guida alpina e vulcanologica e presente alla protesta, ha spiegato: “La lava scende molto lentamente su un terreno ormai pianeggiante”.

Etna tra spettacolo e sicurezza: il futuro delle escursioni è in bilico

L’Etna è il vulcano più attivo d’Europa e una delle attrazioni principali della Sicilia. Con i suoi 3.350 metri di altezza e una larghezza che supera i 35 chilometri, attira migliaia di visitatori ogni anno. Ma la sicurezza resta fondamentale. Lo scorso giugno, un’eruzione violenta aveva costretto centinaia di turisti a fuggire in fretta.

Le guide insistono che il monitoraggio continuo dell’Ingv permette di gestire i rischi e che “la presenza di professionisti qualificati è una garanzia per tutti”. Tuttavia, con le nuove restrizioni e lo sciopero che va avanti, il futuro delle escursioni sull’Etna è tutto da scrivere.

Per ora, chi vuole salire oltre i 2.900 metri dovrà aspettare un accordo tra autorità e operatori. Solo allora – forse – si potrà tornare a vivere da vicino la potenza della natura, guidati da chi conosce ogni sentiero del vulcano.

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