Milano, 24 gennaio 2026 – La vela non è più solo un gioco di onde, porti e brezze marine. Negli ultimi anni, anche in Italia, sta crescendo la curiosità verso forme alternative di navigazione a vela su superfici diverse dall’acqua. Dalla vela su ghiaccio ai veicoli a vela per la terraferma, la passione per il vento trova nuovi spazi e nuovi appassionati, spesso lontani dai soliti circoli nautici. Ma la domanda resta: chi ha sempre visto la vela come uno sport d’acqua è pronto ad accogliere chi preferisce il ghiaccio o la sabbia?
Vela su ghiaccio e terra: una tradizione nordica che arriva in Italia
In paesi come Svezia, Finlandia e Canada, la vela su ghiaccio – fatta con slitte leggere e vele simili a quelle delle barche – è una disciplina che ha radici profonde. Da noi, invece, è una novità abbastanza recente. “Negli ultimi inverni abbiamo notato un interesse crescente, soprattutto nei laghi alpini come il Lago di Resia o il Lago di Dobbiaco”, racconta Giovanni Mazzoni, istruttore della Federazione Italiana Vela. Le condizioni ideali? “Ci vuole un ghiaccio spesso almeno 15 centimetri e un vento costante. Non succede spesso, ma quando capita, è un’emozione che non si dimentica”.
Anche la vela su terra, con veicoli a tre ruote chiamati land yacht o sand yacht, sta trovando spazio sulle spiagge larghe e compatte, come quelle di Rimini o Bibione. “È uno sport che richiede attenzione e rispetto delle regole – spiega Mazzoni – ma dà sensazioni simili a quelle della barca, anche se lontano dal mare”.
Comunità divise tra tradizione e novità
Non tutti i velisti guardano con occhi benevoli queste nuove forme di vela. Nei forum online dedicati alla vela, come quelli internazionali su Reddit o i gruppi Facebook italiani, il dibattito è acceso. “Questa non è vera vela”, scrive qualcuno. Altri rispondono: “Il vento è sempre lo stesso, cambia solo la superficie”. Lo scontro è soprattutto tra chi ha sempre vissuto la vela come sport d’acqua e chi invece cerca nuove sfide.
Secondo Luca Bertolini, presidente del Circolo Velico di Desenzano, “la comunità italiana è ancora molto legata all’idea classica della barca a vela. Però i giovani sono curiosi: molti provano la vela su terra e poi passano alle barche tradizionali”. Un fenomeno che, secondo Bertolini, potrebbe aiutare a rinnovare l’interesse per uno sport spesso visto come elitario.
Sicurezza e regole: le nuove sfide da affrontare
Fare vela su ghiaccio o su terra non è senza rischi. “Sul ghiaccio bisogna essere sicuri dello spessore e della qualità della superficie”, avverte Elena Rossi, responsabile sicurezza della FIV Lombardia. “Ogni anno ci sono incidenti causati da imprudenze o cambiamenti improvvisi del tempo”. Per questo, la Federazione Italiana Vela sta lavorando a linee guida specifiche per queste discipline.
Anche sulle spiagge, le regole sono chiare: “Serve il permesso del Comune e bisogna rispettare le zone frequentate dai bagnanti”, sottolinea Rossi. In alcune località, come Jesolo o Viareggio, i land yacht sono ammessi solo in certi periodi dell’anno.
La vela oltre l’acqua: un futuro possibile?
Una domanda posta da un utente online – “Questa comunità è pronta ad accogliere la vela che non si fa sull’acqua?” – racconta un cambiamento in corso. Secondo i dati della FIV, nel 2025 oltre 400 persone si sono iscritte ai corsi di vela su ghiaccio e più di 600 hanno provato almeno una volta il land yachting in Italia. Numeri piccoli, certo, rispetto ai 60mila tesserati della vela tradizionale, ma in crescita costante.
“Non si tratta di sostituire la barca a vela classica”, conclude Bertolini. “Ma di aprire nuovi orizzonti. Il vento resta il vero protagonista: che sia sopra le onde, sul ghiaccio o sulla sabbia”. Forse proprio questa apertura può segnare una nuova stagione per la vela italiana.