Exploring the future of travel on the world’s largest sailing cargo ship

Nantes, 19 novembre 2025 – Otto passeggeri, una tempesta da paura e più di mille tonnellate di carico: così la Neoliner Origin, la più grande nave cargo a vela al mondo, ha affrontato il suo viaggio inaugurale dall’Atlantico francese a Baltimore, negli Stati Uniti. L’obiettivo? Tagliare dell’80% le emissioni di gas serra rispetto alle navi diesel tradizionali. Un viaggio duro, segnato da guasti e condizioni meteo estreme, che ha messo alla prova la promessa di un futuro più verde per il trasporto marittimo.

Decarbonizzare il mare: una sfida in tempesta

La partenza è stata dalla costa occidentale della Francia, una sera di sabato con vento teso e profumo di spaghetti carbonara nella sala da pranzo. “Solo una tempête de journalistes”, scherzava il comandante Michel Péry, prendendo in giro i giornalisti un po’ troppo allarmisti. Ma dopo una notte con raffiche fino a 120 km/h – forza 12 sulla scala Beaufort, un vero uragano – anche lui ha dovuto ricredersi.

A bordo della Neoliner Origin c’erano otto passeggeri, una dozzina di membri dell’equipaggio e 1.204 tonnellate di carico. Tra questi, mezzo milione di bottiglie di cognac Hennessy, container di brioche refrigerate, una dozzina di carrelli elevatori e otto auto ibride Renault. La nave, lunga 136 metri, si muove soprattutto grazie a due grandi vele semirigide in fibra di carbonio e vetroresina, con un motore diesel-elettrico che fa da supporto.

Tra innovazione e imprevisti in mare aperto

La compagnia francese Neoline ha un obiettivo chiaro: dimostrare che il vento può far risparmiare davvero energia e abbattere le emissioni del trasporto marittimo, che oggi vale circa il 3% delle emissioni globali, secondo l’International Council on Clean Transportation (ICCT). Se fosse uno Stato, sarebbe il sesto più inquinante al mondo. “Sognavo di comandare questa nave da quindici anni”, ha raccontato Antonin Petit, uno dei comandanti, cresciuto tra le barche a vela della Bretagna.

La vita a bordo si è presto fatta familiare: colazioni e cene all’insegna della cucina francese, partite a carte nel salone e avvistamenti di cetacei dal ponte superiore. “Fare qualcosa di concreto per il pianeta, senza bruciare combustibili fossili – è il sogno della mia vita”, ha detto Petit.

La vela che si spezza e la lotta contro il tempo

Dopo tre giorni di navigazione, però, la traversata ha avuto un brusco stop. Il pannello superiore di una vela in carbonio si è incrinato e poi rotto, probabilmente per un difetto di progettazione. Ripararla è stato impossibile fino all’arrivo nell’arcipelago franco-canadese di Saint-Pierre e Miquelon, dove cinque tecnici dalla Francia hanno lavorato in un’officina improvvisata nella stiva. Intanto, la nave ha dovuto viaggiare solo con il motore per dodici giorni, mettendo a rischio i piani di risparmio energetico.

Non basta: la rotta scelta verso una depressione atlantica, pensata per sfruttare i venti favorevoli, si è rivelata un rischio. Il sistema meteorologico si è bloccato proprio sopra la nave per oltre 36 ore, costringendo passeggeri ed equipaggio a una cena “scivolosa” e all’uso di pastiglie per il mal di mare. “Le previsioni non tornano più”, hanno ammesso alcuni membri dell’equipaggio, attribuendo tutto al cambiamento climatico.

Quanto costa la rivoluzione verde?

Il viaggio inaugurale della Neoliner Origin è stato anche un test economico. Un biglietto per la traversata di due settimane da Saint-Nazaire a Baltimore costa circa 3.200 euro. La nave è costata 60 milioni di euro. Bryan Comer dell’ICCT avverte: “Il vento può far risparmiare carburante e soldi, ma per decarbonizzare davvero serviranno carburanti alternativi come l’idrogeno verde”, ancora tre o quattro volte più costosi del diesel.

Per le navi tradizionali, montare vele non è facile: servono navi pensate apposta o interventi costosi. E poi c’è il problema delle dimensioni: la Neoliner Origin è grande per una nave a vela, ma piccola rispetto ai giganti di 400 metri che dominano le rotte. “Per spostare la stessa quantità servirebbero molte più navi”, spiega Comer.

Il bilancio finale e cosa ci aspetta

Nonostante i problemi tecnici e il maltempo, la nave è arrivata a Baltimore con solo un giorno di ritardo. I dati ufficiali sui consumi arriveranno tra sei mesi, ma il comandante Petit stima che la nave abbia usato circa la metà del carburante di una nave tradizionale, nonostante abbia navigato metà viaggio con una sola vela.

La compagnia ha già venduto oltre cento biglietti per i prossimi mesi. Per chi cerca un’alternativa all’aereo – responsabile del 2,5% delle emissioni globali – questa traversata è una possibilità reale, anche se per ora resta riservata a pochi.

“È la riconciliazione di due parti della mia vita che prima erano separate”, ha detto Petit all’arrivo. Per lui e per Neoline, questa prima traversata è solo l’inizio di una sfida che vuole cambiare il volto del trasporto marittimo internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser