Forum Space&Blue: unire mare e spazio per economie globali interconnesse

Roma, 19 novembre 2025 – L’Italia vuole rafforzare la sua leadership internazionale nel connubio tra Space economy e Blu economy. È quanto è emerso oggi alla terza edizione del Forum Space&Blue, tenutosi nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro ha riunito istituzioni, aziende e ricercatori, puntando a creare una filiera nazionale integrata capace di sostenere la sovranità tecnologica e spingere l’innovazione in settori chiave per il Paese.

Italia tra spazio e mare: la sfida della sovranità tecnologica

Questa mattina, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito la linea del governo: “La Blu Economy e la Space Economy sono settori strategici per la transizione climatica e per un modello di sviluppo sostenibile”. Urso ha ricordato che l’Italia è già “leader mondiale nelle tecnologie satellitari e nei sistemi di osservazione della Terra” e ha sottolineato la candidatura del nostro Paese a ospitare l’Hub Europeo per lo sviluppo digitale. Una mossa che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia come punto di riferimento in Europa.

Il Forum è stato anche l’occasione per parlare di innovazione, trasferimento tecnologico e applicazioni a doppio uso, cioè soluzioni utili sia in campo civile che militare. Temi che, secondo gli organizzatori, sono il cuore della futura competitività italiana a livello internazionale.

Leggi all’avanguardia e nuove agenzie: il modello italiano

Un momento importante è arrivato dall’intervento del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. Ha sottolineato come l’Italia sia “l’unico Paese ad aver approvato una legge sia per lo spazio che per il mondo subacqueo”. Musumeci ha spiegato che “Bruxelles dovrà fare i conti con la nostra normativa” e ha lanciato l’idea di una nuova Agenzia nazionale, che dovrà gestire regole finora affidate quasi solo alla Marina Militare. “Con le nuove tecnologie – ha detto – queste aree diventeranno sempre più importanti anche per la ricerca”.

Il riferimento è alle possibilità offerte dall’integrazione tra osservazione satellitare e monitoraggio marino. Strumenti ormai fondamentali per la sicurezza delle infrastrutture, la gestione delle emergenze ambientali e la tutela delle risorse naturali.

L’Europa guarda all’Italia: nuove spinte dall’Agenzia Spaziale Italiana

Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, ha riconosciuto “l’eccellente tradizione italiana nelle attività marittime e spaziali”, esprimendo fiducia nella capacità del nostro Paese di “fare squadra e creare una filiera sempre più integrata”. Un attestato di stima che arriva mentre l’Europa punta molto sulle sinergie tra spazio e mare per affrontare sfide come la connettività globale, la sicurezza energetica e la resilienza dei territori.

Nel corso del Forum, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha annunciato due novità concrete: la nascita della task force “Space and Blue” e il primo bando dedicato allo sviluppo di tecnologie e applicazioni che uniscono spazio e mare. Secondo i vertici ASI, si tratta di “un passo importante per far crescere la filiera italiana”, con ricadute sia per l’industria che per la ricerca.

Un tavolo permanente per imprese e ricerca: le prossime mosse

Il Forum si è chiuso con l’annuncio di un tavolo di lavoro permanente al ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è chiaro: aprire nuove strade per le imprese italiane e valorizzare le competenze nazionali, portando la ricerca verso applicazioni concrete. In sala erano presenti rappresentanti di aziende come Leonardo, Thales Alenia Space Italia e diverse start-up del settore marittimo.

In un mondo dove la protezione delle infrastrutture, la transizione energetica e la sicurezza dei dati sono sfide sempre più urgenti, l’integrazione tra Spazio e Mare si conferma un asset strategico per rafforzare la posizione dell’Italia. “Solo unendo le forze – ha confidato un dirigente ASI a margine – possiamo assicurare al Paese un ruolo di primo piano nelle grandi trasformazioni in corso”.

La prossima edizione del Forum è già fissata: appuntamento a novembre 2026, sempre a Roma. Segno che il dialogo tra spazio e mare, almeno da noi, è destinato a non fermarsi.

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