Francavilla al Mare, 4 novembre 2025 – Giovanni Galeone, ex allenatore e figura storica del calcio italiano, si è spento nelle scorse ore nella sua casa di Francavilla al Mare, lasciando un grande vuoto nella comunità locale e nel mondo dello sport. A ricordarlo con parole semplici ma sincere è stata la sindaca Luisa Russo, che lo ha definito “un maestro di vita”, sottolineando il forte legame tra il tecnico e la città abruzzese.
Galeone e Francavilla: un legame che andava oltre la casa
Non era solo una questione di indirizzo quella che univa Galeone a Francavilla al Mare. Aveva scelto questo angolo d’Abruzzo come rifugio, lontano dai riflettori e dal caos del calcio professionistico. “Con lui se ne va un pezzo importante della nostra storia”, ha scritto la sindaca Russo in una nota diffusa stamattina. Galeone viveva in un appartamento con vista sull’Adriatico, a pochi passi dalla spiaggia. Spesso lo si vedeva passeggiare sul lungomare, con passo tranquillo e sguardo perso nei pensieri, oppure intento a sistemare la sua barca, ormeggiata poco lontano.
Una vita di passione e semplicità
Chi lo conosceva bene racconta di un uomo capace di mescolare ironia e profondità, sempre pronto a una battuta ma anche a un consiglio sincero. “Non ha mai voluto rinunciare al suo ‘funghetto’ sul mare, nemmeno quando si era interrotto il rapporto con il Pescara”, ha ricordato ancora la sindaca Russo. Il “funghetto” – così chiamava il suo piccolo rifugio con vista sul mare – è diventato nel tempo un simbolo: lì Galeone accoglieva amici, ex calciatori, giovani del posto. Un luogo semplice, senza fronzoli, dove si parlava di calcio ma anche di vita.
Il “Profeta” che ha lasciato il segno in Abruzzo
Il soprannome di “Profeta” lo ha accompagnato per tutta la carriera. A Pescara, dove ha scritto alcune delle pagine più belle della storia biancazzurra, era considerato quasi una leggenda. Ma il suo legame con l’Abruzzo andava oltre il campo. “Credeva nei giovani, valorizzava i talenti del nostro territorio”, ha spiegato la sindaca. E molti ragazzi cresciuti tra Francavilla e Pescara ricordano ancora oggi i suoi consigli, le chiacchierate informali davanti a un caffè o durante una passeggiata sul molo.
L’ultimo saluto: le ceneri sparse in mare
Secondo quanto riferito dalla famiglia, le ceneri di Giovanni Galeone saranno sparse in mare, proprio in quel tratto d’acqua che per lui era casa. Una scelta che rispecchia il suo carattere schivo e autentico. “Il suo sorriso, la sua ironia e la sua passione resteranno con noi”, ha concluso la sindaca Russo nel suo messaggio di cordoglio. Questa mattina, in città, molti hanno lasciato un fiore davanti al portone dell’ex allenatore o si sono fermati qualche minuto in silenzio sul lungomare.
Francavilla in lutto per un uomo semplice e amato
A Francavilla la notizia della scomparsa di Galeone si è diffusa in fretta. Nei bar del centro, tra pescatori e ragazzi delle scuole calcio, si sono scambiati ricordi e aneddoti. “Era uno di noi”, ha detto un anziano seduto su una panchina vicino al porto. “Non si dava arie, parlava con tutti”. Anche sui social sono arrivati messaggi di affetto e gratitudine: ex calciatori, tifosi del Pescara e semplici cittadini hanno voluto ricordare il “Profeta” con foto d’epoca e parole di cuore.
Un’eredità che vive nel ricordo
Oggi Francavilla piange uno dei suoi cittadini più noti, ma anche più riservati. Giovanni Galeone lascia un’eredità fatta di amore per il calcio, attenzione ai giovani e passione per il mare. Un esempio che resterà vivo nella memoria della città e nei racconti di chi lo ha conosciuto davvero. “Grazie di tutto, Profeta”, ha scritto la sindaca Russo. E in queste poche parole c’è forse tutto quello che c’era da dire.