Francia pronta a lanciare una tassa di 15 € sulle crociere per passeggero

Parigi, 5 dicembre 2025 – La Francia sta per varare una nuova tassa sulle navi da crociera rivolta ai turisti stranieri. La misura potrebbe entrare in vigore già dal prossimo anno nei principali porti del Paese. L’idea, in discussione in queste settimane tra Senato e Assemblée nationale, prevede un contributo di 15 euro a persona per ogni scalo effettuato in territorio francese. Il ricavato, stimato intorno ai 75 milioni di euro l’anno, sarà destinato alla protezione delle aree costiere più fragili, sempre più sotto pressione per l’aumento del turismo marittimo.

Francia pronta a far pagare le crociere per l’inquinamento

Il dibattito sulla tassa alle crociere si è acceso dopo che nel 2023 oltre 3,8 milioni di passeggeri sono sbarcati sulle coste francesi, secondo i dati ufficiali di Atout France. Un numero in crescita che, secondo il senatore Jean-Marc Delia, rischia di mettere a dura prova l’equilibrio ambientale delle coste. “Le navi da crociera emettono ogni anno sette milioni di tonnellate di CO2 solo in Europa”, ha ricordato Delia al Senato, citando fonti di The Local.

La proposta fa parte della legge di bilancio per il 2026 e segue il principio “chi inquina paga”, già adottato in altri paesi europei. In pratica, i costi dell’inquinamento e delle misure per contenerlo non dovranno più pesare sulle comunità locali, ma su chi inquina davvero. Il Senato ha già detto sì, ma ora tocca all’Assemblée nationale. La decisione finale è attesa entro fine dicembre.

Crociere, restrizioni locali e confronto europeo

Nel frattempo, alcune città francesi non hanno aspettato e hanno già messo limiti. A Cannes, dal 1° gennaio 2026, le navi con più di mille passeggeri non potranno più entrare in porto. A Nizza il numero di scali annuali è stato tagliato a 65. Sono scelte che riflettono una crescente preoccupazione per il sovraffollamento turistico e i danni all’ambiente urbano e naturale.

La Francia non è sola in questa battaglia. Anche la Grecia ha introdotto una tassa per la resilienza climatica: 20 euro a passeggero per le mete più famose come Mykonos e Santorini, 5 euro per le altre destinazioni. In Norvegia, invece, i comuni possono applicare un’imposta turistica del 3% sugli arrivi delle crociere, per sostenere le comunità e coprire i costi legati al turismo di massa. Anche città come Amsterdam e Lisbona hanno alzato le tasse sulle crociere e le imposte di soggiorno per gestire l’impatto dei visitatori.

Emissioni alle stelle e reazioni dal settore

Un rapporto di Transport and Environment (T&E) segnala che nel 2023 la compagnia Carnival ha emesso più CO2 di tutta la città scozzese di Glasgow. Questo dato ha acceso il dibattito e spinto molti amministratori a chiedere misure più rigide. Le compagnie di crociera, però, temono che queste nuove tasse e restrizioni portino a una riduzione degli scali in Francia. “Potremmo vedere un calo significativo degli approdi nei porti francesi”, ha detto un portavoce dell’associazione Cruise Lines International Association (CLIA), ricordando il valore del settore per l’economia locale.

Il governo guidato da Gabriel Attal ha sollevato alcune perplessità tecniche: distinguere tra traghetti e navi da crociera non è semplice e c’è il rischio di penalizzare anche i servizi essenziali per chi vive sulle isole. La questione resta aperta e sarà oggetto di confronto nelle prossime settimane.

Cosa ci aspetta nel 2026

Se l’Assemblée nationale darà il via libera, la tassa sulle navi da crociera potrebbe partire già nel 2026. I soldi raccolti saranno usati per proteggere le coste più esposte all’impatto del turismo marittimo. Una svolta importante nella gestione dei flussi turistici, che potrebbe diventare un modello anche per altri Paesi europei.

Intanto, nei porti di Marsiglia, Le Havre e Saint-Nazaire si respira un clima di attesa. Operatori e amministratori locali aspettano le decisioni del Parlamento, consapevoli che questa volta la partita riguarda non solo il turismo, ma anche il futuro delle coste francesi.

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