Gaeta punta a diventare la Capitale italiana del Mare 2026 con un ambizioso dossier nazionale

Gaeta, 26 gennaio 2026 – Gaeta si candida ufficialmente a Capitale Italiana del Mare 2026. Oggi, durante una conferenza stampa a Palazzo Comunale, è stato presentato il progetto dal titolo “Gaeta, Città della Cultura del mare. Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”. Alla presentazione hanno partecipato istituzioni locali e rappresentanti dei partner coinvolti. L’obiettivo è chiaro: superare i confini locali e mettere il mare al centro delle politiche culturali, educative, sociali ed economiche del paese.

Un network ampio e variegato

La candidatura di Gaeta si regge su una rete di collaborazioni molto estesa. Oltre al Comune, sono coinvolti la Regione Lazio, le Province di Latina e Caserta, le aree metropolitane di Roma e Napoli, 22 Comuni costieri, la Camera di Commercio Frosinone Latina e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale. Non mancano l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e più di 80 enti pubblici, scuole, fondazioni, associazioni e imprese. Un mosaico istituzionale che, come ha sottolineato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, “fa di Gaeta un modello nazionale per la vocazione portuale, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile”.

Eventi, opere e investimenti: un programma intenso

Il dossier di candidatura presenta un calendario fitto di impegni: 42 eventi nel 2026, 16 opere pubbliche permanenti e 9 progetti territoriali condivisi. Gli investimenti previsti sono tra i 45 e i 50 milioni di euro, secondo quanto spiegato dagli organizzatori. Il progetto si inserisce nel bando nazionale promosso dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, in linea con il Piano del Mare e le strategie europee sulla Blue Economy. “Abbiamo creato un sistema di lavoro a più livelli – ha detto l’assessore regionale Gianluca Righini – che mette insieme istituzioni, formazione, ricerca, imprese e comunità locali”.

Tre pilastri per la cultura del mare

La proposta si basa su tre punti chiave. Il primo è il Centro Permanente di Educazione al Mare, pensato per costruire un percorso formativo che va dall’infanzia all’università. Poi c’è il Museo Diffuso del Mare, un insieme di spazi fisici e digitali dedicati alla divulgazione scientifica e all’innovazione. Infine, la Piattaforma del Mare come terapia, che valorizza gli ambienti marini come risorsa per il benessere psicofisico e la coesione sociale. “Solo così – ha spiegato il sindaco Cristian Leccese – possiamo ridare al mare il ruolo di motore di crescita sostenibile e conoscenza”.

Una sfida che guarda lontano

La candidatura di Gaeta non è solo un passo verso un titolo. “Abbiamo messo in moto un percorso strategico a lungo termine”, ha detto Leccese ai giornalisti. L’idea è costruire un modello che possa essere copiato in altre zone d’Italia, dove cultura ed economia del mare diventino leve per lo sviluppo. La presenza di partner come l’Università di Cassino e molte realtà imprenditoriali locali mostra la volontà di puntare su innovazione e coesione territoriale.

Reazioni e attese

Alla conferenza si percepiva una certa aspettativa. Alcuni esponenti delle associazioni ambientaliste hanno apprezzato l’attenzione alla tutela degli ecosistemi marini. “È un’opportunità per sensibilizzare le nuove generazioni”, ha commentato una docente dell’Istituto Nautico Caboto. Nei prossimi mesi la commissione nazionale esaminerà tutti i dossier delle città candidate. La decisione finale è attesa entro l’estate.

Gaeta, laboratorio per l’Italia blu

In un momento in cui la Blue Economy è sempre più centrale nelle agende europee e nazionali, Gaeta si propone come laboratorio di innovazione sociale ed economica legata al mare. “Siamo pronti a guidare questo cambiamento”, ha concluso il sindaco Leccese. Solo il tempo dirà se la città diventerà la prima Capitale Italiana del Mare, ma il cammino, almeno sulla carta, è già tracciato.

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