Gary King’s legal battle: Judge rules against forced arbitration in sexual battery and hostile work environment lawsuit

Los Angeles, 3 febbraio 2026 – Un giudice della Corte Superiore di Los Angeles ha detto no alla richiesta di NBCUniversal Media, Bravo Media e Mountain View Productions di spostare in arbitrato la causa avviata dall’ex operatore di ripresa Grey Duddleston. Duddleston accusa queste società di aver coperto presunti abusi sessuali commessi da un membro del cast del reality “Below Deck: Sailing Yacht”. La decisione, arrivata venerdì dopo l’udienza del 20 gennaio, mette un freno a una vicenda che da mesi scuote il mondo della produzione televisiva americana.

No all’arbitrato: la legge in difesa delle vittime

Al centro della battaglia ci sono le accuse di Duddleston e della truccatrice Samantha Suarez, che nel marzo 2025 hanno portato in tribunale le società di produzione e il primo ufficiale Gary King. I due lo descrivono come un “bevitore noto e molestatore seriale”. Le accuse vanno dalla violenza sessuale alla ritorsione, passando per molestie e negligenza nella gestione dello staff. Duddleston ha sostenuto che non poteva essere obbligato ad accettare l’arbitrato, appellandosi all’Ending Forced Arbitration of Sexual Assault and Sexual Harassment Act del 2021, una legge federale che permette alle vittime di scegliere se rivolgersi a un giudice invece che a un arbitro.

Il giudice Wendy Chang ha dato ragione a Duddleston. “La legge è chiara: chi denuncia molestie o aggressioni sessuali può portare la propria causa davanti a un giudice”, ha spiegato una fonte vicina al caso. Le società coinvolte, per ora, non hanno commentato.

Gli episodi contestati sul set in Sardegna

La denuncia racconta fatti che risalgono all’estate del 2022, durante le riprese della quarta stagione di Below Deck: Sailing Yacht al largo della Sardegna. Suarez, truccatrice originaria della Georgia, sostiene di essere stata aggredita da King nella sua stanza d’albergo. “Quando sono entrata per lasciare dell’acqua e degli snack, King era in mutande e mi ha bloccata fisicamente”, si legge nel documento. La donna avrebbe subito segnalato l’episodio alla produzione, che avrebbe aperto un’indagine interna.

King, secondo gli atti, avrebbe ammesso l’accaduto, ma sarebbe stato solo ammonito: “Gli fu detto che sarebbe stato licenziato se fosse successo di nuovo”. Nonostante questo, Duddleston – che all’epoca era compagno di Suarez – racconta che King avrebbe continuato con comportamenti scorretti: avrebbe slacciato i costumi di due colleghe senza il loro consenso, fatto battute volgari a una tecnico audio e palpeggiato due operatori uomini. Duddleston riferì tutto usando il sistema di comunicazione interno della troupe. In risposta, però, la produzione aprì un’indagine su di lui per “uso improprio delle comunicazioni”.

Il caso scuote il mondo della tv

La vicenda ha suscitato forti reazioni nel settore televisivo americano. Già nel 2023 un’inchiesta di Rolling Stone aveva acceso i riflettori sulle presunte coperture da parte dei produttori del franchise “Below Deck”. Secondo la denuncia, la società 51 Minds Entertainment avrebbe voluto licenziare King a fine stagione, ma sarebbe stata bloccata da NBCUniversal per motivi economici. “Non volevano perdere la loro gallina dalle uova d’oro per colpa di due membri della troupe”, si legge nella causa.

Non è la prima volta che il reality finisce sotto accusa per episodi simili: nel 2023 due membri dell’equipaggio di “Below Deck Down Under” furono licenziati per avances non richieste a colleghe, episodi ripresi dalle telecamere e gestiti direttamente dal capitano Jason Chambers.

Lo sguardo al futuro: il processo continua

Il prossimo appuntamento in tribunale è fissato per il 28 aprile. I legali delle società cercheranno di far cadere le accuse di Suarez, sostenendo che i fatti sono avvenuti fuori dalla giurisdizione californiana, precisamente sulle coste del Mediterraneo. “Se lasciassimo che Suarez usi le leggi californiane per questa vicenda, i nostri tribunali diventerebbero una sorta di Corte Internazionale”, hanno detto gli avvocati.

Intanto, la quinta stagione di Below Deck: Sailing Yacht si è chiusa il 27 gennaio senza notizie ufficiali su un’eventuale sesta stagione. NBCUniversal e Bravo non hanno risposto alle richieste di commento sulle nuove accuse. Nel frattempo, resta acceso il dibattito sulla tutela dei lavoratori nei reality show: “Se queste cose succedono davanti alle telecamere – ha detto un ex membro della troupe – cosa sarà accaduto lontano dagli occhi del pubblico?”.

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