Bari, 29 ottobre 2025 – Prende forma il nuovo Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Con la determina n. 349 firmata il 28 ottobre dal presidente Francesco Mastro, sono stati ufficializzati i primi sei membri che guideranno le scelte strategiche e operative dell’ente nei prossimi anni. La nomina arriva in un momento decisivo per la governance dei porti pugliesi e molisani, chiamati a rispondere alle sfide della logistica e dello sviluppo economico nella zona adriatica.
I nuovi volti del Comitato e le poltrone ancora da assegnare
Ecco i nomi dei primi membri del Comitato di gestione: Flavia Rita Decaro, scelta dalla Regione Puglia; Francesco La Torre, per il Comune di Manfredonia; Donato De Carolis, Direttore Marittimo della Puglia e Basilicata ionica; Luigi Amitrano, Comandante del porto di Brindisi; Valerio Massimo Acanfora, Comandante del porto di Barletta; Marco Pepe, Comandante del porto di Manfredonia; e Giuseppe Panico, Comandante del porto di Termoli. Completa la squadra il Tenente di Vascello Gennaro Moccia, Comandante del porto di Monopoli.
Nonostante il gruppo sia quasi completo, restano ancora alcuni posti da occupare: mancano infatti le nomine da parte di alcune amministrazioni locali, già sollecitate dall’Ente portuale. Solo con la squadra al completo il Comitato potrà davvero mettersi al lavoro, come ha ricordato lo stesso presidente Mastro.
Il cuore delle decisioni strategiche
Il Comitato di gestione è l’organo che governa l’Autorità di Sistema Portuale. Ha il compito di approvare i documenti chiave dell’ente: dal Piano Regolatore di Sistema Portuale al bilancio, passando per il Piano Operativo Triennale e le concessioni demaniali. Tra le sue responsabilità c’è anche la nomina del Segretario generale, su proposta del presidente.
“Serve una macchina gestionale pronta a correre e a cogliere le sfide che ci aspettano”, ha detto Mastro nella nota ufficiale diffusa ieri mattina. Il presidente ha aggiunto: “La formazione del Comitato è un passaggio fondamentale per ridare piena operatività all’Ente e rafforzarne la governance. Spero che le amministrazioni ancora assenti si muovano in fretta, magari favorendo anche una maggiore presenza femminile, che rappresenta una risorsa preziosa in termini di competenza e visione”.
Una governance più snella dopo la riforma del 2016
L’attuale modello nasce dalla riforma del 2016, che ha rivoluzionato la governance portuale italiana. Prima i comitati includevano anche rappresentanti delle categorie economiche e sociali; oggi il sistema è più snello e orientato a gestire in modo strategico. L’obiettivo è chiaro: garantire efficienza, decisioni rapide e una visione unitaria per lo sviluppo dei porti dell’Adriatico meridionale.
Secondo fonti interne all’Autorità, il nuovo Comitato dovrà affrontare temi delicati come l’ammodernamento delle infrastrutture, la digitalizzazione dei servizi e il rafforzamento dei collegamenti intermodali. Questioni che richiedono scelte rapide ma attente, in un contesto dove i porti italiani competono con quelli dell’intero bacino mediterraneo.
Le reazioni e le sfide per i porti dell’Adriatico meridionale
L’arrivo dei primi membri è stato accolto con favore dagli operatori portuali locali. “Serve stabilità e una guida chiara”, ha spiegato un rappresentante degli spedizionieri a Brindisi, che ha preferito restare anonimo. Anche i sindaci delle città portuali mostrano attesa: “Il Comitato dovrà lavorare in sintonia con i territori”, ha confidato un amministratore del basso Molise.
Solo quando tutte le nomine saranno completate, il Comitato potrà affrontare i dossier più urgenti: concessioni demaniali in scadenza, investimenti infrastrutturali e nuove rotte commerciali. In gioco c’è il futuro dei sei porti principali del sistema – Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli – che ogni anno movimentano milioni di tonnellate di merci e migliaia di passeggeri.
Per ora, l’attenzione resta sulle prossime mosse delle amministrazioni ancora assenti. Il presidente Mastro non nasconde una certa impazienza: “Solo con una squadra completa potremo decidere davvero il futuro strategico dei nostri porti, per il bene dei territori e del Paese”.