Ian Thorpe conquista la Sydney Hobart Race: la sua confessione di stanchezza e trionfo

Hobart, 29 dicembre 2025 – Ian Thorpe, mito del nuoto australiano, ha tagliato il traguardo della sua prima Rolex Sydney Hobart Yacht Race domenica pomeriggio, a bordo di LawConnect. Dopo due giorni in mare aperto tra vento, pioggia e turni durissimi, il cinque volte oro olimpico ha raccontato ai cronisti sulle banchine di Hobart quanto questa esperienza lo abbia riportato alle sue radici sportive: “Quando sono esausto, scopro di poter fare cose che non pensavo possibili”, ha detto Thorpe, stanco ma con un sorriso sincero.

Da campione in piscina a velista in mare aperto

A 43 anni, Thorpe ha voltato pagina dopo la sua carriera da nuotatore – con due ritiri, nel 2006 e dopo aver mancato la qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 – e si è imbarcato sul maxi yacht di Christian Beck, già vincitore della John H. Illingworth Cup nel 2023 e 2024. Questa volta però, LawConnect si è dovuta accontentare del secondo posto nella classifica “line honours”, superata da Master Lock Comanche dopo le 628 miglia nautiche che separano Sydney da Hobart. Il vincitore assoluto della Tattersall Cup, calcolato sul tempo corretto IRC, era ancora da decidere lunedì sera.

Una regata dura, tra fatica e vento

Il volto segnato ma abbronzato di Thorpe raccontava la durezza della traversata: “Sono stanco morto. Ma il gruppo era fantastico. Sono felice di essere qui”, ha detto appena sceso dalla barca. Il meteo non ha dato tregua: raffiche improvvise, pioggia battente, qualche malessere tra l’equipaggio e danni a vele e scafo. “La parte più difficile? Comunicare”, ha ammesso Thorpe. “Siamo tutti insieme, ma lavoriamo a turni. Devi stare sempre attento alla sicurezza degli altri. È lì che si crea il vero legame”.

Un omaggio alle vittime di Bondi e la gioia dell’arrivo

Non è stata solo una gara. Poco dopo la partenza da Sydney, LawConnect ha reso omaggio alle vittime dell’attentato di Bondi, spargendo petali di rosa al largo della famosa spiaggia. Un gesto semplice, condiviso con Beck e tutto l’equipaggio. Poi la corsa verso sud, con LawConnect in testa nelle prime ore, e infine la lunga lotta contro il vento contrario. Solo nel pomeriggio di domenica, con il sole basso all’orizzonte e Hobart ormai vicina, Thorpe ha potuto godersi qualche minuto al timone, accolto all’arrivo da una folla festante sulle banchine della capitale della Tasmania.

“Dopo una regata così dura, senza quasi un attimo per godersi il viaggio, è stato bello arrivare”, ha raccontato Thorpe. “Qui a Hobart oggi c’è una giornata splendida. Era proprio quello che ci voleva”.

Thorpe, studente di vela per una sfida da non sbagliare

Per prepararsi alla sua prima Sydney Hobart, Thorpe non ha lasciato nulla al caso. Ha partecipato agli allenamenti con LawConnect e alla SOLAS Big Boat Challenge del 9 dicembre a Sydney. Ha seguito corsi alla Pacific Sailing School, guidata da Terry Wise – lo stesso istruttore che ha avuto tra i suoi allievi David Bowie e John Denver – per imparare tecniche che prima aveva usato solo nelle tranquille acque del porto.

“Vivo a Sydney, faccio un po’ di vela, ma niente di così impegnativo”, ha spiegato Thorpe. “Questa regata è un’icona in Australia. Dovevo provarci”.

Oltre lo sport: tv, libri e impegno sociale

Non è la prima volta che Thorpe si mette alla prova fuori dall’acqua. Nel 2021 ha partecipato a Celebrity MasterChef Australia; nel 2024 a The Amazing Race Australia: Celebrity Edition, eliminato in Namibia insieme all’amico Christian Miranda a causa di un infortunio alla gamba. Intanto, si è dedicato a conferenze, telecronache sportive, due libri di cucina (“Cook for Your Life”, 2011; “Eat Well Now”, 2016) e campagne per la salute mentale, i diritti LGBTQ+ e delle popolazioni indigene.

Un nuovo orizzonte per l’ex campione olimpico

Difficile immaginare Ian Thorpe tranquillo nella routine di tutti i giorni. Ma dopo questa traversata – una delle più dure al mondo dal 1945 – anche lui si prende una pausa: “Stanotte dormirò come non mai”, ha sorriso ai giornalisti. E chissà quale sarà la prossima sfida per l’ex “Thorpedo” australiano, ora che il mare aperto gli ha ricordato cosa vuol dire davvero uscire dalla propria zona di comfort.

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